{"id":17770,"date":"2026-10-02T19:41:33","date_gmt":"2026-10-02T17:41:33","guid":{"rendered":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/?p=17770"},"modified":"2026-10-05T12:28:46","modified_gmt":"2026-10-05T10:28:46","slug":"opera-1-3-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-12-2-2-2-2-2-5-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-3-2-2-2-2-2-2-2-9","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/?p=17770","title":{"rendered":"Viviani poeta"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:10px\">a cura di Rossella Petrosino<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La produzione artistica di Raffaele Viviani si articola in tre principali ambiti: teatro, poesia e musica. Questi settori non sono separati, ma strettamente interconnessi sia nei contenuti che nella forma. Per questo motivo gli studiosi che se ne sono occupati li hanno considerati in una prospettiva unitaria, riconoscendone le numerose affinit\u00e0 e le radici comuni.<br>Viviani si dedic\u00f2 con costanza alla poesia per tutta la vita, come testimonia la stesura continua di componimenti lirici. Tra le raccolte pubblicate mentre era ancora in vita, Tavolozza include ottantuno poesie, mentre &#8230;e c\u2019\u00e8 la vita ne contiene cinquantasei. Entrambe le opere sono corredate da traduzioni in italiano: nel primo caso, la traduzione \u00e8 posta a pi\u00e8 di pagina; nel secondo, appare accanto al testo originale. La traduzione dimostra chiaramente il desiderio di Viviani di rendere accessibili le sue poesie anche a chi non conosce bene il dialetto napoletano e il contesto culturale da cui esse traggono origine. Dopo la morte, avvenuta nel 1950, venne pubblicata un\u2019edizione critica nel 1956 a cura di Vasco Pratolini e Paolo Ricci, intitolata Poesie e contenente settantotto poesie. Questo volume, frutto anche della stretta amicizia tra Viviani e Ricci, fu arricchito da un apparato critico accurato e da un\u2019analisi approfondita dei testi. (\u00c8 probabile che Viviani avesse gi\u00e0 in mente una nuova pubblicazione, dato che era solito inviare le poesie a Ricci per ricevere un parere). Il successo di questa edizione contribu\u00ec significativamente a far conoscere il Viviani poeta. A questa seguirono nel 1972 la raccolta Voci e canti, e due anni dopo, nel 1974, l\u2019edizione Poesie, curata da Vittorio Viviani, che riprese l\u2019impostazione dell\u2019edizione del 1956, rielaborandola con una nuova suddivisione tematica e l\u2019inserimento di una sezione inedita: \u201cCanti di guerra e di pace\u201d. Un\u2019altra svolta importante si ebbe nel 1990, con una nuova edizione sempre intitolata Poesie, curata da Luciana Viviani e Giuliano Longone. L\u2019ultima tappa di questo percorso si \u00e8 raggiunta nel 2010, con la pubblicazione di Poesie. Opera completa, che per la prima volta raccoglie in maniera integrale l\u2019intera opera poetica di Viviani, dalle prime edizioni fino alla raccolta del 1990.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutta la scrittura di Raffaele Viviani \u00e8 ibrida e sfugge a ogni classificazione, anche la poesia, che \u2013 scrive Antonia Lezza &#8211; pu\u00f2 considerarsi \u201cpoesia per musica\u201d<a href=\"#sdfootnote1sym\" id=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a>, ovvero \u00e8 prefigurata ad accogliere l\u2019intervento musicale e ad essere cantata sulla scena. Alcuni testi poetici sono proposti sotto forma di melologo, altri sotto forma di canzone vera e propria, altri senza la musica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo gruppo poetico di Viviani, intitolato P\u2019 \u2019a via, rappresenta la parte pi\u00f9 vividamente legata all\u2019impegno sociale e alla funzione documentaria della sua poetica. Qui l\u2019autore restituisce con straordinaria autenticit\u00e0 il volto popolare di Napoli, dando voce agli ultimi, ai lavoratori ambulanti, ai malavitosi, agli emarginati e a quelle figure che popolano il sottobosco urbano della citt\u00e0. Qui ricorrono una serie di \u201ctipi popolari\u201d, personaggi caratteristici