{"id":17755,"date":"2026-10-02T19:33:48","date_gmt":"2026-10-02T17:33:48","guid":{"rendered":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/?p=17755"},"modified":"2026-10-05T12:27:55","modified_gmt":"2026-10-05T10:27:55","slug":"autore-1-2-2-3-2-3-3-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/?p=17755","title":{"rendered":"Raffaele Viviani"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full\" style=\"margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"332\" height=\"160\" src=\"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/vivianismoke.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-17756\" srcset=\"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/vivianismoke.jpg 332w, https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/vivianismoke-300x145.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 332px) 100vw, 332px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Biografia<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Cronologia della vita<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:10px\">a cura di Nunzia Acanfora <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1888<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nasce a Castellammare di Stabia la notte del 10 gennaio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1894<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Debutta con un dramma in prosa, Masaniello, in un teatro gestito dal padre, nei pressi di Porta Capuana, intitolato Masaniello.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1895<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Incomincia ad eseguire numeri propri, cantando da solo o in duetto con la sorella Luisella, in un secondo teatro Masaniello, sempre gestito dal padre. Inizia cos\u00ec una carriera destinata a lasciare un segno indelebile nel teatro e nella musica italiana del Novecento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1900<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rimane orfano del padre, all&#8217;et\u00e0 di dodici anni. La lunga malattia e la morte del padre trascina la famiglia nella povert\u00e0 assoluta. Comincia cos\u00ec il periodo pi\u00f9 spietato della vita di Raffaele Viviani: anni di lotta ininterrotta contro la fame e la miseria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1902<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Viene scritturato in un circo equestre, il Circo Scritto, per recitare la parte di Don Nicola nel famoso contrasto settecentesco la Canzone di Zeza. Da questo momento, Viviani, inizia a fare il giro delle compagnie di circo e dei piccoli teatri di periferia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1903<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Viene scritturato, come artista di Variet\u00e0, dalla Compagnia Bova e Camerlingo, insieme con la sorella Luisella, per una tourn\u00e9e in Alta Italia. A La Spezia, la Compagnia non ottiene il successo desiderato. Passano a Roma e, poi, a Civitavecchia, dove la Compagnia si scioglie. A Civitavecchia (\u00e8 qui che per la prima volta sente parlare di Ettore Petrolini), per essere rimpatriato dalla Questura, viene trattenuto in un Bagno Penale in attesa di informazioni da Napoli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1904<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tornato a Napoli, riesce ad essere scritturato dal Teatro Petrella, dove interpreta per la prima volta la macchietta dello Scugnizzo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1906<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si esibisce all&#8217;Arena Olimpia, con una macchietta, composta da lui, Fif\u00ec Rino. Nel settembre del 1906 ottiene il primo contratto a Milano, per fare un mese alla Gelateria Siciliana. Dalla Gelateria Siciliana passa al concerto Morisetti. In seguito viene scritturato dal concerto Emilia di Torino, quindi all&#8217;Alcazar di Genova e, poi, al concerto Roma di Alessandria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1907<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Viene scritturato in coppia con la sorella Luisella al concerto Cavour di Vercelli. Si esibiscono, poi, all&#8217;Eden di Bologna, considerato il locale pi\u00f9 terribile da passare. Dopo l&#8217;esperienza all&#8217;Eden, tornano a Napoli. Qui Raffaele Viviani ottiene una scrittura dall&#8217;Eden, che in quei tempi godeva di un certo prestigio, poich\u00e9 era l&#8217;unico caff\u00e8-concerto di Napoli. Debutta all&#8217;Eden, presentando sei melologhi di ispirazione realistica. Il debutto viene salutato dal pubblico in maniera straordinaria. Questa serata mette fine alla sua miseria. Con l&#8217;Eden di Napoli, si chiude il ciclo della fame.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1908<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Diventato popolarissimo, al Teatro Nuovo inizia veramente la sua fortuna. Qui, incontra colei che diventer\u00e0 sua moglie: Maria Di Maio. A Roma viene scritturato per fare l&#8217;inaugurazione del teatro Jovinelli, a Piazza Pepe. Qui ritrova Ettore Petrolini e viene chiamato ad interpretare tre films, nei ruoli del protagonista, accanto a Giovanni Grasso ed alla sorella Luisella (fra i quali Amore selvaggio).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1909<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Torna a Napoli al Nuovo, sempre con grande successo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1911<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Viene scritturato per il Fowarosi Orpheum di Budapest, con l&#8217;impiego di rappresentarvi per un mese le sue macchiette, i suoi tipi pi\u00f9 pittoreschi. Al ritorno da Budapest viene scritturato dalla Sala Umberto di Roma.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1915<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il suo programma alla Sala Umberto di Roma affascina Felix Mayol, il diseur parigino sceso in Italia per compiere una breve tourn\u00e9e nei principali Variet\u00e0 e tramite il Mayol si esibisce, con scarso successo, all&#8217;Olympia di Parigi, nel 1917.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1917<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In seguito alla disfatta di Caporetto, il governo italiano ordina la chiusura dei teatri di Variet\u00e0, perch\u00e9 offrivano uno spettacolo poco edificante ai reduci dal fronte. Di conseguenza l&#8217;enorme massa degli artisti italiani di Variet\u00e0 si viene a trovare di fronte al problema di una svolta. Viviani decide di far rivivere di vita collettiva quelle creature che egli aveva gi\u00e0 portato isolatamente sulla scena, di farle comunicare fra loro, di dar loro vita drammatica. Viviani organizza una Compagnia di prosa e musica, scegliendosi come compagni altri sette artisti di Variet\u00e0. Questa Compagnia debutta al Teatro Umberto I di Napoli, il 27 dicembre del 1917, con l&#8217;atto unico Il Vicolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1918<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Incoraggiato dallo straordinario successo del suo primo atto unico Viviani, con una eccezionale fecondit\u00e0 creativa, mette in scena una serie di atti unici: Via Toledo di notte, Piazza Ferrovia, Borgo Sant&#8217;Antonio, Scugnizzo-Via Partenope, Scalo Marittimo, Porta Capuana, Piazza Municipio, Osteria di campagna.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1919<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mette in scena: Caff\u00e8 di notte e giorno, Marina di Sorrento, Eden Teatro, Lo sposalizio, Santa Lucia Nova, Festa di Piedigrotta, Campagna napoletana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1920<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mette in scena un atto scherzosamente autobiografico: La Boh\u00e8me dei comici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1921<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mette in scena la sua prima commedia in tre atti: Circo Equestre Sgueglia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1922<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A neppure un anno di distanza dal successo ottenuto con Circo Equestre Sgueglia, Viviani offre al pubblico ed alla critica una nuova testimonianza della sua bravura artistica con Fatto di cronaca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1924<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mette in scena: Don Giacinto, Pescatori e la Figliata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1925<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con la sua compagnia sbarca a Tripoli ed ottiene un successo straordinario.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1926<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mette in scena: Tre amici un soldo, Zingari, Fuori l&#8217;autore e Napoli in frak.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1927<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo decennio dell&#8217;attivit\u00e0 creativa di Viviani si conclude con la Festa di Montevergine, La musica dei ciechi e Vetturini da nolo, che sono alcuni dei suoi pi\u00f9 straordinari atti unici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1928<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella produzione teatrale vivianea di questo periodo nasce la figura dell&#8217;eroe popolare, ossia il protagonista di vicende ben precise: La morte di Carnevale e Putiferio. Con la sua compagnia, Viviani compie una tourn\u00e9e in America Latina, dove ottiene incredibili successi, anche se a Buenos Aires viene contestato dagli anarchici del luogo per Napoli in frak.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1930<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tornato in Italia, mette in scena, il dramma Don Mario Augurio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1932<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Affronta il tema della disoccupazione in termini di vero dramma sociale in Guappo di cartone e ne L&#8217;ultimo scugnizzo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1933<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mette in scena al Teatro Odeon di Milano L&#8217;ombra di Pulcinella, con grande successo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1934<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Viene chiamato da Gino Rocca, a Venezia, per interpretare il personaggio di Don Marzio, nella Bottega del caff\u00e8 di Carlo Goldoni, rappresentata in Campo San Luca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1935<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Viene scritturato con la sua Compagnia a Tunisi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1936<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mette in scena il Malato immaginario di Moli\u00e8re ed a Torino, grazie alla sua grande e fedele amica Tatiana P\u00e0vlova, conosce Nemirovic D\u00e0ncenko, il fondatore del Teatro d&#8217;Arte di Mosca. Negli anni che seguono, il Regime fascista intraprende una vera e propria campagna contro i dialetti e contro il teatro dialettale. Anche il teatro di Viviani, per l&#8217;uso del dialetto, \u00e8 vittima della linea politica fascista, che gli nega alcune piazze importanti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1940<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ha le prime manifestazioni di un male implacabile, ha bisogno di riposo, ma il lottatore Raffaele Viviani non concepisce il significato di questa parola.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1942<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Minato sempre di pi\u00f9 dalla sua malattia, trova ancora la forza per scrivere uno dei suoi capolavori: Muratori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1947<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nonostante le difficolt\u00e0, continua a produrre e realizza con la collaborazione del figlio Vittorio il decalogo I Dieci Comandamenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1950<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo giorni di delirio e di sofferenze, causate dal suo male, muore il 22 marzo, a Napoli, all&#8217;et\u00e0 di sessantadue anni. La morte di Raffaele Viviani fu annunciata alla radio da Silvio D&#8217;Amico e il suo ricordo, amplificato da critici come Mario Stefanile ed Emilio Tedeschi, persiste come testimonianza della sua unicit\u00e0 nel teatro napoletano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">2006<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell\u2019aprile del 2006 gli viene intitolato il Teatro Trianon di Napoli, la storica sala di Forcella; che passa a una gestione a intera partecipazione pubblica. Questa dedica non ha rappresentato soltanto un tributo formale a uno dei massimi esponenti della drammaturgia europea del Novecento, ma ha sancito la nascita della Fondazione Trianon Viviani, con l\u2019obiettivo di trasformare la struttura nel polo istituzionale della canzone napoletana e della memoria teatrale popolare napoletana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Gli esordi <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:10px\">a cura di Nunzia Acanfora <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cresciuto in ambiente teatrale (figlio di un vestiarista teatrale e gestore di piccoli locali), Raffaele Viviani debutt\u00f2 sulla scena all&#8217;et\u00e0 di quattro anni e mezzo cantando in un teatrino di Pupi, a Porta San Gennaro, e indossando il frac di una marionetta per sostituire Gennaro Trengi, tenore e comico, ammalato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ben presto, ebbe anche una duettista, Vincenzina Di Capua. A sei anni recit\u00f2 in un dramma in prosa: Masaniello, nel primo Teatro Masaniello gestito dal padre. Inoltre, recitava e cantava anche canzoni come &#8216;O mariunciello e I figli di nessuno, in duetto con la sorella Luisella.