{"id":17828,"date":"2026-10-04T11:39:04","date_gmt":"2026-10-04T09:39:04","guid":{"rendered":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/?p=17828"},"modified":"2026-10-05T12:41:27","modified_gmt":"2026-10-05T10:41:27","slug":"opera-1-3-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-12-2-2-2-2-2-5-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-3-2-2-2-2-2-2-21","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/?p=17828","title":{"rendered":"I temi e l&#8217;ambiente"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:10px\">a cura di Marilena Gentile e Samanta Scidone<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La produzione teatrale di Bracco trae origine dal Verismo per approdare a Pirandello. L&#8217;attivit\u00e0 artistica di Bracco si snoda negli anni dal 1866 fino al 1922, insieme a Buti \u00e8, senza dubbio, uno degli esponenti pi\u00f9 significativi della corrente neoidealistica e ibseniana. Quindi, Bracco \u00e8 un autore fondamentale nell&#8217;evoluzione del teatro italiano tra Ottocento e Novecento; \u00e8 anticipatore dei temi e delle problematiche trattate in seguito dai drammaturghi del Novecento. Bracco \u00e8 uno scrittore molto attento a quelle che sono le variazioni del suo tempo; il suo animo inquieto lo porta nelle ultime opere a trattare problemi totalmente nuovi per la sua epoca e ad essere visto come un vero e proprio precursore dei tempi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;autore si dedica all&#8217;analisi del subcosciente ed al problema dello sdoppiamento della personalit\u00e0, tematiche che lo avvicinano a Pirandello, pur con differenze formali notevoli. Con il dramma Il piccolo santo (1910), riconosciuto dalla critica come il pi\u00f9 importante, precorre la tecnica intimista, il cosiddetto &#8220;teatro del silenzio&#8221; o &#8220;teatro del non detto&#8221;. Bracco nella Prefazione a Il piccolo santo scrive: &#8220;Con questo dramma, io tento &#8211; ancora &#8211; un&#8217;arte che sembra troppo vaga a chi non ha voglia di concedermi una percezione acutamente alacre e a chi, pur essendo disposto a concedermela, non ha la facolt\u00e0 di acuire il suo pensiero nell&#8217;esercizio della trasmigrazione verso il pensiero altrui. [\u2026] Mi \u00e8 stato detto e ridetto che il teatro non consente il proposito di far comprendere ci\u00f2 che non sia espresso dalle parole e dagli atti dei personaggi. Questo proposito [\u2026] non \u00e8 presumibilmente che nel novellatore e nel romanziere [\u2026]. Tuttavia, mi ostino a credere &#8211; imprudentemente &#8211; che un complesso sintetico di segni significativi possa bene conferire alla scena la trasparenza necessaria a rendere comprensibile anche quello che non \u00e8 veramente espresso&#8221;. Silvio D&#8217;amico afferma che Bracco anticipa Bernard nonch\u00e9 Freud mettendo in scena il dramma del subconscio, il dramma quindi viene fuori dall&#8217;inespresso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;opera di Bracco viene apprezzata dai critici del suo tempo a partire da Simoni passando per Levi, Tonelli e Oliva, le sue opere fino all&#8217;affermazione di Pirandello vengono rappresentate in Italia e all&#8217;estero ottenendo notevoli successi. \u00c8 doveroso ricordare che nelle messinscena fuori dall&#8217;Italia riscuotono ottimi consensi sia i drammi che le commedie briose.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a cura di Marilena Gentile e Samanta Scidone La produzione teatrale di Bracco trae origine dal Verismo per approdare a Pirandello. 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