
Biografia
Cronologia della vita
a cura di Alfredo Pellecchia
1938
Manlio Santanelli nasce a Napoli l’11 Febbraio 1938.
1942–1943
Durante la Seconda guerra mondiale, una nave americana esplode nel porto di Napoli. L’onda d’urto distrugge i vetri delle abitazioni della città bassa. La famiglia Santanelli vive nel centro storico, in via Port’Alba. Il padre, medico psichiatra, recupera da un collega radiologo lastre radiografiche usate per coprire le finestre rotte. Alla luce del sole, la casa si riempie di immagini di ossa, teschi e toraci proiettati su pareti e pavimenti: una “geografia anatomica” che Santanelli riconoscerà come evento fondativo della propria immaginazione e scrittura.
1943–1944
Per paura dei bombardamenti, la famiglia lascia Napoli e si rifugia a Venafro.
1944
Con la fine delle ostilità, la famiglia rientra a Napoli e Santanelli riprende il suo percorso di vita e di studi.
1944 -1950
Durante l’adolescenza perde il padre. La madre diventa il principale riferimento affettivo. Affianca agli studi l’attività sportiva: gioca a basket fino alla serie C.
1950-1960
Riceve una solida formazione umanistica frequentando il liceo classico. Si iscrive a Giurisprudenza, spinto dall’amore per il latino e per il diritto romano. All’interno della facoltà si orienta verso la Filosofia del diritto, più vicina ai suoi interessi culturali.
1960
Dopo la morte del padre, la necessità economica lo spinge a lavorare. Viene assunto alla RAI, senza interrompere gli studi universitari, che conclude mentre è già impiegato. Alla RAI entra in contatto con attori, registi e sceneggiatori di primo piano. Qui apprende quello che definirà il “primo grado della scrittura teatrale”: il passaggio dalla pagina alla scena, seppur televisiva. Figura decisiva della sua formazione è Flaminio Bollini.
1961–1980
Per quasi vent’anni lavora stabilmente in RAI, maturando competenze tecniche e artistiche fondamentali, pur sentendo crescere l’esigenza di una scrittura più personale e libera.
1980
Va in scena al Teatro San Ferdinando di Napoli la sua prima opera teatrale Uscita d’emergenza. Il testo ottiene attenzione critica e segna l’inizio ufficiale della sua carriera teatrale.
1981
Con Uscita d’emergenza vince il Premio IDI e il Premio ANCI, consacrandosi come nuova voce della drammaturgia italiana. Forte del successo, decide di lasciare la televisione pubblica per dedicarsi interamente al teatro.
Nello stesso anno muore il fratello maggiore, evento che offusca la gioia del riconoscimento pubblico.
1982–1985
L’Isola di Rancho. Seconda prova teatrale, accolta freddamente.
1985
Regina Madre . Il vero consolidamento arriva con Regina Madre, tradotto in molte lingue (francese, russo e altre) e rappresentato ancora oggi in numerosi paesi.
1987
Pulcinella. Rielabora un progetto cinematografico di Roberto Rossellini. Lo spettacolo, diretto da Maurizio Scaparro e interpretato da Massimo Ranieri, ottiene una fortunata tournée nazionale e internazionale.
1990
L’aberrazione delle stelle fisse va in scena al Teatro Ariosto di Reggio Emilia. Continua l’indagine sui rapporti familiari e sulle loro distorsioni.
1996
Vive tra Napoli, Roma e l’Umbria. Dal 1996 risiede a Todi, città legata al Festival e alla presenza dell’ex moglie.
2013
Fonda la rassegna Il Teatro cerca Casa: spettacoli ospitati in abitazioni private, come risposta alla mancanza di spazi e alle difficoltà del mercato teatrale. L’iniziativa raggiunge l’undicesima edizione.
Anni recenti
Si stabilisce nuovamente a Napoli, dove vive con la compagna e una gattina randagia. A Todi si lavora alla creazione de “La casa di Manlio”, centro studi dedicato alla sua opera. Suona la chitarra classica, studia al Conservatorio come uditore, ama il Barocco napoletano, la poesia straniera contemporanea, Joseph Conrad e scrive testi che vorrebbe vedere da spettatore.