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">All&#8217;et\u00e0 di dodici anni, nel 1900, rimasto orfano del padre, Raffaele insieme con la sorella Luisella fu costretto a lavorare per vivere. Furono anni di lotta ininterrotta contro la fame e la miseria. A quattordici anni, fu scritturato in un circo equestre, il Circo Scritto, per recitare la parte di Don Nicola nel famoso contrasto settecentesco la Canzone di Zeza. Convinto di non saper fare altro nella vita se non recitare, da questo momento inizia a fare il giro delle compagnie di circo e dei piccoli teatri di periferia. In seguito recit\u00f2 da Felice (tradizionale ruolo comico) con il Pulcinella Giacomo Sportelli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">All&#8217;et\u00e0 di quindici anni fu scritturato, come artista di Variet\u00e0, dalla compagnia Bova e Camerlingo, insieme con la sorella Luisella, per una tourn\u00e9e in Alta Italia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A Napoli, nel 1904, fu scritturato dal Teatro Petrella, dove interpret\u00f2 per la prima volta lo Scugnizzo, una macchietta scritta da Giovanni Capurro e musicata da Francesco Buongiovanni, che Viviani aveva ascoltato al Teatro Umberto I, interpretata da Peppino Villani. L&#8217;interpretazione offerta da Viviani fu straordinaria. Dopo &#8216;O Scugnizzo, nacquero una dopo l&#8217;altra, quelle caratteristiche figure di tipi partenopei che sono indimenticabili e straordinari successi del teatro di Viviani: Il trovatore, &#8216;O mariunciello, Malavita, Il mendicante, &#8216;O tranviere, &#8216;O sciupatore, &#8216;O cocchiere, Il professore, &#8216;O sunatore &#8216;e pianino. In questi numeri e macchiette, da lui create, mise a punto uno stile personale in cui l&#8217;arte della deformazione e della caricatura era temperata da una vena di sentimentalismo e di realismo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1906, all&#8217;Arena Olimpia, Viviani, esord\u00ec con una macchietta composta da lui intitolata Fif\u00ec Rino, dando il via a quel marionettismo istrionico, ripreso in seguito da Nino Taranto giovane e soprattutto da Tot\u00f2. Inoltre, sempre in quell&#8217;anno, si esib\u00ec nei caff\u00e8, gelaterie, concerti musicali e teatri dell&#8217;Italia settentrionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell&#8217;estate del 1907, tornato a Napoli, lavor\u00f2 negli stabilimenti balneari, dove si esib\u00ec cantando con altri artisti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La scrittura all&#8217;Eden, per Viviani, fu di particolare importanza: significava l&#8217;affermazione. All&#8217;Eden debutt\u00f2, presentando sei melologhi di ispirazione realistica. Il debutto fu salutato dal pubblico in maniera straordinaria; quella sera mise fine alla sua miseria. Con l&#8217;Eden di Napoli, chiuse il ciclo della fame. La sua carriera a questo punto pu\u00f2 dirsi definitivamente avviata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel febbraio del 1911, fu scritturato per il Fowarosi Orpheum di Budapest con l&#8217;impiego di rappresentarvi per un mese le sue macchiette. Fece una specie di rassegna dei suoi tipi pi\u00f9 pittoreschi, tra cui Il pescivendolo e la Festa di Piedigrotta. Al ritorno da Budapest fu scritturato dalla Sala Umberto di Roma ed ottenne un grande successo, al punto da contenderlo ad Ettore Petrolini. La tourn\u00e9e in Francia non felicissima ed i provvedimenti governativi successivi alla disfatta di Caporetto, nel 1917, lo spinsero a compiere il passaggio dal Variet\u00e0 al teatro vero e proprio. Pertanto, Viviani organizz\u00f2 una Compagnia di prosa e musica che debutt\u00f2 al Teatro Umberto I di Napoli, il 27 dicembre del 1917, con l&#8217;atto unico (versi, prosa e musica) Il vicolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La compagnia (Nunzia Acanfora)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1917, chiusi i teatri di Variet\u00e0 dopo la disfatta di Caporetto, Raffaele Viviani costitu\u00ec una propria Compagnia, con un gruppo di vecchi e cari amici, tutti attori del Variet\u00e0, di cui fece parte la sorella Luisella, che debutt\u00f2 al Teatro Umberto di Napoli, il 27 dicembre 1917, con l&#8217;atto unico Il Vicolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa Compagnia che Viviani form\u00f2 a partire dal 1917 \u00e8 originale ed unica come la sua drammaturgia nel panorama teatrale italiano. Viviani reclut\u00f2 giovani e non pi\u00f9 giovani che non avevano mai fatto gli attori o che avevano un&#8217;esperienza limitata al Variet\u00e0; insegn\u00f2 loro a recitare e non accett\u00f2 i modi di recitare tipici della tradizione napoletana o del teatro in lingua; bens\u00ec cre\u00f2 una nuova maniera, avendo cura di ogni minimo particolare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fecero parte di questa Compagnia attori quali Tecla Scarano, la cantante Tina Castigliana, Cesare Linguiti (in arte Faras), Gigi Pisano e due macchiettisti Giovanni Bisaccia e Salvatore Costa. In questo nucleo storico, una posizione di assoluto rilievo spettava a Luisella Viviani. Se Raffaele cercava \u201ccreta molle\u201d nei nuovi attori, in Luisella trovava invece una consapevolezza artistica gi\u00e0 matura. Ella non era solo la prima attrice, ma l&#8217;alter ego femminile di Raffaele, capace di dare voce e corpo a quelle figure di donne che popolavano i luoghi vivianei. A tal proposito, Angelo Acampora scrive che: &#8220;Luisella non era solo la sorella d&#8217;arte, ma l&#8217;incarnazione stessa della musa vivianea: quella capacit\u00e0 di passare dal tragico al comico con una naturalezza che rendeva i personaggi popolari non semplici maschere, ma creature vive, palpitanti di verit\u00e0 napoletana&#8221; (A. ACAMPORA, Luisella Viviani. Centoventi anni dalla nascita, Castellammare di Stabia, Nicola Longobardi Editore, 2005, p.43).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A partire dal 1920, Viviani inizia a girare per l&#8217;Italia a capo di una nuova Compagnia costituita da attori esperti quali Pietro Caiazzo, Vincenzo Flocco, Ida Artemisia, Armida Cozzolino, Gennaro e Margherita Pisano e le giovanissime Anna Di Furia ed Anna Petrolani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">D&#8217;altronde egli fece volentieri a meno di chi si era sottratto alla sua ferrea disciplina dittatoriale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I comici (tra essi si capisce ci sono pure delle eccezioni ed io vanto oggi delle creature veramente affezionate a me) sono come le castagne arrosto. (R. VIVIANI, Dalla vita alle scene, Napoli, Guida editori, 1988, p. 132.)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nonostante molte defezioni e piccoli tradimenti, Viviani riusc\u00ec a realizzare una compagnia fissa, con attori che lavorarono con lui per molti anni, costruendo quell&#8217;affiatamento che permetteva alle sue opere complesse e intrecciate su piani diversi, di essere rappresentate in maniera semplice e straordinaria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La parabola dello scugnizzo <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:10px\">a cura di Nunzia Acanfora <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo Scugnizzo \u00e8 una di quelle caratteristiche figure di tipi partenopei che costituiscono tutto quel repertorio di macchiette e di numeri che fecero di Viviani, agli inizi del secolo, un attore di grande successo, tanto che la sua esperienza pu\u00f2 essere paragonata a quella di Fregoli, di Petrolini e di Chaplin.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1904, scritturato al teatro Petrella di Napoli, Viviani interpreta per la prima volta la macchietta &#8216;O scugnizzo di Giovanni Capurro e musicata da Francesco Buongiovanni. Fino ad allora &#8216;O scugnizzo era stato rappresentato sempre e con grande successo da Peppino Villani, uno dei comici pi\u00f9 famosi dell&#8217;epoca; ma l&#8217;interpretazione offerta da Viviani fu decisamente nuova e diversa: introdusse le capriole ed il gesto di chiedere il soldo alla fine di ogni capriola. Quest&#8217;ultima innovazione \u00e8 significativa perch\u00e9 introduce cos\u00ec per la prima volta il principio del rapporto diretto con il pubblico. Tale trasformazione ideata da Viviani, rispetto all&#8217;esecuzione della macchietta di tipo tradizionale, rappresenta solo una prima elaborazione del testo realizzata dall&#8217;autore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da questo modello iniziale &#8211; come osserva Antonia Lezza &#8211; Viviani crea un vero e proprio sistema che si fonda su una nuova organizzazione dei materiali. Le fasi di questo sistema sono tre: a) &#8216;O scugnizzo, di Capurro-Buongiovanni (1904); b) Scugnizzo &#8211; Via Partenope (atto unico, del 1918); c) L&#8217;ultimo scugnizzo (in tre atti, del 1932).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel sistema di Viviani lo scugnizzo non viene rappresentato secondo quelli che sono i canoni della cultura egemone (Ferdinando Russo, per esempio), come il monello, il piccolo cialtrone che vive di espedienti, ma nell&#8217;opera vivianea avviene un vero e proprio processo di trasformazione della categoria: lo scugnizzo di Viviani &#8211; come sottolinea Antonia Lezza &#8211; assume un atteggiamento di rottura con il mondo circostante, appare impertinente, sfrontato, irato, aggressivo nei confronti della classe dominante, non ha alcun moto di piet\u00e0 verso chi soffre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel testo Scugnizzo &#8211; Via Partenope l&#8217;autore ci offre una rappresentazione maggiore ed ancora pi\u00f9 intensa del dolore, dell&#8217;indigenza e della sofferenza. Nell&#8217;ultima fase (L&#8217;ultimo scugnizzo) si avverte nello scugnizzo la volont\u00e0 di cambiare totalmente, di superare il passato, ma senza rifiutarlo, di entrare a far parte della comunit\u00e0 civile e sociale, di inserirsi nel mondo del lavoro. Ma a &#8216;Ntonio Esposito (L&#8217;ultimo scugnizzo) la sciorta negher\u00e0 la possibilit\u00e0 di essere pienamente felice, il figlio che sta per nascere e per il quale egli si \u00e8 deciso a cambiar vita, a lasciare un passato precario, \u00e8 nato morto. Avviene cos\u00ec che &#8216;Ntonio, nonostante i suoi sforzi di inserirsi nel mondo del lavoro, di vivere un&#8217;esistenza felice, comprende di essere diverso dagli altri, e ricade nel ruolo di emarginato senza alcuna speranza di cambiamento. Ecco che i concetti di scugnizzo, di emarginato e di povero si identificano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>I numeri di Variet\u00e0 <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:10px\">a cura di Nunzia Acanfora <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Raffaele Viviani raggiunse un notevole successo nel teatro di Variet\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il suo trionfo, nel mondo del Caff\u00e9-concerto, inizi\u00f2 con l&#8217;interpretazione straordinaria della macchietta lo Scugnizzo. Seguirono tantissimi altri numeri e macchiette inventate-create da lui, in cui imitava i tipi della sua citt\u00e0: i venditori ambulanti, gli scugnizzi, i guappi, i pescatori, i nottambuli, gli uomini della malavita, i malati, i pietosi (&#8216;O pisciavinolo, &#8216;O cantante &#8216;e pianino, 1907; &#8216;O sapunariello, Nun faie pe&#8217; me, 1908; Malavita, Aitano Pagliucchella, 1910).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi tipi non sono delle caricature, non si tratta di tipi comici, ma realistici, sono la rappresentazione di un&#8217;umanit\u00e0 che, con le sue gioie, sofferenze, vizi, difetti, aspirazioni, delusioni, rappresenta un quadro, decisamente, realistico di Napoli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I numeri di Viviani erano pi\u00f9 di 120 e la grandezza di questo grande autore-attore \u00e8 da ricercare proprio nella sua capacit\u00e0 di impersonare tipi diversissimi tra loro, nonch\u00e9 di intrecciare, di impastare diversi elementi: il comico e il tragico, l&#8217;umoristico ed il sentimentale, la prosa e il canto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell&#8217;interpretare pi\u00f9 ruoli anche abbastanza diversi tra di loro, Viviani dimostr\u00f2 le sue ineguagliabili doti di attore: la gestualit\u00e0, la mimica, l&#8217;incedere sulla scena e l&#8217;uso davvero singolare della voce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Soltanto alcuni di questi numeri sono stati pubblicati nell&#8217;appendice di testi che segue l&#8217;edizione dell&#8217;Autobiografia (Dalla vita alle scene), curata dal figlio Vittorio Viviani del 1977; gli altri sono ancora materiale inedito, raccolto nel Quadernetto in cui Viviani trascriveva i suoi numeri di Variet\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Viviani e i comici <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:10px\">a cura di Nunzia Acanfora<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Singolare fu il rapporto tra Raffaele Viviani ed i membri della sua Compagnia. La legge suprema, per lui, grande maestro di recitazione era la verit\u00e0, l&#8217;umanit\u00e0. Il suo precetto fondamentale era: &#8220;Avita essere umani&#8221;. All&#8217;attrice o all&#8217;attore meno esperto, egli non chiedeva altro che la semplicit\u00e0 dell&#8217;intonazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Viviani dedic\u00f2 tutta la sua attenzione alla formazione dei giovani attori, scrive nell&#8217;Autobiografia:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I miei comici li ho scelti a preferenza non tra le vecchie file dei cosiddetti &#8220;passoloni&#8221;, ma tra i nuovi alla recita: per avere materia vergine, creta molle da plasmare, non credo alla valentia di chi fa il comico da quarant&#8217;anni. Chi \u00e8 nuovo alle scene, vi porta sempre una freschezza propria, una sincerit\u00e0 non guastata attraverso lunghi anni di mestiere; il novizio vi porta sempre il suo vivo entusiasmo, la sua illusione intatta, il suo proposito aguzzo di arrivare. (R. VIVIANI, Dalla vita alle scene, Napoli, Guida editori, 1988, p. 133-134.)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Viviani, autore e capocomico, diversamente da quello che avveniva nella Commedia dell&#8217;Arte, dove i singoli particolari erano affidati all&#8217;improvvisazione degli attori, nel copione stabiliva gi\u00e0 ogni singolo gesto dell&#8217;attore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il personaggio pi\u00f9 insignificante non \u00e8 abbandonato un istante a se stesso; prima di incominciare le prove di un lavoro Viviani sa gi\u00e0 esattamente quanti passi ognuno far\u00e0, dove si metter\u00e0 a sedere, quando far\u00e0 il gesto di meravigliarsi e quando si dar\u00e0 l&#8217;aria del finto tonto. Dispone costantemente di un coro, e i singoli coristi si comportano in iscena come se fossero primi attori; almeno Viviani non fa nessuna differenza nell&#8217;importanza di questi e di quelli. I suoi pi\u00f9 bei lavori sono tutti corali; tutte le parti hanno all&#8217;incirca la stessa estensione: \u00e8 strano come proprio questa eguaglianza tra gli attori dia maggiore risalto a ciascuno. (V. PANDOLFI, Antologia del grande attore, Bari, Laterza, 1954, p. 460.)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sua disciplina fu eroica. Una commedia anche se si fosse replicata cinquanta, cento volte, egli non mutava, non alterava gli atteggiamenti o le battute delle messinscena precedenti. Il copione era legge e quando, durante le prove, accadeva che un cambiamento, un&#8217;aggiunta si rivelassero essenziali, la battuta veniva subito inserita nel copione e diventava testo a sua volta. &#8220;Nessuno degli attori &#8211; come scrive Ernesto Grassi &#8211; si sarebbe mai permesso di aggiungere una sillaba a ci\u00f2 che doveva dire, dal momento che non se lo permetteva lui che era il maestro di tutti&#8221;. Fu un severo direttore di scena non solo nei confronti degli altri ma anche verso se stesso. Una delle sue massime era: &#8220;Impara bene la parte, se pretendi che i tuoi dipendenti la sappiano&#8221;. Nelle sue memorie lasci\u00f2 scritto:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Compagnia dev&#8217;essere un&#8217;orchestra bene affiatata alla quale non deve difettare nessuno strumento, onde chi maneggia la bacchetta possa ottenere gli effetti voluti; guai! Quando in una Compagnia serpeggia la discordia o chi dirige \u00e8 fiacco di polso! Allora \u00e8 presa la mano dai componenti stessi dell&#8217;orchestra a tutto danno dell&#8217;esecuzione, si capisce. (R. VIVIANI, Dalla vita alle scene, cit., p. 133.) Con ferrea disciplina Viviani form\u00f2 e diresse quest&#8217;orchestra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L&#8217;amicizia Viviani-Pirandello <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:10px\">a cura di Nunzia Acanfora<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Raffaele Viviani ebbe un intenso rapporto di amicizia e di collaborazione artistica con Luigi Pirandello. L&#8217;autore-attore napoletano fu molto stimato dal drammaturgo siciliano di cui traspose in dialetto napoletano tre testi: La patente, Pensaci, Giacomino! e Bellavita. Tale rapporto \u00e8 testimoniato da uno scambio di lettere tra Pirandello e Viviani, custodite da Luciana Viviani nella raccolta di lettere familiari e non.