{"id":17840,"date":"2026-10-04T13:27:13","date_gmt":"2026-10-04T11:27:13","guid":{"rendered":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/?p=17840"},"modified":"2026-10-05T12:43:43","modified_gmt":"2026-10-05T10:43:43","slug":"opera-1-3-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-12-2-2-2-2-2-5-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-3-2-2-2-2-2-2-24","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/?p=17840","title":{"rendered":"Aspetti generali"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:10px\">a cura di Vincenzo Albano <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La drammaturgia di Francesco Silvestri deve i suoi esiti ad un indubbio talento letterario. Le sue <em>pi\u00e8ce<\/em> preservano infatti un valore indipendente dalla scena, letterario appunto, e disponibile ad essere tradotto in spettacolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 innanzitutto il piacere della lettura; un testo teatrale di Silvestri, prima di ogni altra cosa, \u00e8 letteratura e non \u201cmateriale grezzo\u201d che vive unicamente sul palcoscenico. La scena, come interprete delle sue opere, non \u00e8 che un passaggio successivo, che non sottopone la parola ad una verifica (anche perch\u00e9 molto spesso la tradisce), semmai \u00e8 il potenziale completamento di un \u201cesorcismo\u201d consumato gi\u00e0 sulla carta e testimonianza di quanto una espressione individuale possa diventare anche comunicazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella drammaturgia di Francesco Silvestri, anche laddove non traspare, la vita vissuta confluisce sempre in quella professionale. Lo fa con tutto ci\u00f2 che ha di rappresentabile e con quanto ha di \u201cirrappresentabile\u201d, raccontato e trasfigurato da una scrittura che non pone limiti alla capacit\u00e0 di meravigliarci e che produce un senso della realt\u00e0 mai disgiunta dalla saggezza del sogno. Leggere Silvestri vuol dire concedere fede, sempre, ad una storia che chiede di essere creduta esclusivamente sulla parola.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa cornice non \u00e8 il risultato di una scelta stilistica, piuttosto di un\u2019indole primigenia ed infantile che sembra affiorare dal \u201crealismo magico\u201d di <em>Cent\u2019anni di solitudine<\/em> di Gabriel Garc\u00eda M\u00e1rquez, dall\u2019universo fantastico dei fumetti della Marvel o della D.C.Comics e di tanta cinematografia americana firmata Spielberg e altri. \u00c8 un vasto e personale <em>background<\/em>, che influisce tanto nella struttura drammatica quanto nella predilezione di elementi fantastici, che rasentano la fantascienza nel caso di <em>Effetto C.C.<\/em> <em>(Il topolino Crick)<\/em> e di <em>Streghe da marciapiede<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il riferimento al realismo magico ascrive Silvestri non tanto alla corrente letteraria in s\u00e9, quanto al personalissimo stile di scrittura che trova uno dei suoi elementi peculiari nell\u2019accettazione da parte del lettore di elementi fantastici, nella capacit\u00e0 o volont\u00e0 appunto di chi legge di superare i confini di una certa razionalit\u00e0. Un abbandono romantico alla parola, insomma. \u00c8 questo il privilegio pi\u00f9 grande che ci dona la drammaturgia di Silvestri; il suo merito meno ufficiale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 in questo spazio dell\u2019anima, per fortuna ancora incontaminato, che i piani del realistico e del fantastico, dell\u2019ordinario e straordinario, del concreto e visionario, giocano fondendosi in una miscela drammaturgica al limite della rappresentabilit\u00e0 scenica, che uno stile di vita, prima ancora che una tecnica narrativa, rende credibile e realisticamente realizzabile. Crediamo dunque possibile che in <em>Angeli all\u2019inferno<\/em> cali improvvisamente dal nulla un puttino privo di sesso e che in <em>Streghe da marciapiede<\/em>, colpito dalle cattiverie delle quattro prostitute, sifrantumi il corpo dell\u2019androgino protagonista. Crediamo inoltre possibilel\u2019esistenza del villaggio felice di <em>Mio Capitano<\/em> o la storiad\u2019amore di Edoardo ed Antonio in <em>Saro e la rosa<\/em>, in piena dittatura<em>,<\/em> tra