La vita
a cura di Barbara Barone
Aggiunte e integrazioni di Alfredo Pellecchia
Manlio Santanelli nasce l’11 febbraio 1938 a Napoli, dove trascorre la sua infanzia e la sua giovinezza. Vive nel centro storico di Napoli in via Port’Alba. Nel 1942 esplode una nave americana nel porto che frantuma i vetri delle case. Il padre di Santanelli, medico psichiatra, adotta una soluzione originale per coprire le finestre. Si fa prestare delle lastre da un suo collega radiografo che applicate alla finestre nei giorni di sole vanno a creare sul pavimento una “geografia anatomica” come racconta l’autore.
Per volere del padre scappano da Napoli a causa dei bombardamenti, rifugiandosi a Venafro in attesa della fine della guerra. Ironia della sorte Venafro diventa luogo della resistenza tedesca. Nel 1944 la famiglia ritorna a Napoli dove comincia il percorso di studi. Frequenta il Liceo Classico e in seguito l’Università iscrivendosi a Giurisprudenza. Sceglie Giurisprudenza perché appassionato di latino e si orienta durante il percorso di studi verso la Filosofia del Diritto più vicina ai suoi interessi e gli studi maturati attraverso il Liceo.
È in questi anni che comincia anche la sua carriera artistica, inizia a lavorare in Rai per sostenersi economicamente e questa è una svolta radicale dettata dalla necessità. La sua inclinazione verso il teatro è assecondata dalla sorella più grande che lo porta con se al Teatro San Carlo e al Mercadante. Vede vari spettacoli e lavori di registi affermati come Gassman.
Santanelli più volte ha affermato che, il fatto di essere nato in una famiglia borghese ha influito notevolmente nella sua formazione artistica. Egli, infatti, non apprende subito il dialetto, ma vi si accosta in età adulta tramite la letteratura napoletana ed in particolare attraverso La Vaiasseida di Giulio Cesare Cortese e il Pentamerone di Giovan Battista Basile, che a suo parere sono testi in cui “il napoletano ha preso coscienza di essere una lingua”. Anche tutto il complesso delle canzoni napoletane dalle origini ad oggi, vero patrimonio di lingua che si è andata evolvendo nel tempo, gli è stato di grande aiuto. Le letture che hanno formato il giovane Santanelli sono state soprattutto improntate ad uno studio dei classici europei che ancora adesso esercitano una certa influenza sul suo stile. Nel periodo adolescenziale perde la figura paterna. Con il padre condivide dei momenti serali fatti di gioco e domande sulle capitali europee. Maggiore è la presenza e il ruolo della madre nei rapporti affettivi.
Nei primi 20 anni ha affiancato agli studi lo sport; nel basket è arrivato fino alla serie C. Il fratello maggiore inizia a collezionare strisce di giornale che riguardano i successi di Manlio.
Dal 1961 al 1980 lavora per la RAI come sceneggiatore radiofonico e televisivo ed ha modo di conoscere i più illustri rappresentanti del mondo dello spettacolo. Lavorando a stretto contatto con i migliori attori e registi italiani, Santanelli apprende quello che lui stesso chiama “il primo grado della scrittura teatrale”, vale a dire la trasposizione di un testo dalla pagina alla scena, anche se in questo periodo è ancora una scena televisiva. Qui incontra Flaminio Bollini artista importante per la sua formazione. Collabora nella scrittura e nei tagli dei copioni, gli propone riduzioni e apprende le tecniche del mestiere.
Dopo gli anni Ottanta conscio dell’esperienza maturato inizia a lavorare in proprio, proponendo i propri lavori in autonomia. Si dedica alla scrittura radiofonica e comincia una collaborazione con la televisione svizzera.
Nel 1980 va in scena al Teatro San Ferdinando la sua prima opera Uscita d’emergenza, che gli procura una certa notorietà e riconoscimento da parte della critica. Nel 1981 infatti avviene la grande svolta: Santanelli vince, con il suo primo testo teatrale, Uscita d’emergenza, il premio IDI (Istituto Dramma Italiano) ed il premio ANCI (Associazione dei Critici Italiani). Con il successo arriva anche la decisione di abbandonare la televisione pubblica. Nello stesso anno la gioia è smorzata dalla perdita del fratello maggiore.
Dopo una seconda prova, L’Isola di Rancho, che non fu accolta con grande entusiasmo, il successo del drammaturgo viene riconosciuto e consolidato dall’uscita nel 1985 di Regina Madre, testo tradotto in diverse lingue, dal francese al russo, ed ancora oggi rappresentato in molti paesi.
