{"id":17762,"date":"2026-10-02T19:36:43","date_gmt":"2026-10-02T17:36:43","guid":{"rendered":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/?p=17762"},"modified":"2026-10-05T12:12:37","modified_gmt":"2026-10-05T10:12:37","slug":"opera-1-3-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-12-2-2-2-2-2-5-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-3-2-2-2-2-2-2-2-4","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/?p=17762","title":{"rendered":"Scugnizzo &#8211; Via Partenope"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:10px\">a cura di Nunzia Acanfora <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Scugnizzo &#8211; Via Partenope \u00e8 un atto unico, scritto e messo in scena per la prima volta nel 1918 (Viviani vi interpretava ben tre ruoli). Il lavoro fu rappresentato successivamente nel 1921 e nel 1924. In questo atto unico dominano due temi che ricorrono spesso nel teatro di Raffaele Viviani: l&#8217;emarginazione e la miseria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La commedia \u00e8 ambientata nella zona circostante l&#8217;Hotel Excelsior. Tra i venti personaggi che vi compaiono emerge la figura dello scugnizzo, uno dei tipi pi\u00f9 significativi ed originali del teatro di Viviani, che subisce un vero e proprio processo di trasformazione della categoria nell&#8217;opera vivianea.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo atto unico lo scugnizzo \u00e8 povero ed emarginato, ma non si rassegna al suo stato, combatte e procede con forza e coraggio nel suo cammino di protesta sociale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questa sua peculiarit\u00e0, lo scugnizzo, come tipo, si differenzia dagli altri emarginati del teatro vivianeo, che hanno un ruolo di sudditanza vero e proprio o di profonda infelicit\u00e0 e disperazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo scugnizzo \u00e8 un po&#8217; il padrone di quella zona della citt\u00e0 che i ricchi non frequentano, provoca e prende in giro la signuramma, che partecipa alla festa che si svolge nell&#8217;albergo. Ed \u00e8 agli ospiti dell&#8217;Hotel, ai ricchi che \u00e8 rivolta la protesta dello scugnizzo (Neh, munzi\u00f9! \u00c8 ghiuta &#8216;a zoccola int&#8217; &#8216;o rag\u00f9&#8230; Eh, chi tanto e chi niente) e la sua presenza \u00e8 un&#8217;aperta denuncia verso la societ\u00e0 che \u00e8 l\u00ec, immobile a non recepire nulla.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;uso dei termini signoria (che \u00e8 una storpiatura) e signuramma confermano &#8211; come osserva Antonia Lezza &#8211; la volont\u00e0 di Viviani nel manipolare alcuni vocaboli per raggiungere risultati fonetici e semantici del tutto propri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inoltre, in questo testo Viviani utilizza una serie di termini legati all&#8217;abbigliamento e ci\u00f2, naturalmente, per accentuare il contrasto tra la povert\u00e0 dello scugnizzo ed il lusso dei ricchi signori che partecipano alla festa. Appaiono, cos\u00ec, termini come: sciammeria, vestitiello, rinnacciato, cammisa, cemmeniero, cumetone.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a cura di Nunzia Acanfora Scugnizzo &#8211; Via Partenope \u00e8 un atto unico, scritto e messo in scena per la prima volta nel 1918 (Viviani vi interpretava ben tre ruoli). Il lavoro fu rappresentato successivamente nel 1921 e nel 1924. 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