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo capolavoro pirandelliano che Viviani port\u00f2 in scena nel 1924 \u00e8 La patente, il cui titolo in napoletano divenne &#8216;A patente. Lo jettatore Rosario Chi\u00e0rchiaro, Pasquale Schiattarella nella versione napoletana, ebbe in Raffaele Viviani un interprete eccellente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1933 Viviani mise in scena Pensaci, Giacomino! ottenendo un grandissimo successo, come autore e come attore, salutato con entusiasmo dalla critica e dallo stesso Luigi Pirandello in una lettera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A distanza di dieci anni, nel 1943, Viviani realizza ancora una trasposizione di un&#8217;opera di Pirandello: Bellavita, un lavoro giovanile dello scrittore siciliano, portato alla ribalta da Raffaele Viviani, con vivissimo successo, al Teatro delle Palme di Napoli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le recensioni dei critici del tempo, fanno di questo magnifico attore napoletano uno stimato interprete pirandelliano. Naturlamente il binomio Pirandello-Viviani fu accolto in maniera festosa ed entusiastica, grazie anche alla capacit\u00e0 interpretativa ed alla duttile sensibilit\u00e0 del grande artista napoletano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Viviani e Petrolini <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:10px\">a cura di Nunzia Acanfora<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Raffaele Viviani fu legato da uno strettissimo rapporto di amicizia e di stima ad Ettore Petrolini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;attore-autore napoletano sent\u00ec parlare di lui per la prima volta nel 1903, quando si trovava con la Compagnia Bova e Camerlingo a Civitavecchia. I due, poi, si incontrarono per la prima volta a Milano, nel 1906 e si rividero alla Sala Umberto di Roma, dove erano stati scritturati entrambi, nel 1914.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I loro incontri divennero sempre pi\u00f9 frequenti e tra i due nacque una stupenda amicizia. Ed \u00e8 doveroso sottolineare che Petrolini fu per Viviani il solo vero grande amico. Di questa straordinaria amicizia Viviani offre una suggestiva testimonianza in un articolo apparso su &#8220;l&#8217;Unit\u00e0&#8221; (6 maggio 1950).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Entrambi provenivano dal Variet\u00e0. Essi, anche se per strade diverse, svilupparono il genere della macchietta, iniziato da Nicola Maldacea, rinnovandolo completamente nei suoi contenuti. E se Petrolini cal\u00f2 la macchietta nel grottesco e se ne serv\u00ec per ironizzare sui luoghi comuni, le convenzioni, i pregiudizi del suo tempo; Viviani, invece, al grottesco sostitu\u00ec il realistico e port\u00f2 sul palcoscenico il dramma e la miseria delle strade di Napoli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Senza dubbio, entrambi furono assolutamente sublimi nell&#8217;arte della macchietta e rappresentarono, agli inizi del Novecento, un punto d&#8217;arrivo di una grande &#8220;trasformazione teatrale&#8221; iniziata, nell&#8217;ultimo decennio dell&#8217;Ottocento, da Maldacea.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sia Petrolini che Viviani sulla scia dell&#8217;esperienza del Variet\u00e0 svilupparono un percorso verso la drammaturgia del testo. Mentre Petrolini &#8211; come sottolinea Franco Carmelo Greco &#8211; si collocava al centro di tale scrittura, protagonista sempre, mai immemore dei nuclei macchiettistici originari, Viviani ne fece un&#8217;occasione di organica rappresentazione della realt\u00e0 popolare napoletana, senza per\u00f2 trasformare in realistica una scrittura che al centro aveva, fortissima, la dimensione teatrale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono decisamente evidenti le analogie di Eden Teatro (1919) di Raffaele Viviani con Radioscopia (1917) di Ettore Petrolini; innanzitutto per l&#8217;impianto scenico, con l&#8217;ambientazione nel caff\u00e9-concerto e simultaneamente nei camerini, nonch\u00e9 per i caratteri della parodia del Variet\u00e0, la rappresentazione dei suoi artisti, delle sue donne, dei suoi habitu\u00e9s.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Viviani e la maschera di Pulcinella (Nunzia Acanfora)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con la morte di Antonio Petito nel 1876 si chiude a Napoli la grande stagione di Pulcinella. Da allora questa maschera continu\u00f2 ad essere un grande mito di identificazione regionale, ma rimase confinata sempre pi\u00f9 nei teatri di terz&#8217;ordine, frequentati quasi esclusivamente da un pubblico proletario.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel Novecento il teatro di Pulcinella attira l&#8217;interesse e la riflessione di alcuni artisti. Attraverso Petrolini e, soprattutto, Raffaele Viviani ed Eduardo De Filippo, la riflessione della maschera su se stessa &#8211; come osserva Domenico Scafoglio &#8211; giunge ad una fase di approfondimento definitivo in cui il metateatro schiaccia il teatro e ne sancisce la dissoluzione. (Cfr. D. SCAFOGLIO, Pulcinella, Roma, Newton Compton, 1996, pp. 50-52.)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questo Viviani e De Filippo rappresentano, consapevolmente, una rottura pi\u00f9 che una continuit\u00e0 rispetto ad una tradizione che essi considerano arcaica e di cui cercano, piuttosto, di capirne il significato e la funzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infatti, le poche pulcinellate &#8211; come sottolinea Domenico Scafoglio &#8211; che essi compongono sono pi\u00f9 commedie su Pulcinella che commedie di Pulcinella, dal momento che la maschera da essi viene assunta come una reliquia preziosa di un teatro in cui tuttavia affondavano le loro radici, ma in cui non si esaurivano i loro progetti, un cimelio di cui bisognava studiarne l&#8217;utilit\u00e0 ed il ruolo storico-teatrale, ed al tempo stesso ribadirne l&#8217;inattualit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prima esperienza di teatro di Raffaele Viviani con la maschera di Pulcinella \u00e8 costituita dalla commedia Siamo tutti fratelli, tratta da una lunga commedia di Antonio Petito intitolata So muorto e m&#8217;hanno fatto turn\u00e0 a nascere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Viviani, pur rifacendosi ad una commedia di Petito, rielabora in maniera innovativa alcuni tratti fondamentali del linguaggio pulcinellesco tradizionale e &#8211; come osserva acutamente Domenico Scafoglio &#8211; presenta un Pulcinella perduto in una sorta di angelismo rapito e sognante: costretto a muoversi in un mondo di opportunisti, passa agli occhi di tutti come lo sciocco di sempre, manovrabile a piacimento dai furbi disonesti, anche se, nell&#8217;interpretazione dell&#8217;autore, sembra rappresentare la radicale alternativa a questo mondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Viviani trasforma il distacco storico del buffone, il suo fare disimpegnato e canzonatorio che conosciamo in un esplicito atteggiamento di rifiuto morale e di fuga da un mondo che gli uomini plasmano sulla misura dei propri egoismi e delle proprie ipocrisie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Viviani ritorner\u00e0 a riflettere ancora su Pulcinella in una commedia successiva del 1933 intitolata L&#8217;ombra di Pulcinella. In questa commedia, Viviani &#8211; come osserva Domenico Scafoglio &#8211; mostra la decadenza triste e penosa di un vecchio interprete del Cetrulo, Vincenzo, che rappresenta emblematicamente la fine del teatro di Pulcinella, irreversibilmente destinato a ridursi alle dimensioni di teatro di fantocci per un pubblico infantile; questo destino \u00e8 incarnato dal figlio di Vincenzo, che manifesta al padre l&#8217;impossibilit\u00e0 di dare al Cetrulo altri contenuti e significati che non fossero quelli del passato. Sicuramente l&#8217;interesse maggiore di questa commedia \u00e8 costituito dalla sua capacit\u00e0 di far diventare teatro vivo (e non semplicemente, come era accaduto qualche volta nel teatro di Petito, comica rappresentazione) non tanto la maschera, quanto i suoi interpreti, con le loro storie di sofferenze e di sconfitte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Viviani a New York <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:10px\">a cura di Nunzia Acanfora<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 1\u00b0 novembre 2004, alle ore 18.00, si \u00e8 svolta la prima rappresentazione in America di Via Toledo by night di Raffaele Viviani nella traduzione di Martha King. Il Direttore artistico della messinscena \u00e8 stata Jane House. L&#8217;evento \u00e8 eccezionale perch\u00e9 \u00e8 la prima volta che Viviani \u00e8 stato rappresentato negli Stati Uniti. Lo spettacolo \u00e8 stato patrocinato dall&#8217;Italian Cultural Institute, dal Barry S. Brook Center for Music Research and Documentation, e dal Martin E. Segal Theatre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 stato elaborato un programma di sala e<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Programma di sala di &#8220;Via Toledo by night&#8221;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Copyright by<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">The Editorial Staff of the Neapolitan Theatre Website<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">www.teatro.unisa.it<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Coordinamento: Antonia Lezza<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Responsabile redazione: Nunzia Acanfora<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Traduzione a cura di: Damiano Camarda<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Revisione: Barbara Dawes<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Correzione bozze: Annalisa Pontis<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">University of Salerno<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Faculty of Foreign Literature and Languages<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Department of Literature and the Performing Arts<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chair of Italian Drama<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Programma di Sala<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Via Toledo by Night<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A comedy in one act by Raffaele Viviani<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">dramaturgy and texts of original songs: Raffaele Viviani<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">translated by Martha King<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">director: Jane House<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">musical director\/Piano: Martin Hennessy<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">concertina: Allan Atlas; bass: Beau Bothwell<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">assistant director: Giuseppe Solinas<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">November 1st, 2004 &#8211; Baisley Powell Elebash Recital Hall<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:clamp(18.959px, 1.185rem + ((1vw - 3.2px) * 1.15), 30px);\"><strong>Viviani in New York<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">This past July, on one of those beautiful Neapolitan July days, I received a letter from the United States addressed to me at my home in Naples. It was from Ms. Jane House who was kindly letting me know that Raffaele Viviani&#8217;s music had touched her, that she was coming to Naples, and would I, could I, meet with her. Well, naturally I wanted to meet with her, and the meeting took place at my home. We listened to recordings, looked at photographs, talked about the author, and I extended to her my very best wishes for the evening that she was organizing.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Viviani traveled throughout Latin America, but never went to the United States, so we could consider this staged reading of Via Toledo his first trip there. This fact excited Jane House, and of course it has excited his heirs even more: above all, my mother, Viviani&#8217;s daughter, Luciana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">As regards the success of Viviani as an author and knowledge about his work abroad, it should be noted that any critical discourse cannot neglect the fact that Viviani died in 1950, at the age of 62, and that during his last years he was very sick and absent from the stage. Today it would be said that he died at the height of his artistic maturity. And, unlike many Neopolitan artists in the post-war period to whom film and then television proved useful, he was denied the possibility of any revival of interest in his work through those media. However, by 1937, Viviani was already encountering enormous difficulties due to the fascist regime&#8217;s legal and financial restrictions on dialect theatre, which was considered anti-unification and marginal, but most of all because his poetic vision, which was inspired by the lives of the lower classes, was rejected by the social clique allied to the party in power under fascism, the clique, let&#8217;s be clear, that found false comfort and security in the fascist regime&#8217;s frivolous cinematic output.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">As noted above, the years immediately after the war were not years of revitalization for Viviani, because he was slowed down by the illness that first isolated him and then killed him. When he had the energy, he dragged himself around to small minor theatres. It was perhaps due to a quirk of fate that his final appearance on the stage was in a matinee performance at Teatro Diana in a remounting of Vicolo, the very first one act he wrote, produced, and performed in with his newly formed company in 1918. The last years of his life were spent attempting to found the Repertory Theatre of Naples, a theatre that would establish traditions and make innovations, a training ground wherein to exercise his skill and engage new generations of actors in rigorous work. The authorities of the period did not support this project.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">That was the situation in 1950, the year of his death: he was an actor who had not performed for years and an author who had not been published. On behalf of the actor, there was nothing that could be done; he died before the advent of television, what few films he appeared in had been made long since; of these few, many were lost during the war. I am thinking particularly of L&#8217;ultimo scugnizzo, directed by Righelli, which has never been found. There remains only Tavola dei poveri, directed by Blasetti. Viviani was to live on like the great actors of the nineteenth century, as memories handed down by those who had the good fortune of being able to see them perform on stage.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">But he was not forgotten by actors; indeed almost immediately after his death, through the efforts of Nino Taranto and Vittorio Viviani, theatres throughout Italy began to produce his plays. As of today Viviani is one of the most widely performed playwrights in Italy; the skill of many actors and directors has been tested in Viviani&#8217;s plays-the first that come to mind are Buazzelli, Patroni Griffi, De Simone, Millo, Mascia, Sportelli, Pupella Maggio, Dolores Palumbo, D&#8217;Alessio, i Di Napoli, Luisa Conte, Calenda, Rigillo, Russo and most recently the productions of Servillo, Taiuti, D&#8217;Angelo, Carpentieri, and Martone.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">But it was important to publish his theatrical works so that the critics, who can sometimes be careless, could take the right measure of him as author. One of his old actors, Ettore Novi, took it upon himself to pay for the costs of printing his plays, and two volumes were published by Ilte in 1957. Therefore, it was a private individual who, with the crucial editorial assistance of Vito Pandolfi, took on the burdensome task of first publishing Viviani&#8217;s plays. These two volumes temporarily filled the lacuna in published texts, but they were quickly sold, and the death of Ettore Novi impeded the publication of new editions.