Nel 1987 rielabora un lavoro cinematografico di R. Rossellini centrato sulla figura di Pulcinella, Il testo drammaturgico dal titolo Pulcinella viene allestito da Maurizio Scaparro e vede la partecipazione di Massimo Ranieri. Il lavoro gode di una fortunate tournée nazionale e internazionale.
Nel 1990 va in scena il testo L’aberrazione delle stelle fisse al teatro Ariosto di Reggio Emilia dove continua la sua indagine sui rapporti familiari e i disturbi ad essi connessi.
Nel 2013 da vita alla rassegna Il Teatro cerca Casa, serate teatrali fatte in contesti residenziali. L’iniziativa nasce dalla mancanza di spazi e per rimediare alle difficoltà del mercato teatrale. La rassegna è giunta alla sua undicesima edizione.
Santanelli ha peregrinato tra Napoli, Roma e l’Umbria, per poi tornare e stabilirsi a Napoli, dove attualmente abita con la sua compagna e una gattina randagia a cui è affezionatissimo.
A Todi ha vissuto dal 1996, il rapporto con questo luogo nasce dalla frequentazione del Festival di Todi e inoltre della presenza della sua ex moglie. Si è sposato e ha divorziato due volte. Attualmente proprio in questa città si sta lavorando per la nascita de “La casa di Manlio”, un centro studio dedicato al lavoro dell’autore.
Suona la chitarra classica. Inizia lo studio della chitarra a sedicenne e partecipa come uditore alla lezioni del Conservatorio per tre anni. Il periodo che preferisce è il Barocco con le Villanelle del ‘600, dove trionfava sempre la figura dell’innamorato che voleva diventare qualcosa per la donna.
Santanelli in Memorie dal Sottotesto, testo di natura autobiografica con tinte ironiche, si definisce come un autore malato, un autore meschino, che tende al comico per disposizione naturale. Ama la poesia contemporanea purché straniera e scrive testi di cui vorrebbe essere spettatore a teatro. È considerato uno specialista di Conrad, di cui legge e rilegge con avidità romanzi e racconti. Oltre ad essere riconosciuto come un esponente della nuova drammaturgia napoletana, amatissimo all’estero, in particolar modo in Francia, dove i suoi testi sono stati tradotti, pubblicati e continuamente riproposti al pubblico, è oggi considerato uno dei più significativi scrittori di teatro.
Cronologia delle opere teatrali
a cura di Barbara Barone e Barbara D’Andria
aggiornamento a cura di Alfredo Pellecchia
1978
Con gli occhi del nuovo giorno
1979
Uscita d’Emergenza
1982
L’Isola di Sancho
1984
Le sofferenze d’amore della Radegonda e del Capitano della Morte (rondò capriccioso ispirato al romanzo Dio ne scampi dagli Orsenigo di Vittorio Imbriani)
1984
Regina Madre
1985
Bellavita Carolina
1985
Il fuoco divampa con furore
1986
Elogio della paura
1986
L’aberrazione delle stelle fisse (Vita natural durante)
1986
Il naso di famiglia
1987
Pulcinella
1988
Disturbi di memoria
1988
1799
1988
Un eccesso di zelo
1989
Camera con racconti affittasi (liberamente ispirato ai Racconti di Malà Strana di Jan Neruda)
1989
Calcedonio
1989
Io scrittore assediato
1989
L’ispettore generale – Il revisore (adattamento e traduzione della commedia omonima di Nikolaj Gogol sulla traduzione di Arthur Adamov)
1990
La donna del banco dei pegni
1990
Le tre verità di Cesira
1990
Virginia e sua zia
1991
Una piccola conferenza notturna
1991
Tanto per animare la serata
1992
Ortelio non riesce a dormire
1993
Una mano lava l’altra
1993
Il baciamano
1993
Per disgrazia ricevuta
1994
Stinco di santa
1996
Un autobus tutto speciale
1996
La preghiera del buon aborto
1997
Facchini
1997
L’isola purpurea (revisione e traduzione dell’opera di Michail Bulgakov)
1998
Andate all’inferno
1998
Chichibio (libero adattamento dalla novella Chichibio e la gru di Giovanni Boccaccio)
1998
Babà di nonna sua
1999
La fabbrica delle creature
1999
La terza faccia della medaglia (collage di racconti inediti da Storie di ricambio di Manlio Santanelli)
2000
Tu musica assassina
2000
Trasporto eccezionale
2000
Harold è diventato verde
2001
Il marchese di Roccaverdina (libero adattamento dal romanzo omonimo di Luigi Capuana)
2001
Le furberie di Scapino (libera traduzione dal testo omonimo di Molière)
2002
Cordiali nemici
2002
Il mio cuore nelle tue mani
2002
Un gioco di pazienza
2003
Il chiodo fisso
2004
La solita cena
2009
Un eccesso di zelo
2009
Napoli zompa e vola
2010
A casa dopo cena
2012
La venere dei terremoti
2011
La solitudine si deve fuggire
2016
Pigmalione
2020
L’oro di Napoli
Bibliografia dell’autore
a cura di Barbara Barone
Aggiornamento a cura di Anna Fiorile
- SANTANELLI Manlio, Uscita d’emergenza, in “Ridotto”, n.11, novembre, 1980, pp. 8-36.