del tessuto sociale partenopeo: \u2019O sapunariello, simbolo della miseria quotidiana; L\u2019acquaiuolo, venditore ambulante di acqua fresca;\u2019O maruzzaro, venditore di lumache; \u2019O cacciavino, venditore di vino sfuso; \u2019O scupatore, lo spazzino;\u2019O muorto \u2019e famma, figura tragica di miseria estrema. A questi si aggiungono i marginali e i reclusi, come: Bammenella, prostituta orgogliosa e dignitosa, tra i personaggi pi\u00f9 memorabili della poetica vivianea. Non mancano i malavitosi, descritti con un misto di ironia e drammaticit\u00e0. Nel panorama delle figure simbolo non pu\u00f2 mancare \u2019O pazzariello, banditore carnevalesco, \u2019O tammurraro, il suonatore di tamburo, che vive una condizione di precariet\u00e0 simbolica, espressa con tratti musicali e immagini di logorio fisico. Nel registro comico troviamo \u2019O pizzaiuolo, venditore ambulante di pizze povere (di crusca e segatura), figura tragicomica dei tempi di guerra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non di rado \u00e8 stata accostata la scrittura di Raffaele Viviani a quella di Salvatore Di Giacomo, autore che Viviani considerava senz\u2019altro un modello di riferimento, specialmente sul piano drammaturgico. Tuttavia, pur trattando temi simili come la povert\u00e0 e la vecchiaia, i due si differenziano: mentre Di Giacomo esprime una malinconia lirica, Viviani trasforma il dolore in denuncia sociale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019opera poetica di Raffaele Viviani presenta una grande variet\u00e0 di modelli espressivi e strutture strofiche, alternando schemi regolari, come nei sonetti, a forme pi\u00f9 libere e irregolari. Sono frequenti figure retoriche come allitterazioni, anafore, metafore e, soprattutto nei canti popolari, l\u2019onomatopea. L\u2019elemento pi\u00f9 caratteristico per\u00f2, scrive Antonia Lezza \u2013 \u00e8 il dialogo:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul piano testuale compaiono schemi compositivi di tipo scenico con un incontrovertibile realismo linguistico, mediato dai modelli enunciativi del teatro, evidenti nell&#8217;uso del discorso diretto, nelle esclamazioni e nelle interrogative. In particolare, Viviani crea delle vere e proprie battute che sono caratterizzate da una spiccata vivacit\u00e0 linguistica e da un tenore espressionistico, determinato dall\u2019uso frequente delle interiezioni e degli epiteti<a href=\"#sdfootnote2sym\" id=\"sdfootnote2anc\"><sup>2<\/sup><\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#sdfootnote1anc\" id=\"sdfootnote1sym\">1<\/a>A. Lezza, Introduzione, Poesie. Opera completa, A. Lezza (a cura di), Napoli, Guida, 2010, p. 21.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#sdfootnote2anc\" id=\"sdfootnote2sym\">2<\/a>A. Lezza, Ritorno a Viviani Poeta, in A. Lezza, F. Caiazzo, E. Ferrauto (a cura di), Antologia teatrale. Atto secondo, Napoli, Liguori, 2021, p. 108.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a cura di Rossella Petrosino La produzione artistica di Raffaele Viviani si articola in tre principali ambiti: teatro, poesia e musica. Questi settori non sono separati, ma strettamente interconnessi sia nei contenuti che nella forma. Per questo motivo gli studiosi che se ne sono occupati li hanno considerati in una prospettiva unitaria, riconoscendone le numerose [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[17],"tags":[44],"class_list":["post-17770","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-opere","tag-raffaeleviviani"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17770","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=17770"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17770\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18077,"href":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17770\/revisions\/18077"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=17770"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=17770"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=17770"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}