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">So the theatre of Viviani went underground again, and we, his heirs, felt the weight of responsibility for that situation. Einaudi, after having assured us of their interest in republishing the plays, withdrew from the project. (Now there&#8217;s a story to be told.) Our dealings with Feltrinelli proved equally fruitless.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Finally, it was through the help of the Comune of Castellammare, where Viviani had the good fortune to be born, and the courage of the publisher Mario Guida-I still remember our first meeting in the offices of Guida Editori, the list of plays, the page count, and all those separate sheets of music-that six volumes of Viviani&#8217;s work were published. The job of editing was first entrusted to Davico Bonino and then to Antonia Lezza and Pasquale Scial\u00f2. The publication of these volumes was a critically important step in making Viviani&#8217;s work more widely known and appreciated. Thanks to these volumes, the theatre of Viviani has experienced a renewal, and there have been numerous and at times priceless productions of his plays; but above all these volumes have given the younger generations, who never saw him on stage, the opportunity of widening their knowledge of this author.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Once Viviani&#8217;s work for the theatre had been published, there remained yet another important step that his heirs had to take-handing over to the State and to scholars all the documents and iconography belonging to his estate: the complete collection of manuscripts with author&#8217;s notes and afterthoughts written on them; the musical scores; the collection of stage photographs from the variety theatre period beginning in 1905 to the years of his last plays in the 1940s; hundreds of photographs which, besides documenting Viviani&#8217;s artistic career, are priceless historical examples of the art of theatrical photography in the first half of the twentieth century, and are also the only visual documentation of an author who, for the most part, worked before the advent of film and television; then there are the posters, playbills, leaflets, and other materials used to spread the word about theatrical activities; and the works of painters and sculptors who loved having Viviani sit for them, and which offer proof of his deep ties to the Neapolitan art world. This was a considerable inheritance and a good home was sought for a long time.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Today I can say that this task, too, has been completed. The entire Viviani estate is now the patrimony of the State, and it has been divided between two worthy centers: the Biblioteca Lucchesi Palli, which is fast becoming an important depository for documents memorializing the great theatrical tradition of Naples, and the Museo di San Martino, which, with the reopening of the theatre section, has reconnected the threads that lead from the San Carlino and Petito to the Cammarano family, Eduardo Scarpetta, and finally Raffaele Viviani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">The reading of Via Toledo di Notte or Via Toledo by Night this evening is another stop on the journey towards spreading knowledge about, and appreciation for, an author who, like the classic authors, was an exemplary witness of his time and his city. And we are grateful to Jane House and thank her for instigating this evening.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Giuliano Longone<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>The sonorous scenery<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">The music of this work symbolically recalls the sonorous scenery of Via Toledo, one of the most emblematic places for social life in Naples in the early twentieth century: a fashionable parade for viveurs and elegant women and, at the same time, a gallery of precarious and derelict figures.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Starting from his direct knowledge of this context, Viviani carries out a personal work of musical theatre set in the night shadows of Via Toledo and its adjacent alleys, from which he draws, in his distinctive way, the voices, the verbal cadences and the singing of its frequent visitors. The result is a variegated sound kaleidoscope that puts together different registers, ranging from those related to urban folklore, with the voices of pedlars and people singing out, to the cultured ones, with the inclusion of brief operetta choruses, and moving among different imported musical forms, both European and Anglo-American.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">So, with diversified emotional undertones, the musical narration of these parallel lives unfolds. Sometimes it is sung in waltz time; sometimes it is played out in articulated melologues with a sour-sweet tone and to the rhythm of the cake-walk; sometimes it is performed with comic sketches, and then switches to very old lullabies.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pasquale Scial\u00f2<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Biography of Viviani<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">An eclectic artist (actor, playwright, director, poet and musician), Raffaele Viviani is one of the most important authors in twentieth century Italian theatre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">He was born in Castellammare di Stabia on January 10, 1888. His father, a theatre costumer, ran some small businesses, first in Castellammare di Stabia, then in Naples. He made his debut on the stage at the age of four and a half, wearing the tailcoat of a marionette to substitute a sick comedian, Gennaro Trengi; at the age of six he acted in a play, Masaniello; at the age of seven he performed numbers of his own, singing by himself or in duet with his sister Luisella. The long-lasting illness of their father (who died in 1900) compelled them to work for a living. He began his career in the circus, in bathing establishments and in smaller theatres. He won acclaim in the world of variety shows, offering an extraordinary and original interpretation of the comic sketch &#8216;O scugnizzo (The Urchin), in which his acrobatic and mimic skills combined with a bitter realism, but was soaked with humor. After &#8216;O scugnizzo, he created and performed a series of numbers for variety shows, in which, for the first time, verse and music had a complementary role and were equally important expressive codes. In 1917, after the decree of the Italian Govern enacting the closure of the variety theatres, Viviani founded a company of his own and made his debut at the Teatro Umberto in Naples with the one-act play &#8216;O vico (The Alley). With this text, Viviani began his activity as a fertile and original playwright: he was to write over seventy plays, including original plays, adaptations, collaborations and translations.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Raffaele Viviani&#8217;s plays are choral and social; a theatre of protest where the urban underclass (prostitutes, urchins, gypsies, blind persons, bricklayers, fishermen, circus actors), who had been completely ignored by previous playwrights, becomes the protagonist. In his theatre, there is a real revolution at a textual level; even minor characters have their own peculiarities; as for the stylistic and formal aspect, in his texts verse prose and music are harmonically blended.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">The themes of his plays are: poverty, alienation, emigration, unemployment and social conflict. The protagonist of many of Viviani&#8217;s plays is Naples, with its alleys, its squares, its feasts and the immense humanity populating this city.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A distinguishing aspect of Viviani&#8217;s works is surely his use of dialect, which is strong, harsh, slangy, full of archaic expressions and idioms which not very frequent in twentieth century Neapolitan language. For this reason the dialect of Viviani is original, authentic and sonorous.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Bibliographic guide<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Comprehensive studies<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">For the biography and a general outline of Raffaele Viviani cf. R. MINERVINI, Viviani un uomo una citt\u00e0, Naples: Bideri, 1950; G. TREVISANI, Raffaele Viviani, Bologna: Cappelli, 1961; V. VIVIANI, Raffaele Viviani, in Storia del teatro napoletano, Naples: Guida editori, 1992, pp. 721-786; A. LEZZA &#8211; P. SCIAL\u00d2, Viviani. L&#8217;autore, l&#8217;interprete, il cantastorie urbano, Naples: Colonnese Editore, 2000; M. ANDRIA (editor), Viviani, Catalogo della Mostra Viviani: immagini di scena, Naples: Tullio Pironti editore, 2001; A. LEZZA &#8211; P. SCIAL\u00d2 (editors), Viviani. Teatro, poesia e musica, Naples: CUEN, 2003.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Special contributions<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">For special contributions and information on Raffaele Viviani&#8217;s life, works and poetic, cf.: F. ANGELINI, Il teatro del Novecento. Dal grottesco a Dario Fo, in Letteratura italiana. Il Novecento, Bari: Laterza, 1976, Vol. IX, tomo I, pp. 471-482; A. M. RAO, Raffaele Viviani o della miseria coatta, Florence: Antonio Lalli, 1981; P. PUPPA, Itinerari nella drammaturgia del Novecento, in Storia della letteratura italiana. Il Novecento, edited by Emilio Cecchi and Natalino Sapegno, Milan: Garzanti, 1987, tomo II, pp. 783-793; S. DE MATTEIS, Senza famiglia: storie di vicolo, in Lo specchio della vita. Napoli: antropologia della citt\u00e0 del teatro, Bologna: Il Mulino, 1991, pp. 179-198; A. LEZZA, Tra letteratura e teatro dell&#8217;emigrazione: Viviani &#8220;sociologo&#8221; di Napoli, in Il Meridione nella letteratura ed emigrazione, edited by Sebastiano Martelli and Mario B. Mignone, &#8220;Forum Italicum&#8221;, 1-2, Spring-Fall 1993, pp. 83-101; F. TAVIANI, Raffaele Viviani inventa un teatro, in Uomini di scena, uomini di libro, Bologna: Il Mulino, 1995, pp. 106-123; A. LEZZA, Il teatro di Viviani: lingua, dialetto, gergo, in Lingua e dialetto nella tradizione letteraria italiana, Rome: Salerno Editrice, 1996, pp. 537-551; A. LEZZA, Teatro dell&#8217;emigrazione. Indagini e contributi, in Il sogno italo-americano, edited by Sebastiano Martelli, Naples: CUEN, 1998, pp. 183-205.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Drama edition edizioni e lavoro<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">The first edition of Viviani&#8217;s drama came out in 1957, edited by Lucio Ridenti: Trentaquattro commedie scelte da tutto il teatro di Raffaele Viviani, introduced by Eligio Possenti and an essay &#8220;La commedia umana di Napoli&#8221; by Vito Pandolfi, Turin: ILTE, 1957, 2 voll. The complete edition of Viviani&#8217;s plays, with music, came out in 1987-&#8217;94: Teatro, edited by Guido Davico Bonino, Antonia Lezza, Pasquale Scial\u00f2, Naples: Guida editori, 1987-1991, 5 voll; vol. VI, edited by Antonia Lezza and Pasquale Scial\u00f2, introduced by Goffredo Fofi, Naples: Guida editori, 1994.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Toledo di notte (Toledo by Night)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Toledo di notte (Toledo by Night), former title &#8216;A notte (The Night), is, among the texts of Viviani&#8217;s early years, as Giulio Trevisani writes, the most intense and dramatically picturesque play.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">The protagonist of this one-act play is the street, the popular Via Toledo, which at night fills with different characters, all very striking: the old news vendor (Scarrafone or Cockroach), the cooked meat vendor (Cientepelle or Cowbelly,), the itinerant coffee vendor (Leopoldo Colletta), the young idler who lives by his wits (Furmella or Goldbrick) and, then, the pizza maker and the rags vendor, who are the key characters in this famous work. Furthermore, there is Rusella, who makes an honest living: she sells couch grass to coachmen, and is happy since, in May, she will finally marry her beloved Pasqualino. Then, the prostitutes Margherita and Ines; the latter is the famous &#8220;Bammenella &#8216;e copp&#8217; &#8216;e Quartiere&#8221;, undoubtedly the most famous and intense female character in Viviani&#8217;s works, embodying the tragedy of alienation and poverty. There are also Tummasino and Filiberto, the two bullies (they both have a claim on the same woman, Ines) who, after a quarrel with paradoxical tones, seem to be the masters of the street, until the watchmen come. Tummasino manages to get away, while Filiberto is arrested.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Toledo di notte made its debuts on October 9, 1918, at the Teatro Umberto in Naples, with great success. As was frequently the case, Viviani played four roles &#8211; the pizza maker, the soap vendor, Filiberto Esposito, the coachman &#8211; all to remarkable effect. The character of Filiberto Esposito is taken from his famous melologue: &#8216;O delinquente, while the other characters are pre-existing figures, taken from several Variety numbers.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A fitting example of Viviani&#8217;s choral theatre, Toledo di notte offers a picture of Neapolitan society in the early post-war period, through a style and a dramaturgy that break with the traditional realist approach to the European experience. The modernity and originality of Viviani&#8217;s theatre is to be found in this: in Toledo di notte Viviani brings together all the characters which had appeared separately on the scene since 1908, producing one dense, rigorous, autonomous and new theatrical text, the result and synthesis of his long experience in the variety shows. Particularly interesting in Toledo di notte is, as in all of Viviani&#8217;s plays, the alternation of prose, verse and music. The original element is the very presence and role of music: it is no longer used according to the technique of the sceneggiata, but is blended with the text, having an equal and equally expressive function.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">The title of the comedy, expressly toponymical, originates from the famous Via Toledo, one of the most important streets in the centre of Naples. In his text, Viviani describes, in a very detailed way, the places where the story unfolds at night: Via Toledo, opened by the Spanish viceroy after whom it was named, an important commercial, cultural and social centre in the city; Vico Berio; Ponte di Tappia, an important market with novelties and gastronomic specialties; the Quartieri, so called because they were the centre of the Spanish quarters in the seventeenth century; Via Corsea, an ancient street in old Naples, a vivid centre of life and commerce for the lower classes; and Largo delle Baracche, which is the main square of the Quartieri, a place full of prostitutes and gangsters.