- Id., Uscita d’emergenza, Prefazione di G. De Bosio, Premessa di Manlio Santanelli, Firenze, La Casa Usher, 1983.
- Id., L’Isola di Sancho, Fiesole, Centro Internazionale di drammaturgia, 1983.
- Id., Regina Madre, Fiesole, Centro Internazionale di drammaturgia, 1985.
- Id., Il fuoco divampa con furore, in “Ridotto”, n. 1-2, gennaio-febbraio 1987, pp. 33-67.
- Id., L’aberrazione delle stelle fisse (Vita natural durante), Prefazione di R. Palazzi, Milano, Ricordi, 1987.
- Id., Bellavita Carolina, in Dopo Eduardo. Nuova drammaturgia a Napoli, a cura di Luciana Libero, Napoli, Guida Editori, 1988, pp. 31-80.
- Id., L’aberration des étoiles fixes (L’aberrazione delle stelle fisse), texte français de H. Hatem, Paris, Écritures Théâtrales, 1989, pp. 90-154.
- Id., Issue de secours (Uscita d’emergenza), texte français de P. Casadei-P. Ciccolella, préface H. Hatem, Paris, Écritures Théâtrales, 1989, pp. 14-87.
- Id., Disturbi di Memoria, in “Ridotto”, n.12, 1990, pp. 11-28.
- Id., Ritratti di donna senza cornice (trilogia di racconti), Catania, Il Girasole edizioni, 1990.
- Virginia e sua zia
- La donna del banco dei pegni
- Le tre verità di Cesira
- Id., Un eccesso di zelo, in “Sipario”, n.539, novembre 1993, pp.67-83.
- Id., Uscita d’emergenza, Presentazione di Nello Mascia, Postfazione di Giulio Baffi, Napoli, Alfredo Guida Editori, 1999.
- Id., Emergency exit, Translated from the Italian by Anthony Molino with Jane House, Introduction by J. House, Afterword by A. Molino, Riverside (USA), Xenos Books, 2000.
- Id., La Polonaise (Facchini), traduction française de Emmanuelle Bousquet, in Scènes parthénopéennes, numero monografico della rivista “Scena aperta”, Anno 2002, n. 3, 2002, pp. 157-217.
- Id., Toi, musique assassine (Tu musica assassina), pièce un deux actes de Manlio Santanelli, traduction française de Anna Sciarrabba, in Scènes parthénopéennes, numero monografico della rivista “Scena aperta”, Anno 2002, n. 3, 2002, pp. 219-278.
- Id., Harold è diventato verde, in “Quaderno di Drammaturgia”, 2002, pp. 86-116.
- Id., Gepäckträger (Facchini), Übersetzung von Sabine Heymann, Theater Verlag DESCH GmbH, München, 2003.
- Id., Les trois vérités de Cesira (Le tre verità di Cesira), traduction française de Valeria Tasca, in “Auteurs en scène. Théâtres d’oc… et d’ailleurs”, n. 5, maggio 2003, pp. 142-157.
- Id., Teatro, Introduzione e cura di Teresa Megale, Roma, Bulzoni editore, 2005.
- Id., Uscita d’emergenza
- Id., Regina Madre
- Id., Disturbi di memoria
- Id., L’aberrazione delle stelle fisse
- Id., Il baciamano
- Id., Andate all’Inferno
- Id., La serva del principe, prefazione di Antonia Lezza, Kairòs, Napoli, 2016.
- Ivi, note dell’autore, cit. pp. 13-14.
