{"id":17782,"date":"2026-10-04T10:50:13","date_gmt":"2026-10-04T08:50:13","guid":{"rendered":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/?p=17782"},"modified":"2026-10-05T12:30:12","modified_gmt":"2026-10-05T10:30:12","slug":"opera-1-3-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-12-2-2-2-2-2-5-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-3-2-2-2-2-2-2-1-5","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/?p=17782","title":{"rendered":"Viviani racconta Napoli e la sua gente"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:10px\">a cura di Antonella Massa <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Viviani liber\u00f2 il suo popolo da quello stereotipo che lo vedeva avvezzo al riso, al canto, alla bonariet\u00e0 e alla solarit\u00e0; come se la sofferenza, la disperazione, il dramma fossero elementi estranei alla sua vita. Tutt&#8217;altro. Napoli, quella vera, non quella dei luoghi comuni, si trovava ad affrontare problemi gravi, e contro la precariet\u00e0 doveva combattere la sua lotta quotidiana e cozzare contro una situazione economica non facile soprattutto negli anni successivi alla prima guerra mondiale. Il popolo di Viviani tira a campare spesso con espedienti; si inventa mille mestieri pur di non morire di fame; ma, nonostante ci\u00f2, i personaggi vivianei sono pervasi da un sano ottimismo, che non porta alla disperazione, ma ad una cupa rassegnazione che diventa la forza per andare avanti e poter ironizzare sulla sorte quasi sempre avversa. I personaggi che affollano le strade ed i vicoli di Napoli sono tanti; disoccupati, prostitute, venditori ambulanti, guappi veri e finti, ladri; sono tutti diseredati che devono trovare il modo per sfamarsi e sopravvivere. I disoccupati sono tanti, e a dirla come lo spazzino: &#8220;cresceno comm&#8217; &#8216;e microbe&#8221;, ed ecco che chi ha un lavoro, pur ricevendo una paga modesta, non si lamenta; tanti altri sarebbero pronti a sostituirlo per quella paga da fame. Ecco perch\u00e9 la Napoli di Viviani pullula di ladruncoli, per cui rubare diventa una soluzione per potersi sostenere anche perch\u00e9 contro il destino avverso nulla si pu\u00f2 fare. Ma questa \u00e8 la barriera che Viviani vuole abbattere, il finto pietismo e la rassegnazione che nasce dal qualunquismo. Ecco che Viviani d\u00e0 la parola alla classe operaia, che si \u00e8 vista promettere un&#8217;industrializzazione mai avvenuta, ma continua a lottare, con forza e senza mai abbandonare l&#8217;umorismo. E&#8217; stupenda la poesia: &#8216;A canzona d&#8217; &#8216;a fatica legata da un filo sottile a Coro &#8216;e campagnole; in entrambe c&#8217;\u00e8 la consapevolezza, da parte dei personaggi, di lavorare per l&#8217;altrui benessere, senza per\u00f2 poter raggiungere il proprio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I muratori, ironizzando, affermano:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fravecanno &#8216;a casa &#8216;o prossimo,<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">sulo &#8216;a nostra sta &#8216;mprugetto:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8216;o &#8216;ngigniere contr&#8217;all&#8217;architetto<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">pecch\u00e8 &#8216;appaldo nun se sape a chi &#8216;hann&#8217; a da&#8217;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma quell&#8217;ironia nasconde un&#8217;amara verit\u00e0 che \u00e8 esplicita nel coro dei contadini:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sta campagna nun \u00e8 &#8216;a nosta,<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">comm&#8217; \u00e8 nosta sta fatica&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il canto diventa un elemento liberatorio, \u00e8 il mezzo pi\u00f9 potente per esprimere il disagio interiore verso il destino che resta immutato. Nelle sue poesie \u00e8 cantata la gente umile che lotta per sopravvivere in una societ\u00e0 ostile, ma non si dispera, perch\u00e9 \u00e8 una lotta che conduce nel segno della solidariet\u00e0. Le donne vivianee, poi, sono un punto focale nella vita della strada, semplici, sagge, abituate ad affrontare ogni sorta di problemi, e a tirare fuori le unghie per difendere i propri uomini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E&#8217; il caso di Graziella, la protagonista della poesia: Canzone &#8216;e sotto &#8216;o carcere, che, fidanzata di un recluso, comunica al suo uomo, servendosi di una cantante, gli sviluppi delle indagini, cantando sotto le inferriate della sua cella. Queste sono donne forti che cercano l&#8217;uomo protettivo, forte, ma che sia sensibile; donne che all&#8217;occorrenza sanno come tenere a bada gli uomini che cercano di allungare le mani.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a cura di Antonella Massa Viviani liber\u00f2 il suo popolo da quello stereotipo che lo vedeva avvezzo al riso, al canto, alla bonariet\u00e0 e alla solarit\u00e0; come se la sofferenza, la disperazione, il dramma fossero elementi estranei alla sua vita. Tutt&#8217;altro. 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