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">As for the Neapolitan dialect, Toledo di notte is a very interesting text, thanks to the speech idiosyncracy of each character. Besides, the use of diminutives and ancient dialect expressions, almost forgotten nowadays, is frequent. On April 13, 1967, in the show Napoli notte e giorno (Naples Night and Day), at the Teatro Stabile of Rome, Giuseppe Patroni Griffi, director and playwright, presented the two one-act plays: Tuledo di notte (Tuledo by Night) and La musica dei ciechi (The Music of the Blind), another important work by Viviani. The show was received with enthusiasm by the public and was praised by the critics both for its ensemble effect and for its fascinating staging. The extraordinary cast starred: Franco Sportelli, Rosita Pisano, Pupella Maggio, the young Franco Acampora, Angela Pagano, Antonio Casagrande, Corrado Annicelli, Alberto Carloni, Mariano Rigillo, Mario Frera and Angela Luce, unforgettable in the role of Ines. This production was taken on a long tour and in 1968 was performed in London at the Aldwych Theatre: even on this occasion, the result was fully positive. A recording of the show Naples Night and Day with the direction of Giuseppe Patroni Griffi, was made by the RAI television (Radiotelevisioneitaliana).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Toledo di notte has been translated into American by Martha King (Via Toledo by Night, translated by Martha King, in 20th Century Italian Drama: the first 50 years, edited by Jane House and Antonio Attisani, New York: Columbia University Press, 1995). Evidently, this shows the interest for the work of Viviani at an international level.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Editions of the work<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Trentaquattro commedie scelte da tutto il teatro di Raffaele Viviani, edited by Lucio Ridenti, introduced by Eligio Possenti and an essay &#8220;La commedia umana di Napoli&#8221; by Vito Pandolfi, Turin: ILTE, 1957, Vol. I<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuledo &#8216;e notte, &#8216;O fatto &#8216;e cronaca, La musica dei ciechi, in Teatro napoletano, edited by Giulio Trevisani, Bologna: Guanda, 1957<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Teatro, edited by Guido Davico Bonino, Antonia Lezza and Pasquale Scial\u00f2, Naples: Guida editori, 1987, Vol. I<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I capolavori, edited by Antonia Lezza, introduced by Roberto De Simone, with musical note by Pasquale Scial\u00f2, Naples: Guida editori, 1992<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Via Toledo by Night, translated by Martha King, in 20th Century Italian Drama: the first 50 years, edited by Jane House and Antonio Attisani, New York: Columbia University Press, 1995<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Bibliography<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Barsotti, Anna, Da &#8216;O vico a &#8216;O buvero &#8216;e Sant&#8217;Antonio, &#8220;Ariel&#8221;, 3, 1988, pp. 99-120<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Calendoli, Giovanni, Napoli notte e giorno, &#8220;Il Dramma&#8221;, 368, 1967, pp. 92-97<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Grassi, Ernesto, &#8220;Scheda introduttiva&#8221; a Toledo di notte, in R. Viviani, Trentaquattro commedie scelte da tutto il teatro di Raffaele Viviani, edited by Lucio Ridenti, introduced by Eligio Possenti and an essay &#8220;La commedia umana di Napoli&#8221; by Vito Pandolfi, Turin: ILTE, 1957, Vol. I<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lezza, Antonia, &#8220;Nota introduttiva&#8221; a Toledo di notte, in R. Viviani, Teatro, edited by Guido Davico Bonino, Antonia Lezza and Pasquale Scial\u00f2, Naples: Guida editori, 1987, Vol. I<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lezza, Antonia &#8211; Scial\u00f2, Pasquale, Viviani. L&#8217;autore, l&#8217;interprete, il cantastorie urbano, Naples: Colonnese Editore, 2000<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ricci, Paolo, Ritorno a Viviani, Rome: Editori Riuniti, 1979<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Palermo, Antonio, Da Mastriani a Viviani. Per una storia della letteratura a Napoli fra Otto e Novecento, Naples: Liguori, 1974<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Trevisani, Giulio, Raffaele Viviani, Bologna: Cappelli, 1961<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>The interpreters of &#8220;Bammenella &#8216;e copp&#8217; &#8216;e Quartiere&#8221;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bammenella &#8216;e copp&#8217; &#8216;e Quartiere is an unusual work concerning its text, its main character and its interpreters.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">The text originated as a number for variety shows in 1912, and was based on the French music Valse brune (a French folk song dealing with gangsterism, transcribed in 1909 by George Krier), with only the original text by Viviani. Only afterwards did the Neapolitan playwright write the music as well, when the piece had already been performed widely, before including it at a crucial point, in 1918, in the one-act play Via Toledo di Notte. This was when Bammenella became a key character with a set of theatrical characterizations. Highly emblematic are the stage directions concerning the entrance of this character:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(INES, called BAMBINELLA, enters. She is no longer young, but her glitzy elegance and the air of superiority with which she shows off make this woman a still attractive street walker.)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">The first interpreter of Bammenella &#8216;e copp&#8217; &#8216;e Quartiere was Luisella Viviani, the playwright&#8217;s sister and leading lady of Viviani&#8217;s Company; thanks to her extraordinary expressive force and her vibrant humanity, Luisella offered an inimitable interpretation of Bammenella. Another famous interpreter was Elvira Donnarumma, one of the most authentic singers of the old Italian variety shows. Other unforgettable interpretations of this famous night character were: Nina Landi, Marina Pagano, Rosalia Maggio and Angela Luce, who has recently performed this piece in a recital at the Teatro Augusteo of Naples, accompanied on the sax by Marco Zurzolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">There are also some blues and jazz versions of Bammenella, performed by James Senese and Mary Pia De Vito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">At the beginning of the twentieth century, the street musician Pietro Mazzone produced a male adaptation of this piece: So&#8217; Bambeniello d&#8217; &#8216;o vico Pulito. Here, the protagonist is, more conventionally, a male character: the environment of gangsterism is rendered through the stereotype of the pimp, and Bammenella is just a background character.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">The male version of Bambeniello, on the theme of Valse brune, was drawn on by the Neapolitan playwright Enzo Moscato and published in the CD Cant\u00e0 (a record taken from the theatrical performance presented at the Venice Biennial Exhibition of 1999), with plan, formulations and musical direction by Pasquale Scial\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Discography of &#8220;Bammenella &#8216;e copp&#8217; &#8216;e Quartiere&#8221;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">This discography includes the musical editions of Bammenella &#8216;e copp&#8217; &#8216;e Quartiere:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Achille MILLO (editor), Poesie e canti, from the show Io, Raffaele Viviani, 1970<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Enrico FIORE (editor), Canto a Viviani, La Platea Record, 1988<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Maria Pia DE VITO, Fore Paese, Polosud, 1996<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Enzo MOSCATO, Cant\u00e0, Il Manifesto, 1999<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Angela LUCE, I colori della mia vita, Polo Sud, 2004<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">AA.VV., Viva Napoli, Phonotype Record, Vol. VI, 1994<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Bammenella &#8216;e copp&#8217; &#8216;e Quartiere<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">The name&#8217;s Bambinella<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I&#8217;m very well known in this part of town<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">dancing all night to the hurdy-gurdy tunes<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">in the back streets of Napoli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">And if patrols of police should come by<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I turn on my heels and away I fly!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">If they should catch me and bring me in<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">It&#8217;s just a formality.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I might start to flirt<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">and then I might lift up my skirt,<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I can do just as I please<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I have all the cops on their knees.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">They turn into boys,<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">and they think of me as a toy,<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">and just as soon as they have me,<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">they have to let me go!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">by Raffaele Viviani<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">translated by Martha King<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:clamp(18.959px, 1.185rem + ((1vw - 3.2px) * 1.15), 30px);\"><strong>Viviani e il cinema <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:10px\">a cura di Nunzia Acanfora<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Raffaele Viviani ebbe un grande interesse per il cinema, sul cui tema scrisse qualche poesia, ed ambient\u00f2 un suo atto unico del 1918, Piazza Ferrovia, proprio all&#8217;ingresso della storica Sala Iride aperta a Napoli nel 1901.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pochi, ma non privi di significato furono i contatti di Viviani con il cinema. Nel 1912 interpreta tre film muti, tra i quali Amore selvaggio. Gli altri due film, la cui pellicola \u00e8 andata persa, sono La catena d&#8217;oro e Testa per testa. Ma il suo capolavoro nel cinema \u00e8 La tavola dei poveri del 1932, diretto da Alessandro Blasetti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1938, accett\u00f2 la proposta della Juventus Film di realizzare una versione cinematografica della sua commedia L&#8217;ultimo scugnizzo, quasi sette anni dopo l&#8217;indimenticabile prima assoluta al Teatro Piccinni di Bari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dei film interpretati da Viviani, bisogna ricordare che egli stesso fu autore di ogni colonna sonora.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il settimo film che Viviani doveva interpretare non fu mai realizzato, purtroppo, rimase un progetto sulla carta; doveva essere la riduzione del suo lavoro teatrale Pescatori, con la regia di Luchino Visconti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Viviani, ancora una volta, mostra la sua attenzione verso il cinema con la poesia Film sonoro (1928), in cui ironizza sull&#8217;avvento del cinema sonoro. Egli, attento osservatore, cap\u00ec immediatamente quale fosse la vera consistenza del meccanismo dissacratorio industriale; infatti, i versi di questa poesia sono un&#8217;aspra satira nei confronti del film sonoro americano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Raffaele Viviani \u00e8 stato definito dalla critica come un precursore del Neorealismo cinematografico, se non come autore-regista, senza dubbio quale interprete efficacissimo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:clamp(18.959px, 1.185rem + ((1vw - 3.2px) * 1.15), 30px);\"><strong>Il rapporto di Viviani con il cinema<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Intervista al Professore Pasquale Iaccio <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:10px\">a cura di Rossella Petrosino<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella conversazione che segue, il Professor Pasquale Iaccio, storico del cinema e Professore in quiescenza presso l&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Salerno, delinea i contorni di un rapporto &#8211; quello tra Raffaele Viviani e il cinema &#8211; spesso descritto come frammentario, se non apertamente conflittuale. Partendo dal fondamentale ritrovamento della pellicola muta <em>Un amore selvaggio<\/em> (1912), l&#8217;intervista esplora le ragioni di una assenza: ovverosia i contrasti con la censura fascista che portarono alla scomparsa di opere come <em>L&#8217;ultimo scugnizzo<\/em> (1938), fino alle divergenze estetiche con registi e produttori cinematografici. Emerge il ritratto di un artista che ha difeso strenuamente la propria autonomia poetica contro le logiche industriali e politiche del tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il percorso artistico di Viviani negli anni Trenta \u00e8 segnato da un isolamento istituzionale che ne evidenzia l&#8217;integrit\u00e0 poetica; infatti, a differenza delle compagnie di Eduardo e Peppino De Filippo &#8211; i cui successi nel teatro umoristico incontravano il favore e il sostegno economico dello Stato &#8211; Viviani rimase sistematicamente escluso dai sussidi governativi<a href=\"#sdfootnote1sym\" id=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a>. L&#8217;ostracismo nei suoi confronti affondava le radici in una profonda incompatibilit\u00e0 ideologica, laddove la sua estetica della &#8220;verit\u00e0 antropologica&#8221;, focalizzata sulla miseria dei bassi e sulla figura dello scugnizzo, si scontrava frontalmente con la retorica del regime, che cercava di nascondere la povert\u00e0 sotto il tappeto del progresso industriale. Particolarmente significativo fu il tentativo di Viviani di dialogare con il potere tramite una lettera indirizzata a Benito Mussolini, nella quale l&#8217;autore rivendicava l&#8217;impossibilit\u00e0 di tradurre in italiano la lingua viva dei suoi personaggi, spiegando che la traduzione ne avrebbe annullato l&#8217;efficacia e la verit\u00e0. Il silenzio del Duce conferm\u00f2 che l&#8217;autonomia espressiva di Viviani era considerata una minaccia alla &#8220;decorosa&#8221; immagine nazionale. Solo nel 1943, tra le macerie di una Napoli martoriata dai bombardamenti, a Viviani fu tributato il riconoscimento di \u201ccompagnia primaria\u201d<a href=\"#sdfootnote2sym\" id=\"sdfootnote2anc\"><sup>2<\/sup><\/a>, in virt\u00f9 del suo impegno civile nel garantire la continuit\u00e0 teatrale a beneficio dei sinistrati. Il conferimento definitivo del titolo avvenne in una cornice di estrema drammaticit\u00e0; solo allora lo Stato, in un vuoto di potere imminente, sanc\u00ec formalmente quel rango che gli era stato negato per motivi politici, trasformando il suo realismo &#8211; un tempo bandito &#8211; nell&#8217;unica voce autentica capace di rappresentare la tragedia collettiva della guerra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>D:<\/strong> Nel suo articolo lei cita il ritrovamento della pellicola <em>Un amore selvaggio<\/em> da parte del Nederlands Filmmuseum. In che modo questa scoperta ha cambiato la nostra comprensione della carriera cinematografica di Viviani?