{"id":17764,"date":"2026-10-02T19:37:55","date_gmt":"2026-10-02T17:37:55","guid":{"rendered":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/?p=17764"},"modified":"2026-10-05T12:14:34","modified_gmt":"2026-10-05T10:14:34","slug":"opera-1-3-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-12-2-2-2-2-2-5-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-3-2-2-2-2-2-2-2-6","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/?p=17764","title":{"rendered":"La musica dei ciechi"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:10px\">a cura di Nunzia Acanfora<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo testo teatrale fu rappresentato da Viviani per la prima volta a Roma nel 1928, con due opere di Salvatore Di Giacomo Assunta Spina e &#8216;O vuto, ottenendo un grande successo. In questa edizione del &#8217;28 accanto a Raffaele Viviani (Ferdinando) recitavano la sorella Luisella e gli altri attori della Compagnia Viviani: Pisano, Gigliati, Ragucci, Flocco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La musica dei ciechi \u00e8 un vero capolavoro, rappresenta sicuramente una fase drammaturgica di grande maturazione e di piena creativit\u00e0. Questo atto unico \u00e8 un esempio di compiutezza e di equilibrio delle parti, dove sono mescolati, con grande armonia, forma e contenuto, prosa e musica, momenti di forte drammaticit\u00e0 e di pacato dolore a momenti di ironia sofferta e di chiara comicit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo contrasto rappresenta appunto l&#8217;originalit\u00e0 e l&#8217;ineffabilit\u00e0 del teatro di Viviani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Domina in questo atto unico uno dei temi che ricorre spesso nel teatro di Raffale Viviani: l&#8217;emarginazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infatti, da questa commedia emerge, in maniera evidente, una condizione di vita diversa, decisamente drammatica, in cui miseria ed emarginazione coincidono: i protagonisti vivono in uno stato di totale emarginazione e povert\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La commedia \u00e8 ambientata in un angolo del borgo Marinari, nel rione di Santa Lucia, dove sono raccolti e si esibiscono i suonatori ciechi, un&#8217;orchestrina girovaga e mendicante che alterna a celebri canzoni napoletane, teneri valzer di operetta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I suonatori sono: Ferdinando, il contrabbassista; Don Antonio, il mandolinista; Don Lorenzo, il clarinista; Don Vincenzino, il violinista e Gennarino, il chitarrista. Questo concertino \u00e8 accompagnato da Don Alfonso, cieco anche lui di un occhio, che va questuando l&#8217;obolo ai radi passanti. Il contrabbassista Don Ferdinando ha una moglie, Nannina, incontrata e sposata per caso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In una sua lunga e ricca recensione, Ennio Flaiano, grande estimatore di questo testo, individua delle straordinarie analogie mettendo a confronto il capolavoro vivianeo La musica dei ciechi e il film di Chaplin Luci della citt\u00e0 (&#8220;L&#8217;Europeo&#8221;, 27 aprile 1967).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La musica dei ciechi \u00e8 stato tradotto in lingua francese, insieme con Scalo Marittimo, un altro preziosissimo testo viviavineo, da Valeria Tasca. Naturalmente, tale operazione dimostra l&#8217;interesse per l&#8217;opera di Viviani da parte della cultura internazionale (R. VIVIANI, Quai d&#8217;embarquement, La musique des aveugles, pr\u00e9face Franca Angelini, textes francais et notes Valeria Tasca, postface Antonia Lezza, Paris, Dramaturgie, 1996).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a cura di Nunzia Acanfora Questo testo teatrale fu rappresentato da Viviani per la prima volta a Roma nel 1928, con due opere di Salvatore Di Giacomo Assunta Spina e &#8216;O vuto, ottenendo un grande successo. In questa edizione del &#8217;28 accanto a Raffaele Viviani (Ferdinando) recitavano la sorella Luisella e gli altri attori della [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[17],"tags":[44],"class_list":["post-17764","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-opere","tag-raffaeleviviani"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17764","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=17764"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17764\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18045,"href":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17764\/revisions\/18045"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=17764"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=17764"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=17764"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}