oggetti animati, personaggi in volo come palloni,piume di cigno, innesti di rose color del cielo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La capacit\u00e0 di decriptare l\u2019opera di questo autore \u00e8 proporzionale alla sete di avventura del lettore. Anche la vita pi\u00f9 quotidiana e normale si presenta infatti, tra le righe dei suoi testi, come un immaginifico ed avventuroso miracolo tra eroismi e trappolerie, spesso proprio per scamparne. Bontempelli, Buzzati, Alvaro, Moravia, Calvino, rappresentano una linea inventiva riscontrabile nell\u2019autore Silvestri, nel cui teatro nasce e si concretizza una sorta di follia quotidiana: \u00e8 l\u2019immaginazione, la fantasia, l\u2019illusione, come una uscita d\u2019emergenza di l\u00e0 dalla quale compiere un passo e sbattere la porta in faccia anche a cose terribili. Non si pu\u00f2 non pensare a chi, come in <em>Piume<\/em>, vede o vuol vedere la vita solo attraverso le parole del Joker o attraverso le definizioni di un cruciverba; a chi, come Edoardo ed Antonio in <em>Saro e la rosa<\/em>, percorrer\u00e0 un\u2019avventura umana con la stordita avventatezza di una folle felicit\u00e0, tra malinconie e drammi che solo la vita in due sembra riesca a stemperare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 un\u2019umanit\u00e0 che vuole e subisce, a volte, tutto ci\u00f2 che l\u2019immaginazione e la realt\u00e0 assegna al suo destino. Leggiamo, in questo senso, i racconti lenitivi di Gildo in <em>Fratellini<\/em> o quelli che racconta a se stessa la protagonista monologante di <em>Mon<\/em> <em>enfant<\/em>; la recita quotidiana dei protagonisti di <em>Angeli all\u2019inferno<\/em>, che colora d\u2019altre tinte una non-vita; il tono auto-rassicurante di Antonio Cafiero in <em>Effetto C.C. (Il topolino Crick)<\/em>, che altro non \u00e8 che l\u2019attesa illusoria dell\u2019operazione che gli triplicher\u00e0 il quoziente intellettivo; le ripetute confidenze tra il Soldato Sergente e il Soldato Bambino in <em>Mio<\/em> <em>Capitano<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel teatro di Silvestri agiscono anime candide, che percorrono l\u2019esistenza animate di innocenza e di fiducia, anche quando percosse dalla crudelt\u00e0 quotidiana. D\u2019accordo con un teatro fatto di emozioni, danno voce a sentimenti che fanno da specchio a desideri reconditi ed inconfessabili, ma anche ad abbandoni romantici capaci di riconciliarci con quella parte infantile di noi nascosta sotto una maschera di adulti. Ce ne parlano Edoardo ed Antonio in <em>Saro e la rosa<\/em>, protagonisti di un amore che non conosce, nell\u2019attraversare l\u2019arco di una vita, mai un calo di passione, di dialogo e di interesse; i gesti d\u2019amore di Gildo in <em>Fratellini<\/em> e gli svariati oggetti contenuti nel sacco di <em>Mart\u00ecn<\/em>; i sentimenti dei fragili soldatini di <em>Mio Capitano<\/em> o di chi questi sentimenti li aspetta e vorrebbe accoglierli, come in <em>Fiori d\u2019agave<\/em> e in <em>Mon enfant<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prendono corpo cos\u00ec le \u201cstorie\u201d di chi prima di tutto ha sentito il bisogno di raccontarsene, ed attraverso di esse ha portato avanti la vita. Storie vissute in prima persona e comunicate attraverso i personaggi, scritte nascondendosi dietro di essi e come essi in bilico tra realt\u00e0 oggettiva e realt\u00e0 interiore; distante dalla riduttiva misura del reale se non in fuga da essa e dalle sue amarezze. Sono le storie di Silvestri, ma in realt\u00e0 mondi e vite che riescono ad appartenere al lettore e allo spettatore. Storie, dunque, ascrivibili anche a forme favolistiche, ma mai didascaliche o concilianti; spietate, a tratti, nella volont\u00e0 di non occultare il rovescio della medaglia, il male del bene, il nero del bianco e viceversa; di non camuffare la realt\u00e0 di travestimenti edificanti bens\u00ec rivelarla anche nel loro intreccio di orrore e bellezza, di crudelt\u00e0 e candore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a cura di Vincenzo Albano La drammaturgia di Francesco Silvestri deve i suoi esiti ad un indubbio talento letterario. 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