{"id":17842,"date":"2026-10-04T13:28:36","date_gmt":"2026-10-04T11:28:36","guid":{"rendered":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/?p=17842"},"modified":"2026-10-05T12:44:06","modified_gmt":"2026-10-05T10:44:06","slug":"opera-1-3-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-12-2-2-2-2-2-5-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-3-2-2-2-2-2-2-25","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/?p=17842","title":{"rendered":"Il rigore della costruzione e la lingua"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:10px\">a cura di Vincenzo Albano <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le <em>pi\u00e8ce<\/em> di questo autore, a differenza di alcune scritture teatrali del secondo Novecento \u2013 in cui viene meno lo statuto dell\u2019opera drammatica poich\u00e9 vicine pi\u00f9 alla drammaturgia scenica \u2013 conservano la struttura classica del testo teatrale, costituita principalmente dalla suddivisione in atti, scene e didascalie. Tuttavia, a dettare il tempo della narrazione \u00e8 pi\u00f9 l\u2019andamento della psiche che quello della ragione, della trasfigurazione poetica piuttosto che del ritratto. Molte <em>pi\u00e9ce<\/em> di Silvestri invocano per questo, ma anche per la scansione ugualmente non lineare della spazialit\u00e0, la traduzione in pellicola. Al cinema ci si pu\u00f2 certamente riferire per raccontare dell\u2019insolita teatralit\u00e0 di <em>Saro e la rosa<\/em>, dettata da ritmi \u2013 si direbbe \u2013 cinematografici ovvero racconti e dialoghi avvenuti in tempi e luoghi diversi che si intersecano e si sovrappongono; altrettanto, dei monologhi delle quattro protagoniste di <em>Streghe da marciapiede<\/em>, inseriti in una struttura testuale ricca di flash-back. Un impianto di questo tipo caratterizza anche <em>Mio<\/em> <em>Capitano,<\/em> la cui struttura si presenta frammentata; <em>La guerra di<\/em> <em>Mart\u00ecn,<\/em> che procede per cesure e dissolvenze assimilabili al montaggio; <em>Gli occhi di Maddalena<\/em>,la cui vicenda si snoda parallelamente in pi\u00f9 luoghi, attraverso una serie di \u201cstacchi\u201d che ricordano il movimento di una macchina da presa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Procedono a dispetto della linearit\u00e0 narrativa anche i suoi racconti teatrali. Questa pratica era gi\u00e0 in nuce negli anni Ottanta in <em>Sogni trasognati<\/em>, sebbene in forma frammentata piuttosto che autoconclusiva; viene poi ripresa attraverso i \u201cresoconti\u201d di cui si compone <em>Effetto C.C.<\/em>, che rimandano all\u2019espressionismo tedesco dello \u201cstationendrama\u201d e cio\u00e8 \u201cdramma a tappe\u201d, formula a sua volta mutuata dalle sacre rappresentazioni medievali. \u00c8 tuttavia con i micro-dialoghi di <em>Mio Capitano<\/em> e <em>Fiori d\u2019agave<\/em>, potenzialmente scomponibili e ricomponibili secondo la tecnica del \u201ccut-up\u201d, fino all\u2019apice di <em>Storiacce<\/em>, che trova la sua formula drammaturgicamente autoconclusiva. \u00c8 l\u2019inizio di tanti lavori sotto i cui titoli si nascondono brevi momenti di vita vissuta: <em>Il colore delle<\/em> <em>lacrime<\/em>, <em>Portrait Napolitaine<\/em>, ma anche <em>Tre pezzi d\u2019amore<\/em> non \u00e8 altro che una etichetta teatrale nella quali si nascondono altre \u201cstoriacce\u201d, come <em>La triste Hystoria di Nicol\u00f2 Pesce detto<\/em> <em>Colapesce<\/em>, <em>Lena<\/em> e <em>Il corso dell\u2019amore<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Proprio i racconti, con la loro scansione drammaturgica determinata dall\u2019uso funambolico della parola, alla Queneau, permettono di toccare un aspetto della scrittura di questo autore che fa leva anche sul suo riconosciuto talento come attore: la lingua.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La recitazione \u00e8 stata infatti l\u2019officina delle parole di Silvestri, il cantiere grazie alle quali esse ci sono giunte semplici e chiare, sulla carta e poi nella bocca dell\u2019attore; una sorta di filtro per imperfezioni e stonature rispetto alla vicenda narrata. La lingua utilizzata non \u00e8 stata che un suggerimento dei personaggi; Silvestri ne ha ascoltato e modulato la richiesta, attingendo dalla loro psiche. Parola scritta e voce recitante hanno favorito la trasmissione di una drammaturgia dai contenuti a noi meravigliosamente vicini. \u00c8 questa, semplicemente e non semplicisticamente, la grande umanit\u00e0 del suo teatro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a cura di Vincenzo Albano Le pi\u00e8ce di questo autore, a differenza di alcune scritture teatrali del secondo Novecento \u2013 in cui viene meno lo statuto dell\u2019opera drammatica poich\u00e9 vicine pi\u00f9 alla drammaturgia scenica \u2013 conservano la struttura classica del testo teatrale, costituita principalmente dalla suddivisione in atti, scene e didascalie. 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