’E ddoje catene

a cura di Alfredo Pellecchia

Atto unico di Achille Torelli giocato sull’intreccio amoroso e di conseguenza sulla gelosia e ripicche dei protagonisti. La scena si apre in casa di Papele e Carmela. Nella camera oggetti di vita quotidiana come “’o lagnaturo” per tirare la pasta, un tagliere, statue di madonne. Una scena semplice e umile. Compaiono in scena Nicola e Papele. Subito dalla loro conversazione emergono i caratteri dei personaggi. Nicola, furbo e pianificatore, interroga Papele sulla gelosia e questo dichiara di non essere affatto geloso confidando nella moglie, salvo poi incupirsi e diventare subito preoccupato nel momento in cui apprende dalla serva che la moglie non è in casa. Papele è un uomo ricco, ma senza carattere. La sua scenata di gelosia è di facciata, un modo per dimostrare un finto controllo sulla moglie. Le redini della casa sono in mano alla moglie Carmela. Papele racconta del loro primo incontro e di come ha “conquistato” Carmela, donna molto bella e piena di corteggiatori. L’aneddoto molto buffo vede Papele intento a comprare del pesce e durante un parapiglia con un pescivendolo viene colpita in faccia Carmela che era di passaggio. Quest’ultima particolarmente focosa reagisce mettendo a soqquadro la bancarella e trattenendosi solo davanti alla vecchiaia del povero pescivendolo decide di scaraventargli addosso l’acqua con i pesci.

«Perzechella — ’E facette scappà tutte quante co e vunnelle pe ll’aria, che parevano tanta cappucce scappucciate.

Papele — ’No serra serra!…

perzechella —’o cchiù bello fuje, che chella, donna carmela, pe non volè fa male a ’o pisciavinnolo, pecchè era viecchio, non sapenno che fa’, le facette ’na lavata ’e faccia co ’e pisce suje stesse: calamare, alice, purpetielle…

Papele — chillo ch’era viecchio, ’o rispettaje…

Nicola — E cca se vede chi é Carmela!»

Impaurito Papele osserva la scena ed è la stessa Carmela a riportarlo a casa dalla mamma. In seguito su consiglio di quest’ ultima i due si sposano. Donna Carmela figura femminile forte e intelligente svolge per il marito il ruolo di moglie e madre, è lei che porta “o cazone” in casa. Nicola si è recato in casa per parlare con Cristinella nipote di Carmela. Papele vuole origliare la conversazione così decide di nascondersi dietro la porta. Rientrano Carmela e Cristinella. La giovane è da maritare e Nicola è venuto per proporgli un piano per combinare il suo matrimonio. Il padre della giovane vuole che Cristinella incontri e sposi Ciro, sottoufficiale di marina e primo vero amore di Carmela, ma Cristinella non vuole e preferisce il figlio di Nicola. Dunque Nicola combina un incontro in casa di Carmela, in modo che Ciro alla vista di Carmela si dimentichi di Cristinella. Carmela con ritrosia viene coinvolta nel piano. Il suo compito e ravvivare in Ciro l’amore sopito. I due si sono allontanati anni prima perché nelle mani di Carmela giunse una lettera che raccontava del tradimento di Ciro con delle donne nere durante i suoi viaggi in Africa. Le parole di Carmela sono accese e ricche di sprezzo verso Ciro e la sua condotta, nonché di sfiducia generale verso il genere maschile. La categoria degli uomini si divide in viziosi o “chiachielli”: i primi ai quali appartiene Ciro sono quelli che non meritano alcuna fiducia, sono frivoli seduttori; i secondi sono uomini senza carattere come Papele ma che si possono governare. C’è orgoglio e indipendenza nel carattere di Carmela, difende le sue scelte “Non è femmena a essere lassata”, si mostra intransigente verso chi offende il marito e verso chi provoca il suo onore. Il dialogo tra Nicola e Carmela è un testa a testa interessante intervallato da modi di dire e capovolgimenti di detti.

«Nicola — Addò s’allumma ’o ffuoco’ o unirò e fummo resta!

Cristinella—E chi è sto Ciro?

Carmela —Avite ’a dicere: quanno è stutato

’o ffuoco, sola ’a cennera resta!

Nicola —Nce resta pure ’a cenisa: e nce se coceno castagne, mele, patane, cutogne…

Carmela —Non ce sta ’no parmo ’e nietto!»

Il dialogo dei due è interrotto dall’ingresso in scena di Ciro. Carmela e Ciro si rivedono dopo anni e i due restano gelati nel ricontrarsi. Ciro è un bel uomo curato, tirato a lucido insignito delle sue medaglie. È un abile oratore e un affascinante seduttore. Nicola e Cristinella escono di scena per lasciarli da soli. Dopo l’imbarazzo iniziale i due vengono al confronto mancato da sempre. Ciro racconta la sua versione dei fatti evidenziando come lui fosse costretto ad accontentare le richieste della serva nera della figlia di Ras Alula in quanto schiavo incatenato e prigioniero. Carmela non crede alla storia di Ciro rinfacciandogli in maniera sprezzante di essere andato a letto con un “animale”, in risposta Ciro dice di lei di essersi accontentata di un “ciuccio” in riferimento al marito. Emerge sicuramente dalle parole di Carmela una nota di disprezzo razziale verso le donne nere non solo per il tradimento ma anche per la loro natura. L’ incontro tra i due non risolve gli antichi conflitti e Carmela si ritrae da Ciro, che invece riarde di passione verso di lei. In un gesto d’amore costernato da parole dolci Ciro cerca di abbracciare Carmela. A questo punto cade da dietro la porta Papele che fa il suo goffo ingresso in scena. Non è il marito forzuto capace di difendere da se il suo onore e quando Ciro cerca giustizia tirando fuori il controllo per affrontare Papele si trova davanti a se Carmela a fronteggiarlo a muso duro. Entrambi cercano un ultimo colloquio ribadendo la loro condizione: Ciro incatenato fisicamente nel passato e Carmela incatenata adesso al vincolo matrimoniale. Le due catene che danno titolo all’opera. Nulla può cambiare e Ciro si deve piegare a questa condizione. Sconfitto e profondamente offeso, abbandona in lacrime la scena dopo un ultimo moto di orgoglio, lanciando la sua medaglia a Carmela. La sfida è a Papele a dimostrazione di quanto sia incapace l’attuale marito e di cosa ha rinunciato per lui.