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>R<\/strong>: Dobbiamo partire da una considerazione generale: su Viviani e il cinema abbiamo poco. \u00c8 stato un incontro non riuscito, non felice e con pochi esiti. Basti pensare che di Vincenzo Scarpetta abbiamo notizie di circa venti film realizzati nel periodo del muto, ma di questi \u00e8 stato &#8220;trovato&#8221; fisicamente solo <em>Il gallo nel pollaio<\/em> (1916) quasi per intero, oltre a due spezzoni risalenti al periodo del muto, ai film del periodo dei Telefoni Bianchi e al sonoro <em>Miseria e Nobilt\u00e0<\/em> del 1940<a href=\"#sdfootnote3sym\" id=\"sdfootnote3anc\"><sup>3<\/sup><\/a>. Su Viviani, invece, il materiale \u00e8 scarsissimo. Oltre a <em>La tavola dei poveri<\/em> dell&#8217;inizio degli anni Trenta, che \u00e8 l&#8217;unico Viviani cinematografico che abbiamo davvero, c&#8217;\u00e8 un mistero relativo alla pellicola <em>L&#8217;ultimo scugnizzo<\/em> del 1938, diretta dal salernitano Gennaro Righelli (regista fondamentale perch\u00e9 firm\u00f2 il primo film sonoro italiano, <em>La canzone dell&#8217;amore<\/em>). Questo film del &#8217;38 non si trova; nonostante le ricerche di studiosi come Paolo Speranza, sembra essere sparito. L\u2019idea che mi sono fatto \u00e8 che probabilmente, parlando di scugnizzi e bassi in piena epoca fascista, fu avversato o rimosso dalla circolazione perch\u00e9 non coincideva con la narrazione ufficiale del regime. In questo scenario, il ritrovamento di <em>Un amore selvaggio<\/em> del 1912 \u00e8 fondamentale. \u00c8 un film della Cines di 25 minuti dove Raffaele Viviani \u00e8 molto giovane e recita con la sorella Luisella. Questa scoperta ci dice che Viviani aveva tentato la strada del cinema molto presto, ma che la sua carriera \u00e8 rimasta vittima della censura e delle vicissitudini storiche, che ne hanno disperso le tracce. Oggi, la sua esperienza cinematografica \u00e8 diventata un oggetto di &#8220;archeologia&#8221; del bene culturale: proprio come per i documentari di Nicola Notari &#8211; che mandava &#8220;cartoline visive&#8221; agli emigrati in America e di cui abbiamo trovato tracce solo recentemente in rete &#8211; anche per Viviani siamo costretti a lavorare su frammenti. Questa pellicola ci restituisce l&#8217;inizio di un percorso che il regime e l&#8217;oblio hanno sistematicamente smembrato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>D<\/strong>: Come si \u00e8 trasformata la maschera di Viviani nel passaggio dalla pi\u00e8ce teatrale allo schermo cinematografico?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>R<\/strong>: Su questo punto dobbiamo essere molto cauti e onesti: non abbiamo risposte precise perch\u00e9, di fatto, di Viviani abbiamo un solo film sonoro (<em>La tavola dei poveri<\/em>). Non sappiamo nemmeno se lui ne sia rimasto soddisfatto; anzi pare che lui non ne parlasse molto bene. Il problema centrale \u00e8 che in quella pellicola non vediamo il &#8220;vero&#8221; Viviani: quello antropologico, autentico, del vicolo, dello scugnizzo o <em>borderline<\/em>. L\u00ec interpreta un Marchese; un personaggio molto particolare, inserito in un momento storico altrettanto particolare. In quel film la maschera di Viviani \u00e8 condizionata dalla regia di Alessandro Blasetti, che cercava di tenere insieme elementi diversi e spesso distanti. Non pu\u00f2 essere considerata rappresentativa di tutto Viviani. Se avessimo cinque, sei o dieci film, potremmo individuare una tendenza o un\u2019evoluzione della sua \u201cmaschera\u201d sullo schermo, ma con un\u2019opera sola \u00e8 impossibile fare discorsi troppo ampi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Paradossalmente \u00e8 pi\u00f9 autentico il Viviani di <em>Un amore selvaggio<\/em> del 1912. Nonostante sia un film muto e lui fosse giovanissimo, l\u00ec emerge quel personaggio meridionale, selvaggio e non acculturato che appartiene profondamente al suo mondo poetico. Al cinema, purtroppo, non \u00e8 stato quasi mai permesso di essere Viviani fino in fondo; \u00e8 stato un attore che ha dovuto contrattare la propria natura con le esigenze dei produttori, dei registi e del clima politico. Mentre in teatro era il padrone assoluto del proprio spazio e della propria maschera, nel cinema \u00e8 rimasto un\u2019icona mediata<a href=\"#sdfootnote4sym\" id=\"sdfootnote4anc\"><sup>4<\/sup><\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>D<\/strong>: Un giudizio d&#8217;oltremanica dell&#8217;epoca definisce la recitazione di Viviani &#8220;a wonderfully strong and realistic performance, fierce and almost terrible in its intensity&#8221;: una &#8220;intensit\u00e0 feroce&#8221; e quasi spaventosa, che i critici inglesi avevano gi\u00e0 colto nel 1912 nel vedere il volto di don Raffaele nella pellicola di <em>Un amore selvaggio<\/em>. In che modo quel corpo e quella mimica cos\u00ec &#8220;terribile&#8221; hanno sfidato i limiti tecnici del cinema muto<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>R<\/strong>: Quello \u00e8 il Viviani pi\u00f9 autentico. In quel film del 1912 emerge questo personaggio meridionale, selvaggio, non acculturato e violento. L\u00ec abbiamo davvero il mondo di Viviani, rispetto a quello mediato e condizionato dagli anni Trenta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dobbiamo tenere presente che il cinema muto viaggiava moltissimo. Noi oggi abbiamo l&#8217;idea che il cinema si facesse a Napoli e l\u00ec restasse, ma in realt\u00e0 queste pellicole avevano una circolazione globale<a href=\"#sdfootnote5sym\" id=\"sdfootnote5anc\"><sup>5<\/sup><\/a>. Non \u00e8 vero, dunque, che il pubblico anglosassone non conoscesse nulla dei vicoli di Napoli: conosceva proprio quello, perch\u00e9 i documentari &#8220;dal vero&#8221; mostravano ossessivamente l\u2019icona dei mangiatori di maccheroni e il colore locale. Era quella &#8220;tribalit\u00e0&#8221; o folklore che oggi chiamiamo antropologia. Per cui Viviani portava in scena un corpo che rispondeva perfettamente a questa curiosit\u00e0 internazionale; era una &#8220;cartolina visiva&#8221; di una Napoli che l\u2019estero gi\u00e0 consumava<a href=\"#sdfootnote6sym\" id=\"sdfootnote6anc\"><sup>6<\/sup><\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>D<\/strong>: \u00c8 possibile che il linguaggio del corpo di Viviani anticipasse l\u2019universalit\u00e0 che sarebbe stata poi tipica del Neorealismo?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>R<\/strong>: \u00c8 un discorso complicatissimo. Dobbiamo intenderci: se diciamo che anticipa il Neorealismo nel senso che fa cose realistiche, allora dobbiamo considerare che esistono una serie di precursori. Si chiamer\u00e0 &#8220;Neorealismo&#8221; proprio perch\u00e9 esisteva un realismo precedente, se no non si chiamerebbe cos\u00ec. Tra i prodromi possiamo citare Elvira Notari<a href=\"#sdfootnote7sym\" id=\"sdfootnote7anc\"><sup>7<\/sup><\/a> che faceva i film sui fatti di cronaca; pu\u00f2 essere Raffaele Viviani; o pu\u00f2 essere anche Alessandro Blasetti quando in 1860 fa vedere i pastori siciliani con i loro vestiti e la loro musica, usando come protagonisti attori che non erano professionisti<a href=\"#sdfootnote8sym\" id=\"sdfootnote8anc\"><sup>8<\/sup><\/a>. E c\u2019\u00e8 l\u2019altro film fondamentale, purtroppo perduto, che \u00e8 <em>Sperduti nel buio<\/em> di Nino Martoglio<a href=\"#sdfootnote9sym\" id=\"sdfootnote9anc\"><sup>9<\/sup><\/a> che, negli anni Trenta intellettuali come Umbero Barbaro definivano \u201cil vero realismo autentico&#8221;. Ognuno di questi autori ha lasciato una traccia: l&#8217;attore preso dalla strada, il parlare in dialetto, il soggetto popolare, l&#8217;uso degli esterni. Ci sono varie anticipazioni di quello che poi Rossellini ha fatto in <em>Roma citt\u00e0 aperta<\/em> (1945) o in <em>Germania anno zero<\/em> (1948).<br>Ma attenzione a non fare &#8220;arzigocoli&#8221; critici. Il Neorealismo cambia lo statuto del cinema, che non \u00e8 pi\u00f9 solo spettacolo o intrattenimento, ma diventa un documento umano, una cosa diversa. In questo senso si pu\u00f2 comprendere Raffaele Viviani; non \u00e8 che lui &#8220;faccia&#8221; il Neorealismo, ma la sua ricerca di verit\u00e0 antropologica fa parte di quel movimento sotterraneo che poi esploder\u00e0 con Visconti, De Sica e Rossellini, diventando il movimento pi\u00f9 importante della storia del cinema mondiale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>D<\/strong>: Viviani scriveva poesie sul cinema (come <em>Film sonoro<\/em>) e ambientava scene teatrali davanti alle sale cinematografiche (come in <em>Piazza Ferrovia<\/em>). Qual era, secondo lei, il sentimento prevalente di Viviani verso questa nuova industria: fascinazione o diffidenza critica?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>R<\/strong>: Il sentimento era prevalentemente negativo. Guardiamoci chiaro: questi grandi attori non avevano un buon rapporto col cinema. Se Vincenzo Scarpetta era riuscito a inserirsi presto all\u2019interno del circuito cinematografico, gi\u00e0 prima del 1908, per gli altri era diverso. Viviani, lo stesso Eduardo Scarpetta<a href=\"#sdfootnote10sym\" id=\"sdfootnote10anc\"><sup>10<\/sup><\/a>, e i grandi del teatro vedevano nel cinema una concorrenza difficile; lo percepivano come una minaccia per il teatro e per i musicisti che accompagnavano le proiezioni e che finivano disoccupati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inoltre, c&#8217;era un problema di potere e di gestione, in quanto questi attori dicevano apertamente che gli unici ad arricchirsi con il cinema erano i produttori. Soprattutto con l&#8217;arrivo del sonoro, per gente cresciuta sulle tavole del palcoscenico, il cinema era un mezzo ostico perch\u00e9 non lo gestivano loro. In teatro Viviani era il padrone assoluto, mentre al cinema si sentiva un impiegato. Ne consegue che non fu facile il suo rapporto con il cinema, dovette mediare con lo sceneggiatore, con il regista, con il produttore e persino con la politica, che gli imponeva di edulcorare la realt\u00e0 parlando di &#8220;filantropia&#8221; invece che di povert\u00e0. In teatro lui faceva il suo spettacolo, al cinema era costretto a fare qualcosa di mediato. Solo molto dopo, figure come Eduardo De Filippo avrebbero imparato a usare la regia televisiva e cinematografica per mantenere la propria linea artistica, ma per la generazione di Viviani il cinema rimase un\u2019industria estranea e spesso avversa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>D<\/strong>: Il sodalizio con Alessandro Blasetti per <em>La tavola dei poveri<\/em> (1932) viene descritto come un incontro tra giganti. In che modo Viviani riusc\u00ec a influenzare il film nonostante i limiti imposti dalla censura e dal clima politico del tempo?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>R<\/strong>: Bisogna dire che <em>La tavola dei poveri<\/em> si pot\u00e9 fare perch\u00e9 la Cines era allora diretta da Emilio Cecchi, un intellettuale che voleva recuperare la cultura italiana autentica. Ma Viviani era molto avversato. Il regime fascista non voleva vedere scugnizzi, bassi e panni stesi. La narrazione ufficiale voleva una &#8220;Napoli Nuova&#8221;, industriale e moderna. Lo stesso Blasetti, nel documentario <em>Citt\u00e0 nuova<\/em> (1940), rappresentava questa visione moderna e fascista della citt\u00e0, arrivando a usare testualmente l&#8217;espressione: \u00abgli scugnizzi appartengono al passato\u00bb<a href=\"#sdfootnote11sym\" id=\"sdfootnote11anc\"><sup>11<\/sup><\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Viviani fu costretto a difendersi strategicamente: nelle interviste dell&#8217;epoca diceva che il film non era sui poveri &#8211; che per il fascismo non dovevano esistere &#8211; ma sulla &#8220;filantropia&#8221;, proprio per rassicurare il potere. C\u2019era un vero attacco preventivo dei critici che scrivevano: &#8220;Ancora con questi panni stesi? L&#8217;Italia \u00e8 un&#8217;altra cosa!&#8221;<a href=\"#sdfootnote12sym\" id=\"sdfootnote12anc\"><sup>12<\/sup><\/a>. Viviani doveva lottare per mostrare quella realt\u00e0 che il regime voleva nascondere sotto il tappeto del progresso industriale. Nonostante Blasetti fosse un regista di regime, Viviani riusc\u00ec a imporre la sua verit\u00e0 umana in un equilibrio precario tra la Napoli dei bassi e quella dei tram.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>D<\/strong>: Ci sono dei &#8220;rimpianti&#8221;, come il progetto mai realizzato con Visconti per <em>Pescatori<\/em>. Che tipo di film sarebbe nato?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>R<\/strong>: Da <em>Pescatori<\/em> fu effettivamente tratto un film: <em>Notte di tempesta<\/em> (1946), diretto da Gianni Franciolini. \u00c8 un film drammaticissimo, cupo, quasi scabroso per l&#8217;epoca, che affronta temi come l&#8217;incesto e la violenza. Se si \u00e8 potuto realizzare e proiettare, \u00e8 stato solo per un brevissimo &#8220;vuoto&#8221; di potere: nel 1945-46 la commissione di censura non era ancora stata riorganizzata dallo Stato dopo la Guerra. In quel momento di libert\u00e0 sono nati capolavori come <em>Roma citt\u00e0 aperta<\/em> di Rossellini e, appunto, questo adattamento vivianeo di Franciolini. Tuttavia, appena l&#8217;apparato burocratico torn\u00f2 a pieno regime, il clima cambi\u00f2 drasticamente. Al Ministero della Cultura Popolare tornarono gli stessi funzionari del periodo fascista, come Nicola De Pirro, che era stato il censore di Mussolini e rimase a capo della direzione del teatro e dello spettacolo fino agli anni Sessanta. Questi funzionari consideravano il realismo di Viviani o quello di Eduardo &#8220;infamante&#8221; per l&#8217;Italia.<br>Basti pensare a quello che successe a Eduardo De Filippo nel 1950 con il film <em>Napoli milionaria<\/em>: se un film del genere fosse stato realizzato in pieno regime o poco dopo, negli anni della restaurazione burocratica, i censori lo avrebbero certamente proibito. Viviani, che mor\u00ec proprio nel 1950, non ebbe il tempo di vedere questa evoluzione, ma il suo realismo &#8211; quello puro, senza sconti &#8211; continuava a fare paura. Un film diretto da Visconti su <em>Pescatori<\/em> sarebbe stato probabilmente un&#8217;opera di neorealismo estremo, ma avrebbe subito lo stesso destino di ostruzionismo che ha colpito tutte le opere che osavano mostrare la Napoli autentica e sofferente invece di quella da cartolina. Ma \u00e8 l&#8217;eterna rivincita della storia sull&#8217;ottusit\u00e0 del potere: l&#8217;opera che meglio rappresenta la guerra oggi \u00e8 <em>Napoli Milionaria<\/em>, proprio quella che i censori volevano proibire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>D<\/strong>: Nel suo articolo del 2005 lei accennava a una sorpresa relativa a un possibile ritrovamento della pellicola <em>Testa per testa<\/em>. Ci sono stati sviluppi in merito o dobbiamo rassegnarci alla scomparsa di queste tracce?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>R<\/strong>: Non lo so con certezza. Purtroppo il caro Vittorio Martinelli, che era il massimo esperto di cinema muto, \u00e8 scomparso. Per\u00f2 la speranza in questo campo non deve mai morire perch\u00e9 il cinema delle origini \u00e8 come un sito archeologico: ogni tanto spunta un capitello, una colonna, e noi dobbiamo essere pronti a rimettere insieme i pezzi. Certe volte esce fuori qualcosa di inaspettato. Io stesso cercai per anni il documentario di Luciano Emmer sul <em>Miracolo di San Gennaro<\/em>; Emmer mi disse che non esisteva pi\u00f9, invece anni dopo \u00e8 stato ritrovato e proiettato. Succede che un ricercatore, girando in rete o in archivi stranieri, trovi film che credevamo perduti: \u00e8 successo recentemente con due documentari di Nicola Notari su Avellino e Ariano Irpino degli anni Dieci, trovati dopo un secolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il vero problema \u00e8 che a Napoli non c&#8217;\u00e8 una Cineteca. Per anni ho cercato di far creare un archivio, ma ogni volta che andavo a Bologna o a Pordenone (dove c&#8217;\u00e8 il Museo del Cinema Muto) mi dicevano: &#8220;Ma come, Napoli capitale del cinema viene a chiedere i film a noi?