- Id., Sette favole antiche, Guida, Napoli, 2017
- Id., La sorte dell’ironia: La solitudine si deve fuggire-Una domanda di desiderio-Un gioco di pazienza, a cura di Antonio De Rosa, Mea editore, Napoli, 2022
Racconti
- Id., Racconti mancini (racconti), Napoli, Guida editori, 2007.
- Id., Religiose, militari e piedi difficili (racconti), Prefazione di Ugo Gregoretti, Napoli, Giammarino Editore, 2015.
- Id,La Venere dei terremoti, Caracò, Bologna, 2012
- Id., Per oggi non si cade, Giammarino, Napoli, 2014
- Id., Una furtiva lacrima, GM press, Napoli, 2019
- Id., Variazioni senza tema. 10 racconti, prefazione di Maria Teresa Chialant, illustrazioni di Carmine Luino, Caracò, Bologna, 2022
- Id., Dieci favole antiche alla maniera di G. B. Basile, Kairòs, Napoli 2024.
- Id., Miranda ovvero dell’altro da noi, Kairòs, Napoli, 2026.
Poesie
- Id., Napoli miele e fiele. Omaggio a Salvatore Di Giacomo (poesie), Prefazione Mimmo Liguoro, Catania, Il Girasole edizioni, 2006.
- Id., A Tangeri, una sera, Le Farfalle editore, Catania, 2018.
Scritti vari
- SANTANELLI Manlio, Prefazione ad “Uscita d’Emergenza“, Firenze, La Casa Usher,1983.
- Id., L’Oscuro piacere della trama, “L’Unità”, 15 aprile 1984.
- Id., Il diavolo zoppo, in Teatro in Europa, n.4, 1988, p.116.
- Id., Memorie dal sottotesto, in “Quaderno di Drammaturgia”, 1996, pp. 15-19.
- Id., L’ineffabile piacere di amarlo e tradirlo, nonostante tutto, “Il Mattino” (inserto speciale pubblicato in occasione del centenario della nascita di Eduardo), 26 maggio 2000.
- Id., L’immaginario malato, in Sguardi dentro e fuori dall’arte, a cura di Gioia Costa, Roma, Editoria & Spettacolo, 2002, pp. 87-89.
- Id., Testimonianza, in Raffaele Viviani. Teatro, poesia e musica, a cura di Antonia Lezza e Pasquale Scialò, Napoli, CUEN, 2003, pp. 75-76.
- Id., “Scrivo, allora sono”, in Teatri nella Rete. Testualità ed ipertestualità della letteratura teatrale, a cura di Antonia Lezza, Avellino, Delta3 edizioni, 2005, pp. 159-161.
- Id., A proposito di poetica teatrale, in Antologia teatrale, a cura di Antonia Lezza, Annunziata Acanfora, Carmela Lucia, Napoli, Liguori editore, 2015, pp. 157-159.
- Id., Tradurre” l’ironia (Conversazione di Manlio Santanelli anche con se stesso) , in Antologia Teatrale , a cura di Annunziata Acanfora, Antonia Lezza, Carmela Lucia, Napoli, Liguori Editore, 2016.
- Il mondo in fondo al water, in Antologia teatrale atto secondo, a cura di Antonia Lezza, Federica Caiazzo, Emanuela Ferrauto, Liguori, Napoli, 2021, pp. 299-316
- Id., A proposito di poetica teatrale, al link: https://www.centrostuditeatro.it/news/2022/a-proposito-di-poetica-teatrale/, 2022.
- Id., Il rumore invade la città in conflitto con la sua tradizione di armonia di suoni… e Pulcinella strilla contro tutti., al link: https://www.centrostuditeatro.it/i-modelli/2024/il-rumore-invade-la-citta-in-conflitto-con-la-sua-antica-tradizione-di-armonia-di-suoni-e-pulcinella-strilla-contro-tutti/ , 29 Luglio 2024.
- Id., Lo Scartiello de Pullecenella, al liink: https://www.centrostuditeatro.it/i-modelli/2025/lo-scartiello-de-pullecenella%e2%81%8e/, 2025.
Bibliografia critica
a cura di Barbara Barone
aggiornamento a cura di Anna Fiorile
- ALBERTI C., Napoli e lo spettacolo, in “Ariel”, Anno II, n. 2, maggio-agosto, 1987, pp. 5-7.
- ARIANI M. – TAFFON G., Scritture per la scena. La letteratura drammatica nel Novecento italiano, Roma, Carocci, 2001, pp. 285-287.
