Viviani in un click

a cura di Rossella Petrosino

In occasione del settantesimo anniversario della morte di Raffaele Viviani, la professoressa Antonia Lezza – presidente dell’Associazione Centro Studi sul Teatro Napoletano, Meridionale ed Europeo – ha organizzato e ospitato nelle ultime due settimane del mese di febbraio 2020 il laboratorio fotografico Viviani in un click. L’idea è stata accolta da Giovanni Petrone che ha creduto nel progetto e lo ha inserito nel panorama delle attività di Casa del Contemporaneo. L’Associazione culturale Centro Studi sul Teatro Napoletano, Meridionale ed Europeo – presieduta dalla professoressa Antonia Lezza e con sede in via Matteo Schilizzi 16, Napoli – ha promosso l’attività attraverso un bando di selezione che, partendo dalla lettura di testi scelti della produzione teatrale di Raffaele Viviani, ha visto impegnati il fotografo Pietro Masturzo e 6 tra studenti, esperti, ricercatori, studiosi (Fiorella Barrella, Sabrina Smiraglia, Bruna Diletto, Annalisa Aruta, Viviane Cammarota, Matteo Cesare), nel ripercorrere i luoghi che hanno caratterizzato la vita e l’opera dell’attore e drammaturgo, con l’intento di fornire una interpretazione fotografica che contribuisse alla conoscenza e alla diffusione dell’opera di questo grande autore, traducendo in immagini fotografiche le suggestioni ricevute. Un progetto di prestigio con un fotografo di fama internazionale, Pietro Masturzo che, dopo gli studi in Relazioni internazionali, si è dedicato alla fotografia di reportage. Tra i diversi riconoscimenti, nel 2010 è stato premiato con il prestigioso World press photo of the year per il suo lavoro in Iran durante le proteste seguite alle elezioni del giugno del 2009.Collaboratore di numerose testate giornalistiche, insegna fotogiornalismo presso il Master in Giornalismo dell’Università LUMSA ed è membro dell’agenzia Prospekt. L’obiettivo del progetto è stato quello di parlare di teatro attraverso la fotografia che diventa una sfida per il valore che nel teatro di Raffaele Viviani hanno la musica e i suoni. Nondimeno gli interrogativi che hanno accompagnato il fotografo Pietro Masturzo hanno riguardato personaggi e luoghi, che sono materia essenziale e fondante del drammaturgo. Il primo incontro del laboratorio si è svolto nella sede del Centro Studi Teatro ed è stato di natura conoscitiva e formativa, grazie all’indispensabile supporto della prof.ssa Antonia Lezza che ha “aperto le porte del teatro” di Viviani attraverso la lettura della sua opera. In seguito si è passati alla fase creativa per le strade e nei vicoli della città, passeggiando nei mercati e in tutti quelli che erano i luoghi descritti nell’Opera di Viviani, alla ricerca dei suoi personaggi nella Napoli di oggi. Il fotografo Masturzo, occupandosi principalmente di fotografia documentaria, ritrova proprio in questa ottica l’essenza del teatro di Raffaele Viviani e documenta la realtà di Napoli attraverso volti e oggetti riconducibili al teatro vivianeo, partendo da temi ricorrenti come l’emarginazione, la miseria, l’emigrazione, la questione femminile, la disoccupazione; oggi estremamente attuali! Una città Napoli che mantiene ancora forti i suoi caratteri identitari, non del tutto preda della spersonalizzazione contemporanea e che ha offerto spunti originali, con i nuovi guappi, gli scugnizzi, gli artigiani, gli operai, non così distanti dalle figure descritte da Viviani. Delle tante immagini prodotte nell’ambito del laboratorio, ne sono state scelte 20 che sono state oggetto di un vernissage presso la sede del Centro Studi sul Teatro Napoletano, Meridionale ed Europeo (via Matteo Schilizzi 16, Napoli), dal 19 al 22 marzo 2025. Queste le parole della professoressa Antonia Lezza in occasione della Conferenza Stampa di inaugurazione alla mostra:«Non è stato facile, e ancora molto cammino va fatto; la mostra potrebbe essere un ulteriore tassello per proporre un autore come Viviani nell’ambito di un percorso per così dire “ufficiale”, canonico, abbandonando lo stereotipo di “Viviani solo irregolare”, e avvicinarsi al suo teatro, alla sua poesia, alla sua musica, con strumenti adeguati, cercando di procedere con cautela e scrupolo scientifico, come è stato fatto con Petrolini e Totò, e con le opere di altri autori di teatro e letteratura dialettale non solo napoletana, per esempio Dario Fo e Franco Scaldati». Dopo un primo allestimento realizzato a Napoli fra il 19 e il 22 marzo 2025, presso il Centro Studi sul Teatro Napoletano, Meridionale ed Europeo, la mostra è approdata all’Università di Salerno, dal 7 al 10 aprile 2025 presso la Biblioteca Umanistica “E.R. Caianello”, per poi proseguire il 12 e il 13 aprile nella chiesa di Portosalvo a Castellammare. L’esposizione rientra in un programma di diffusione destinato a toccare ulteriori sedi.