&#8221;. \u00c8 assurdo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Su <em>Testa per testa<\/em> la fortuna di trovare uno spezzone, un trailer o un articolo di stampa esiste sempre. Siamo degli archeologi: lavoriamo sui frammenti sperando che il movimento grosso di cinema che da Napoli andava in giro per il mondo ci restituisca, prima o poi, qualche altro pezzo di questo tempio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:clamp(18.959px, 1.185rem + ((1vw - 3.2px) * 1.15), 30px);\"><strong>Filmografia<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022 Amore selvaggio, con Luisella Viviani e Giovanni Grasso (alla Cines), 1912<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022 La catena d&#8217;oro&nbsp;(alla Cines), 1912<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022 Testa per testa&nbsp;(alla Partenope Films di Napoli), 1912<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022<strong><a href=\"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/?p=18021\"> La tavola dei poveri<\/a><\/strong>, di Alessandro Blasetti, con Leda Gloria, Mario Ferrari e Lina Bacci (alla Cines), 1932<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022 L&#8217;ultimo scugnizzo, di Gennaro Righelli, con Dria Paola, Vanna Vanni e Silvana Jachino (alla Juventus), 1938<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Nota bibiografica su Viviani e il cinema<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; ARGENTIERI M., &#8220;La tavola dei poveri&#8221; e la censura fascista, in AA.VV., Napoli, una citt\u00e0 nel cinema (Catalogo della Mostra tenuta a Napoli nel 1995), Napoli, Biblioteca Universitaria di Napoli, 1995, pp. 95-99.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; AUTERA L. (a cura di), Antologia di Bianco e Nero (1937-1943), Roma, Edizioni di Bianco e Nero, 1964, vol. IV, p. 238.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; BLASETTI A., Scritti sul cinema, a cura di Adriano Apr\u00e0, Venezia, Marsilio Editori, 1982, p. 289.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; BRUNETTA G. P., Cent&#8217;anni di cinema italiano, Roma-Bari, Laterza, 1991, pp. 134; 193; 194; 207.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; CARLUCCI D., Il film che raccont\u00f2 il Sud ribelle, &#8220;la Repubblica&#8221;, 19 giugno 2005.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; CIRASOLA N. (a cura di), Da Angelo Musco a Massimo Troisi. Il cinema comico meridionale, Bari, Dedalo, 1982, pp. 14; 15-18; 124.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Dizionario del cinema italiano. I film dal 1930 al 1944, prefazione di Orio Caldiron, Roma, Gremese editore, 1993, pp. 337; 367.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; FALDINI F. &#8211; FOFI G., L&#8217;avventurosa storia del cinema italiano, raccontata dai suoi protagonisti 1935-1959, Milano, Feltrinelli, 1979, p. 53, 85.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Filmlexicon degli autori e delle opere, Roma, Edizioni di Bianco e Nero, 1967, sub voce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; FUSCO G., Cinema, teatro, fascismo: &#8220;L&#8217;ultimo scugnizzo&#8221; di Raffaele Viviani, in Sullo scrittoio di Partenope. Studi teatrali da Mastriani a Viviani, a cura di Giuseppina Scognamiglio, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 2006, pp. 207-229.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; IACCIO P., <strong><a href=\"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/?p=18026\">Torna Viviani, ma senza voce<\/a><\/strong>, &#8220;Il Mattino&#8221;, 30 luglio 2005.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; LEZZA A., Nota introduttiva a La tavola dei poveri, in R. VIVIANI, Teatro, a cura di Antonia Lezza e Pasquale Scial\u00f2, introduzione di Goffredo Fofi, Napoli, Guida Editori, 1994, Vol. VI, pp. 363-366.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; LORI S., Viviani e il cinema, in AA. VV., Raffaele Viviani a venticinque anni dalla morte, Comitato per le celebrazioni di Raffaele Viviani nel XXV anniversario della morte Napoli, 1975, pp. 129-143.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Da Tot\u00f2 a Troisi. Napoli che ride, Roma, Newton &amp; Compton, 1996, pp. 9-12.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; MUSCIO G., <strong><a href=\"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/?p=18031\">Valentino e Viviani, segreti di un cinema perduto<\/a><\/strong>, &#8220;Il Manifesto&#8221;, 20 luglio 2005.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; PALMIERI E. F., Vecchio cinema italiano, a cura di Paolo Micalizzi, Vicenza, Neri Pozza Editore, 1994, pp. 23; 131.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; RAFFAELLI S, La lingua filmata. Didascalie e dialoghi nel cinema italiano, Firenze, Casa Editrice Le Lettere, 1992, pp. 89, 91, 155-156.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; SCIAL\u00d2 P., Cinematografi, Cinematograf\u00e0 fra musica e teatro, in S. MASI-M. FRANCO, Il mare, la luna, i coltelli. Per una storia del cinema muto napoletano, prefazione di Ugo Gregoretti, Napoli, Tullio Pironti Editore, 1988, pp. 181-206.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; VIVIVANI R., Film sonoro, in Id., Poesia,1931, p. 247-249<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Piazza Ferrovia, in Id., Teatro, a cura di Guido Davico Bonino, Antonia Lezza, Pasquale Scial\u00f2, Napoli, Guida editori, 1987, Vol. I, pp. 129-166.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:clamp(18.959px, 1.185rem + ((1vw - 3.2px) * 1.15), 30px);\"><strong>Il parallelo Viviani-Chaplin<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:10px\">a cura di Nunzia Acanfora <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il teatro di Raffaele Viviani \u00e8 un fenomeno decisamente originale ed atipico nel panorama teatrale internazionale al punto che i critici e gli storici del teatro hanno avuto difficolt\u00e0 nel decidere a quale genere ed in quale filone inserire la sua produzione teatrale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;arte vivianea di fare teatro \u00e8 stata accostata &#8211; come sottolinea Ferdinando Taviani &#8211; alla coppia Brecht-Weill, a Moli\u00e8re, a Gorkij, ai futuristi, a Dickens, a Cechov, a Dostoevskij, alla Commedia dell&#8217;Arte, a Belli, a Baudelaire, a Stanislavskij, a Mejerchold, a Karl Valentin, a Pirandello, a Ruzante ed a Goldoni. Ma il paragone pi\u00f9 adatto e significativo forse \u00e8 quello con il grande Charlie Chaplin, drammaturgo-attore-regista-musicista che, negli stessi anni, dar\u00e0 vita ad un genere cinematografico assolutamente innovativo, che pu\u00f2 essere considerato un grande omaggio al Music-hall, da cui Chaplin proveniva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per entrambi la musica svolge una funzione insostituibile, assumendo, rispetto al testo, una posizione non subordinata o decorativa, ma paritaria ed ugualmente espressiva; entrambi spesso attribuiscono alla musica anche il compito di caratterizzare le componenti essenziali di un personaggio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chaplin come Viviani appartiene a quella categoria di artisti classificati come &#8220;melodisti non trascrittori&#8221;, che pur non avendo una competenza musicale tecnica sono gli autori delle musiche. Infatti, anche se in tutt&#8217;altro contesto, Charlie Chaplin music\u00f2 gran parte dei suoi film avvalendosi delle collaborazioni, adattamenti e consulenze di musicisti quali Johnston e Raskin.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 opportuno ricordare che Ennio Flaiano individua delle significative analogie mettendo a confronto il capolavoro vivianeo La musica dei ciechi (1928) con il film di Chaplin Luci della citt\u00e0 (1931).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo film, frutto di un accurato ed esteso lavoro (la sua preparazione dur\u00f2 tre anni), Chaplin presenta un modo del tutto originale di impiegare la musica, basti pensare ad alcuni intelligenti effetti sonori usati in tale pellicola (i rumori incomprensibili che tengono il posto dei discorsi alla cerimonia d&#8217;inaugurazione del monumento; il fischietto che, inghiottito da Charlot, gli provoca un bizzarro singhiozzo).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E, sicuramente, la grande peculiarit\u00e0 de La musica dei ciechi, e del teatro vivianeo in generale, \u00e8 data proprio dalla presenza e dalla funzione particolarissima della musica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Nota bibiografica su Viviani-Chaplin<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">CHAPLIN C., La mia autobiografia, traduzione di Vincenzo Mantovani, Milano, Mondadori, 1964.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">FLAIANO E., &#8220;L&#8217;Europeo&#8221;, anno XXIII, n. 17, 27 aprile 1967.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">LEZZA A., Nota introduttiva a La musica dei ciechi, in R. VIVIANI, Teatro, a cura di Antonia Lezza, Guido Davico Bonino, Pasquale Scial\u00f2, Napoli, Guida Editori, 1991, Vol. V, p. 175.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">SCIAL\u00d2 P., Le musiche, in Teatro e drammaturgia a Napoli nel Novecento. Bracco, Viviani, Eduardo, Patroni Griffi, Napoli citt\u00e0 teatrale, &#8220;Misure Critiche&#8221;, Anno XIX, n. 70-71, gennaio-giugno 1989, p. 47.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">TAVIANI F., Raffaele Viviani inventa un teatro, in Uomini di scena, uomini di libro, Bologna, Il Mulino, 1995, p. 108, 115.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#sdfootnote1anc\" id=\"sdfootnote1sym\">1<\/a>Per un\u2019analisi dettagliata del complesso rapporto tra produzione artistica e apparati di controllo statale, si rimanda alla consultazione del volume P. Cavallo, P. Iaccio, L. Goglia, Cinema a passo romano. Trent&#8217;anni di fascismo sullo schermo (1934-1963), Napoli, Liguori, 2012.<br>Il testo risulta essenziale per ricostruire il clima di rigida censura e le narrazioni ufficiali imposte dal Ministero della Cultura Popolare, finalizzate alla costruzione di un&#8217;immagine dell&#8217;Italia virile, moderna e ordinata. In questo contesto, l&#8217;opera evidenzia come il regime abbia sistematicamente ostacolato la &#8220;verit\u00e0 dei bassi&#8221; e il realismo dolente portati in scena da Raffaele Viviani. La rappresentazione della miseria, della fame e delle contraddizioni sociali urbane era infatti considerata &#8220;anti-nazionale&#8221; e lesiva del decoro fascista.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#sdfootnote2anc\" id=\"sdfootnote2sym\">2<\/a>Nel sistema teatrale dell&#8217;epoca, la qualifica di &#8220;Compagnia Primaria&#8221; non costituiva un mero apprezzamento estetico, bens\u00ec uno statuto giuridico-professionale d&#8217;\u00e9lite. Essa certificava la massima caratura della formazione, garantendo l\u2019accesso privilegiato ai circuiti nazionali. Solo le compagnie primarie potevano ambire stabilmente ai cartelloni dei teatri di massimo prestigio nelle grandi metropoli. Lo Stato fascista utilizzava i finanziamenti come strumento di soft power. La nomina a capocomico di una compagnia primaria fungeva da barriera d&#8217;ingresso per il controllo della narrazione nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#sdfootnote3anc\" id=\"sdfootnote3sym\">3<\/a>Questo patrimonio \u00e8 stato ricostruito nel volume <em>Pionieri del cinema italiano. Le sceneggiature di Vincenzo e i film perduti di Eduardo Scarpetta,<\/em> dove sono state riportate molte sceneggiature di Vincenzo Scarpetta ritrovate tra le sue carte che si sono rivelate essere documenti ancora pi\u00f9 rari delle pellicole stesse. Cfr. P. Iaccio, M. B. Cozzi Scarpetta (a cura di), <em>Pionieri del cinema italiano. Le sceneggiature di Vincenzo e i film perduti di Eduardo Scarpetta<\/em>, Napoli, Liguori, 2016.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#sdfootnote4anc\" id=\"sdfootnote4sym\">4<\/a>A questo proposito risulta interessante rileggere quanto scriveva in una recensione dell\u2019epoca Enrico Roma (Cinema Illustrazione, 1933), il quale sottolineava come lo scenario del film risentisse del &#8220;difetto iniziale&#8221; della forma teatrale. Roma annotava: \u00abL&#8217;inesperienza cinematografica credo abbia costretto Blasetti, nel montaggio, a sopprimere molto metraggio recitato, accontentandosi di accenni\u00bb. Questa osservazione tecnica chiarisce definitivamente perch\u00e9 il Viviani cinematografico ci appaia oggi come un\u2019immagine parziale o &#8220;ridotta&#8221; rispetto alla potenza strabordante che aveva sul palcoscenico. Cfr. E. Roma, <em>La tavola dei poveri<\/em> , in \u00abCinema Illustrazione\u00bb, anno VIII, n. 6, 8 febbraio 1933, p.14.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#sdfootnote5anc\" id=\"sdfootnote5sym\">5<\/a>Il Professore Pasquale Iaccio chiarisce che il dinamismo della distribuzione internazionale del cinema italiano muto \u00e8 testimoniato da clamorosi recuperi d\u2019archivio avvenuti in contesti geograficamente remoti. Emblematici sono i casi di Vincenzo Scarpetta e Francesca Bertini: del primo, la National Library of Norway di Oslo ha restituito l&#8217;unica prova d\u2019attore completa sopravvissuta, <em>Il gallo nel pollaio<\/em> (1916), rinvenuta con didascalie in norvegese; della &#8220;diva&#8221; Bertini, \u00e8 stato invece recuperato in Brasile, presso la Cinemateca del MAM di Rio de Janeiro, il film <em>Mariute<\/em> (1918). Questi ritrovamenti non sono episodi isolati, ma confermano come l&#8217;industria cinematografica italiana dei primi due decenni del Novecento godesse di una capillarit\u00e0 globale tale da rendere le cineteche straniere i pi\u00f9 preziosi e insospettabili custodi del nostro patrimonio filmico nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#sdfootnote6anc\" id=\"sdfootnote6sym\">6<\/a>Proprio per rispondere a questa domanda di realismo identitario, esisteva una vera e propria agenzia di distribuzione e produzione, la <em>Dora Film of America<\/em>, con sede sulla 7th Avenue a New York. Questa filiale non fungeva solo da distributore, ma da vero &#8220;ponte visivo&#8221;: Nicola Notari realizzava quella che potremmo definire una \u00abcartolina visiva\u00bb di una Napoli che l\u2019estero gi\u00e0 consumava e mitizzava attraverso la sceneggiata e la canzone. Questi documentari venivano spesso prodotti &#8220;su commessa&#8221;: gli emigrati finanziavano le riprese dei propri borghi o delle celebrazioni religiose locali per poterle proiettare nei cinematografi di Little Italy, trasformando la pellicola in un rito di ricongiungimento fisico con la terra d&#8217;origine. In tale contesto, il realismo crudo dei documentari e la mimica \u00abferoce\u00bb di attori come Raffaele Viviani trovavano una sintesi perfetta: la fisicit\u00e0 esasperata della recitazione non era un limite tecnico del cinema muto, bens\u00ec un linguaggio universale e brutale, capace di comunicare l&#8217;anima di un popolo a un pubblico transoceanico che non aveva bisogno di traduzioni per riconoscere la propria terra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#sdfootnote7anc\" id=\"sdfootnote7sym\">7<\/a>La figura di Elvira Notari (1875-1946), fondatrice con il marito Nicola della <em>Dora Film<\/em>, rappresenta una fondamentale traccia di precursione del Neorealismo grazie a un\u2019estetica radicalmente ancorata alla realt\u00e0 dei vicoli napoletani. La sua cinematografia si distaccava dai drammi borghesi del tempo per prediligere storie di passioni popolari e cronaca dei &#8220;bassi&#8221;, utilizzando attori non professionisti e riprese in contesti urbani reali. Nonostante una produzione vastissima di oltre sessanta lungometraggi, il patrimonio cinematografico della Notari \u00e8 andato quasi interamente perduto a causa dell&#8217;ostracismo della censura fascista e del deterioramento fisico dei materiali. Ad oggi, sono disponibili solo tre titoli completi: <em>\u2019A Santanotte<\/em> (1922), <em>Piccerella<\/em> (1922) e <em>Napoli terra d\u2019amore<\/em> (1928), oltre al recupero di <em>Fantasia \u2019e surdate<\/em> (1927).