- BARSOTTI A., Eduardo, punto e a capo? A proposito della nuova drammaturgia napoletana, in “Il Castello di Elsinore”, VIII, 1995, 24, pp.43-59.
- BIRZOLI L., Realtà sociale e teatro nel meridione, in “Sipario”, Anno XLV, dicembre 1990, pp. 80-81.
- BONACCORTI M. L., Il teatro di Manlio Santarelli, Tesi di laurea, Università degli Studi di Genova, 1990.
- CAPPELLO G., Emarginazione e napoletanità, in “Il dramma”, Anno LVI, n. 1/2, maggio – giugno 1980, pp. 21-30.
- CINQUE P., Manlio Santanelli: psicopatologia della vita quotidiana, in “Hystrio: rivista trimestrale di teatro e spettacolo”, A.18(2005), n.4, p.46-49
- CONTARINI S., Notes sur le théâtre de M. Santanelli en France, in Scènes parthénopéennes, numero monografico della rivista “Scena aperta”, Anno 2002, n. 3, 2002, pp. 95-105.
- D’AMORA M. , Poetiche del conflitto in interno borghese. Il teatro anarcoide di Manlio Santanelli, Mea, Napoli, 2023
- D’ANDRIA B., La scrittura di Manlio Santanelli: conflitti, sogno e follia, tesi di laurea in Letteratura teatrale italiana (relatrice Prof.ssa Antonia Lezza), Università degli Studi di Salerno, 26 marzo 2004.
- DE STEFANO S., La scelta drammaturgia di Manlio Santarelli, in Un secolo di teatro napoletano (1900-2000), a cura di Davide Barba e Delia Morea, “Nord e Sud”, Anno XLVII, n. 5, settembre-ottobre 2000, pp. 139-148.
- DI GIROLAMO R., I meccanici della scrittura: Renato Barilli, Jack Kérouac, Manlio Santanelli, Cromografica Roma per Gruppo Editoriale L’Espresso, Roma, 2014
- DONNAREL E., Perspectives sur “Bellavita Carolina” (1980) de Manlio Santanelli, in Scènes parthénopéennes, cit., pp. 127-140.
- Id., Corporeità e creazione scenica nel teatro meridionale, in “Nuova Corvina. Rivista di Italianistica”, n. 19, 2007, pp. 159-171.
- FINZI R., 38.000 spettacoli senza provvidenze, in “Ridotto”, n. 4, maggio 1989, pp. 46-47.
- FIORE E., Mar del teatro. Uno sguardo mediterraneo su vent’anni di spettacoli. Interventi di: Mario Martone, Enzo Moscato, Maurizio Scaparro, Napoli, Tullio Pironti Editore, 1999.
- Id., Il rito, l’esilio, la peste. Percorsi nel nuovo teatro napoletano: Manlio Santanelli, Annibale Ruccello, Enzo Moscato, Milano, Ubulibri, 2002.
- GIOVANARDI C., Plurilinguismo e antirealismo nel teatro napoletano dopo Eduardo, in Studi di Italianistica per Maria Teresa Acquaro Graziosi, a cura di Maria Savini, Roma, Aracne, 2002, pp. 405-438.
- HATEM H., La figura femminile nel teatro di Manlio Santanelli
- Id., Vivre en dehor de la vie, in M. Santanelli, Issue de Secours, Ecriture Theatrales, Paris, 1989.
- LEZZA A., Rappresentazione e rappresentabilità di un evento: il ’99 nella letteratura teatrale contemporanea, in Novantanove in idea. Linguaggi miti memorie, a cura di Augusto Placanica e Maria Rosaria Pelizzari (Atti del Convegno di studi Salerno-Amalfi 15-18 dicembre 1999), Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 2002, pp. 437-454.
- Ead., La letteratura teatrale italiana. Storia e ipotesi di lavoro, in Antologia teatrale, a cura di Antonia Lezza, Annunziata Acanfora, Carmela Lucia, Napoli, Liguori editore, 2015, pp. 3-26.
- Ead., Aspetti filologici e linguistici in alcuni testi teatrali del Novecento, in Letteratura dialettale a Napoli, a cura di Salvatore Iacolare e Giuseppe Andrea Liberti, Franco Cesati editore, Firenze, 2020, pp. 247-263
- Ead., Le arti. Il teatro campano. I luoghi, la lingua, le anime, in Campania. Il mito, le arti, le sfide, Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, Roma, 2022, pp. 681- 690
- Ead., Quanti Pulcinella. Annotazioni sulla vitalità della maschera (Appendice: Lo Scartiello de Pullecenella di Manlio Santanelli), in Ambigue verosimiglianze nel teatro dal Seicento a oggi, a cura di Luca Vaccaro, Schede Umanistiche, XXXV/2, Città di Castello (PG), pp. 195-212.
- Ead., La serva del padrone: tradurre in classico della letteratura per la scena, in La serva del principe, Manlio Santanelli, Kairos, Napoli, 2016, cit. pp. 5-11.
- LIBERO L. (a cura di), Dopo Eduardo. Nuova Drammaturgia a Napoli, Napoli, Guida Editori, 1988.
- Ead. (a cura di), La parola di Napoli. La drammaturgia del “dopo Eduardo” in Italia, Roma, tab edizioni, 2025.
- MORETTI M., Diario francese di eventi italiani, in “Ridotto”, n. 6, luglio 1989, pp. 43-45.
- NIMIS J, Spécularités dans un monde tellurique: “Uscita di emergenza” (1980) et “L’aberrazione delle stelle fisse” (1987) de Manlio Santanelli, in Scènes parthénopéennes, cit., pp. 107-126.
- SAVIOLI A., I sommersi e i salvati, in “Ridotto”, n. 3, maggio 1989, pp. 5-9.
- STEFANELLI S., La nuova drammaturgia a Napoli, in “Ariel”, Anno III, n. 3, settembre – dicembre 1988, pp. 121-126.
- TAVIANI F., Uomini di scena, uomini di libro, Bologna, Il Mulino, 1995, pp. 198-199.
- TURI A., Il teatro ‘mano sinistra’ dello scrittore, in “Ridotto”, n. 5, giugno 1989, pp. 48-49.
- Id., Scene di rivoluzione napoletana, in “Sipario”, ottobre 1989, p. 58.
- VALLAURI C., Tra autori e critici. Incontro senza pregiudizi, in “Ridotto”, n. 4, maggio 1989, pp. 4-5.
- Id., Santanelli, Ruccello, Moscato, nel “Dopo Eduardo” di Luciana Libero, in “Ridotto”, n. 4, maggio 1989, p. 45.
- Id., Esperienze di scrittura scenica nell’analisi di autori e registri, in “Ridotto”, n. 5, giugno 1990, pp. 30-32.
- ZOCCARO E., Un teatro della cattiveria con tanti inferni familiari, in “Ridotto”, n.12, 1990.
Dizionari
a cura di Barbara Barone
- Dizionario dello spettacolo del Novecento, a cura di F. Cappa e P. Gelli, Milano, Baldini&Castoldi, 1998, sub voce.
Rassegna Stampa
Rassegna stampa Uscita d’emergenza 1980-’81
A cura di Barbara Barone
aggiornamento di Anna Fiorile
- FIORE E., Una “Uscita di Emergenza” per Cirillo e Pacebbene, “Paese sera”, 7 novembre 1980.
- Id., Quando ti crolla addosso l’anima (e con essa il vuoto dei giorni), “Paese sera”, 9 novembre 1980.
- SERRA U., Interno con rovine, “Il Mattino”, 9 novembre 1980.
- SAVIOLI A., Una strana coppia in attesa del terremoto, “l’Unità”, 11 novembre 1980.
- GARRONE N., La strana coppia, Pacebbene e Cirillo, “la Repubblica”, 11 novembre 1980.
- SURCHI S., Il terremoto già tra i protagonisti, “Il Popolo”, 6 dicembre 1980.
- PAGLIARANI E., E con una battuta vinco le angosce, “Paese sera”, 6 dicembre 1980.
- SALA R., Un amore difficile, è quasi odio, “Il Messaggero”, 6 dicembre 1980.
- DE CHIARA G., Tragedia di clowns al Teatro Flaiano con la regia di Cirino, “Avanti”, 6 dicembre 1980.
- PROSPERI G., Rifugio napoletano nell’universo vuoto, “Il Tempo”, 6 dicembre 1980.
- Tre biglietti venduti. Cirino: “Io non recito”, “Il Giorno”, 8 dicembre 1980.
- LANE J. F., A rarity: a good new italian play, “International Daily News”, 13 dicembre 1980.
- SANFILIPPO V., Due poveri disgraziati napoletani, ” Il Giornale del Sud”, 18 dicembre 1980.
- MANDRELLI F., Il bene e il male, poli di una vita difficile, “Il quotidiano di Lecce”, 21 dicembre 1980.
- MOSCATI I., Il terremoto? Pirandello l’aveva previsto, “L’Europeo”, 12 gennaio 1981.
- Fantoni al Gobetti, “Stampa Sera”, 25 novembre 1981.
- DAVICO BONINO G., Santanelli: nel teatro italiano finalmente è nato un autore, “La Stampa”, 27 novembre 1981.
- MARTINO D. A., Cirino vive nella reia d’un dramma napoletano, “l’Unità”, 27 novembre 1981.
- CARBONARO A., Due uomini e una casa, “Napoli Oggi”, 27 novembre 1981.
- GRIECO M., Due amici in fuga dal loro passato, “Il nostro tempo”, 6 dicembre 1981.
- SODDU U., L’assurdo partenopeo, “Il Messaggero”, 11 dicembre 1981.
- LIVERANI M., Si tinge di grottesco l’angoscia nella Napoli terremotata, “Il Giornale d’Italia”, 11 dicembre 1981.
- CUOMO F., Due naufraghi nella Napoli terremotata, “Avanti”, 11 dicembre 1981.
- CHIARETTI T., Da Napoli, le parole della solitudine, “la Repubblica”, 11 dicembre 1981.
- SICILIANO E., Furia e tenerezza di due “reclusi”, “Corriere della Sera”, 11 dicembre 1981.
- COLOTTA A., Uno sfascio simbolico, “Avvenire”, 12 dicembre 1981.
- Più odio e più tenerezza, “Tempo”, 13 dicembre 1981.
- RONFANI U., Tra le macerie spunta un autore, “Il Giorno”, 16 dicembre 1981.
Articoli Selezionati
a cura di Barbara Barone
- BAFFI G., Manlio Santanelli. “Il mio teatro senza normalità che mira al cuore”, “la Repubblica”, 17 aprile 2005.
- CERVASIO S., Pulcinella tra Napoli e Parigi, “la Repubblica”, 10 giugno 1999.
- DE CIUCEIS F., Meglio povero pescatore che fantoccio del potere, “Il Mattino”, 6 settembre 1983.
- FANO N., Da Napoli arriva il Dopo Eduardo, “L’Unità”, 11 dicembre 1988.
- FIORE E., Un bel sole di cartone e la commedia è favola, “Paese Sera”, 7 novembre 1983.
- Id., Ah, le obliviose di fine Ottocento!, “Il Mattino”, 7 febbraio 1986.
- Id., Sangue e miti, “Il Mattino”, 8 settembre 1987.
- Id., Quando la storia arriva in bottiglia, “Il Mattino”, 2 settembre 1989.
- Id., Sulle strade della libertà, “Il Mattino”, 9 dicembre 1990.
- Id., Quando la vita annega in una palude d’insulti, “Il Mattino”, 14 maggio 1992.
- Id., E “il baciamano” finisce in orgasmo, “Il Mattino”, 29 maggio 1999.
- Id., Santanelli, amori e deliri di una madre, “Il Mattino”, 6 febbraio 2004.
- “Il baciamano” dei giacobini“la Repubblica”, 27 maggio 1999.
- IONESCO E., Mais soyez donc curieux!, “Le Figaro”, 16 novembre 1987.
- ISIDORI M., Calcedonio: chi è costui?, in www.dramma.it/articoli/articolo424.htm
- MARRONE T., Ecco la mia Napoli spagnolesca ferita a morte e talmente viva, “Il Mattino”, 4 febbraio 1986.
- Id., Un’opera seconda scritta in allegria, “Il Mattino”, 4 settembre 1983.
- MANZI A., Pulcinella l’emigrante, “Il Mattino”, 7 dicembre 1990.
- MORETTI S., L’aberrazione delle stelle fisse, in www.dramma.it/articoli/articolo285.htm
- MORVILLO V., La solita cena, in www.dramma.it/articoli/articolo225.htm
- Id., Disturbi di memoria, in www.dramma.it/articoli/articolo192.htm
- Id., Visionario e trasgressivo… e il sesso diventa un violoncello, in www.dramma.it/articoli/articolo145.htm
- SERRA U., Interno con rovine, “Il Mattino”, 9 novembre 1980.
- “Uscita d’emergenza”. E Santanelli sbarca nella Grande Mela, “Il Mattino”, 3 marzo 2001.