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#sdfootnote8anc\" id=\"sdfootnote8sym\">8<\/a>Il film al quale si fa riferimento \u00e8 <em>1860. I Mille di Garibaldi<\/em>, diretto nel 1934. Alessandro Blasetti, rifiutando i canoni del cinema di regime e del divismo dell&#8217;epoca, scelse di ricostruire l&#8217;epopea garibaldina affidando i ruoli chiave ad attori non professionisti, tra cui veri pastori siciliani e contadini reclutati sul posto. Questa ricerca di una \u00abverit\u00e0 dei corpi\u00bb, unita all&#8217;uso del dialetto stretto e alla ripresa di paesaggi aspri e non ricostruiti in studio, ricollega la pellicola alla tradizione della \u00abcartolina visiva\u00bb e del documentario etnico di Nicola Notari. Come nella mimica universale di Viviani, anche in questo film la realt\u00e0 brutale del popolo diventa linguaggio cinematografico, trasformando i volti scavati dei pastori nei testimoni di un\u2019autenticit\u00e0 che anticipa di un decennio le rivoluzioni estetiche di Rossellini e De Sica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#sdfootnote9anc\" id=\"sdfootnote9sym\">9<\/a>Film del 1914, tratto dall&#8217;omonimo dramma di Roberto Bracco. L&#8217;opera \u00e8 unanimemente considerata dalla critica come la pi\u00f9 precoce e potente traccia di precursione del Neorealismo nel cinema italiano. Martoglio, operando una rottura radicale con le convenzioni dell&#8217;epoca, trasfer\u00ec la macchina da presa nei veri bassi napoletani, immergendo la narrazione in una \u00abverit\u00e0 brutale\u00bb fatta di luce cruda e scenari non ricostruiti. Il film stabil\u00ec un canone estetico fondato sul contrasto sociale e sull&#8217;osservazione diretta della miseria, tanto da essere utilizzato negli anni Trenta come modello didattico presso il Centro Sperimentale di Cinematografia. Tragicamente sottratto dalle truppe tedesche nel 1943 e oggi considerato perduto, resta una testimonianza di un&#8217;aspirazione al vero che, insieme alle tracce lasciate da Elvira Notari e Alessandro Blasetti, avrebbe trovato il suo compimento solo nel secondo dopoguerra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#sdfootnote10anc\" id=\"sdfootnote10sym\">10<\/a>Tra il 1914 e il 1915 Eduardo Scarpetta realizz\u00f2 cinque film, ma sono tutti andati perduti; tuttavia sappiamo che fu un&#8217;esperienza infelice a causa del fatto che la produzione lo costringeva in formule narrative non adatte alle sue opere. Cfr. P. Iaccio, M. B. Cozzi Scarpetta (a cura di), <em>Pionieri del cinema italiano&#8230;<\/em>, cit.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#sdfootnote11anc\" id=\"sdfootnote11sym\">11<\/a>Cfr. P. Iaccio, <em>Napoli d&#8217;altri tempi. La Campania dal cinema muto a \u00abPais\u00e0\u00bb<\/em>, Napoli, Liguori, 2014.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#sdfootnote12anc\" id=\"sdfootnote12sym\">12<\/a>A questo proposito il Professore Pasquale Iaccio sottolinea come questa &#8220;ossessione&#8221; per i panni stesi sia speculare e contraria a quella odierna, raccontando una curiosit\u00e0 legata al film &#8220;Mangia prega ama&#8221; (Eat Pray Love, 2010) diretto da Ryan Murphy. In quel caso, la produzione dovette pagare 50 euro ai residenti di Via dei Tribunali, dove fu girata una scena del film, per convincerli a stendere i panni fuori dalle finestre: ci\u00f2 che il fascismo voleva occultare perch\u00e9 considerato segno di arretratezza, in quella occasione viene artificialmente ricreato per soddisfare lo stereotipo &#8220;pittoresco&#8221; richiesto dal mercato internazionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:clamp(18.959px, 1.185rem + ((1vw - 3.2px) * 1.15), 30px);\"><strong>Omaggio a Viviani poeta <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:10px\">a cura di Antonella Massa<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La morte di Viviani fu annunciata dai microfoni della radio da Silvio D&#8217;Amico; lui se ne andava ma il suo ricordo, vivo e pulsante, restava nella mente di chi lo aveva amato. Sui giornali si leggeva: Un grande attore scomparso, L&#8217;arte napoletana in lutto, E&#8217; morto Raffaele Viviani, a testimonianza della perdita di un grande attore-autore di quel tempo &#8220;lui se ne va &#8211; scriveva Emilio Tedeshi &#8211; e noi vogliamo tenerci nell&#8217;intimo il ricordo del suo volto mezzo plebeo e mezzo nobile, della sua voce soave, o appassionata, o aspra, del suo gestire che punteggiava meravigliosamente le frasi, alla luce della ribalta. Il suo posto rimarr\u00e0 vuoto forse per troppo tempo; forse, anche per sempre&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa stessa sensazione la provava Mario Stefanile, che am\u00f2 ricordare Viviani nell&#8217;ultima notte in cui lo vide recitare in redazione: &#8220;Fu una notte d&#8217;estate l&#8217;ultima volta che Raffaele Viviani sal\u00ec in redazione e, nella stanza di Nazzaro, improvvisamente troncato a mezzo un discorso sul teatro, cominci\u00f2 a inventare le mille creature di Napoli, rifacendone le voci con la sua voce: roca e disperata, arsa e tetra, furente e appassionata. Nazzaro si stringeva in s\u00e9 come in un suo freddo subitaneo, io chiudevo gli occhi e avrei voluto anche il cuore chiudere, qualcuno scappava via dalla stanza, certo per non scoppiare in singhiozzi: e Raffaele Viviani, snodandosi dalla sua sedia, movendo intorno il capo come un cieco che cerca il sole o un agonizzante che chiede l&#8217;aria che gli manca, s&#8217;alzava in piedi, a braccia ciondoloni lungo i fianchi sempre pi\u00f9 alto, sempre pi\u00f9 antico, sempre pi\u00f9 leggendario era nella notte d&#8217;estate il venditore d&#8217;olive, il venditore di gamberi, il venditore di cocomeri, era Napoli quando si alza nelle notti della sua vita e canta frutti e cibi, calma la fame degli abitanti con la sua stessa nenia di tremila anni fa, avvia al sonno le creature dei vicoli e dei larghi, delle calate e dei fondaci. Poi, s&#8217;interruppe di colpo, si guard\u00f2 intorno smarrito, rise, se ne and\u00f2 via, rigido ed impettito, rasentando le pareti scomparve. Cominciava cos\u00ec ad andar via per sempre, cantando con la sua voce bruciata e straziante di dolcezza, lasciandoci nello scrigno della memoria, in un enorme silenzio di notte napoletana, le voci delle mille creature che di volta in volta egli fu, e restando in ognuna s\u00e9 stesso, l&#8217;uccello di fuoco del nostro teatro, del teatro di ogni tempo e di ogni terra, il miracolo in terra di un&#8217;esplosione di vita che non si rinnover\u00e0 mai pi\u00f9&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il ricordo di VIviani, vivi nel cuore e nella mente di chi lo ha conosciuto, sono d&#8217;inestimabile valore, ma soprattutto a distanza di anni rappresentano, per noi che non abbiamo avuto la fortuna di vederlo mai recitare, una testimonianza vera ed autentica di un uomo che non \u00e8 mai scomparso del tutto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La morte, infatti, trascin\u00f2 via il corpo di Viviani che &#8220;seppe afferrare i suoi giorni, nell&#8217;Arte e nella Vita, poich\u00e9 quasi presagiva che un giorno tutto sarebbe finito in vortici di sangue e di miseria&#8221;, ma &#8220;tutti quanti che l&#8217;udimmo, siamo rimasti (oggi che \u00e8 scomparso dalla terra) con la Sua presenza e la Sua voce straviva in noi&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I suoi versi &#8211; continua Buzzi &#8211; &#8220;furono dei lembi di vita, immersi nel circuito delle anime. I manifantasmi, li accompagnava con dei gesti plastici alla Gemito. Gli accenti del poeta si trasfondevano, cos\u00ec, in quelli delle sue creature&#8221;, cos\u00ec che chi lo ascoltava riusciva, per un miracolo mistico, a penetrare &#8220;nel tipico arcano di quella cara gente pittoresca, ritrovandola nella parola e nel gesto del poeta dicitore, proprio cos\u00ec come la natura e la leggenda e la storia l&#8217;hanno creata&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:clamp(18.959px, 1.185rem + ((1vw - 3.2px) * 1.15), 30px);\"><strong>Cronologia delle opere teatrali <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:10px\">a cura di Nunzia Acanfora <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>-1917 <a href=\"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/wp-admin\/post.php?post=17758&amp;action=edit\">Il vicolo (Commedia in un atto)<\/a><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; 1918 Via Toledo di notte (Commedia in un atto)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; 1918 Piazza Ferrovia (Commedia in un atto)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>&#8211; 1918 <a href=\"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/wp-admin\/post.php?post=17762&amp;action=edit\">Scugnizzo &#8211; Via Partenope (Commedia in un atto)<\/a><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; 1918 Scalo Marittimo (Commedia in un atto)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; 1918 Porta Capuana (Commedia in un atto)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; 1918 Osteria di campagna (Commedia in un atto)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; 1918 Piazza Municipio (Commedia in due atti)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; 1919 Borgo Sant&#8217;Antonio (Commedia in due atti)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; 1919 Caff\u00e8 di notte e giorno (Commedia in un atto)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; 1919 Eden Teatro (Impressioni in due atti)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; 1919 Santa Lucia Nova (Commedia in due atti)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; 1919 La Marina di Sorrento (Commedia in un atto)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; 1919 Festa di Piedigrotta (Sagra popolare in due atti)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; 1920 La Boh\u00e8me dei comici (Commedia in un atto)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; 1920 Lo sposalizio (Commedia in due atti)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; 1921 Campagna napoletana (Commedia in due atti)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; 1922 Circo equestre Sgueglia (Commedia in tre atti)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; 1922 Fatto di cronaca (Commedia in tre atti)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; 1923 Don Giacinto (Commedia in un atto)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; 1924 La figliata (Commedia in due atti)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; 1925 I pescatori (Dramma in tre atti)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; 1926 Zingari (Tragedia in tre atti)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; 1926 Napoli in frac (Commedia in tre atti)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; 1926 L&#8217;Italia al Polo Nord (Commedia in in due atti)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; 1927 Tre amici, un soldo (Commedia in tre atti)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; 1927 Putiferio (Commedia in tre atti)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; 1928 La festa di Montevergine (Rappresentazione in tre atti)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>&#8211; 1928 <a href=\"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/wp-admin\/post.php?post=17764&amp;action=edit\">La musica dei ciechi (Commedia in un atto)<\/a><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; 1928 Vetturini da nolo (Commedia in un atto)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; 1928 La morte di Carnevale (Commedia in tre atti)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; 1929 Nullatenenti (Commedia in tre atti)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; 1930 Don Mario Augurio (Commedia in tre atti)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; 1930 Il mastro di forgia (Commedia in tre atti)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; 1932 Il guappo di cartone (Commedia in tre atti)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>&#8211; 1932 <a href=\"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/wp-admin\/post.php?post=17766&amp;action=edit\">L&#8217;ultimo scugnizzo (Commedia in tre atti)<\/a><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; 1933 I vecchi di San Gennaro (Commedia in tre atti)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>&#8211; 1933 <a href=\"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/wp-admin\/post.php?post=17768&amp;action=edit\">L&#8217;ombra di Pulcinella (Commedia in due atti)<\/a><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; 1933 L&#8217;imbroglione onesto (Commedia in tre atti)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; 1935 Mestiere di padre (Commedia in tre atti)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; 1935 L&#8217;ultima Piedigrotta (Commedia folkloristica musicale in tre atti)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; 1936 Quel tipaccio di Alfonso (Commedia in un atto)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; 1936 La tavola dei poveri (Commedia in tre atti)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; 1937 Padroni di barche (Commedia in tre atti)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; 1939 La commedia della vita (Commedia in tre atti)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Muratori (Commedia in tre atti)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; I Dieci Comandamenti (Decalogo in due tempi)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:clamp(18.959px, 1.185rem + ((1vw - 3.2px) * 1.15), 30px);\"><strong>Bibliografia dell\u2019autore<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; VIVIANI Raffaele, Dalla vita alle scene, Bologna, Cappelli, 1928.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., A festa &#8216;e Montevergine, in &#8220;Rivista di Commedie&#8221;, Anno XIII, n. 50, fasc.1, marzo 1930, pp. 5-14.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Tavolozza, Milano, Mondadori, 1931.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Napoli tascabile (serenata per pianoforte), in &#8220;Comoedia&#8221;, Anno XIII, n. 10, ottobre-novembre 1931, pp. 10-11.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., &#8216;O fatto &#8216;e cronaca, Napoli, Guida, 1934.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., &#8230; e c&#8217;\u00e8 la vita, Prefazione di Alberto Spaini, Napoli, Editrice Rispoli Anonima, 1940.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., La tavola dei poveri, in &#8220;Sipario&#8221;, Anno IX, n. 100-101, agosto-settembre 1954, pp. 43-61.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Poesie, a cura di Vasco Pratolini e Paolo Ricci, Firenze, Vallecchi, 1956.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Viviani. Trentaquattro commedie scelte da tutto il teatro di Raffaele Viviani, a cura di Lucio Ridenti, introduzione di Eligio Possenti e saggio La commedia umana di Napoli di Vito Pandolfi, Torino, ILTE, 1957, 2 voll.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Tuledo &#8216;e notte, &#8216;O fatto &#8216;e cronaca, La musica dei ciechi, in Teatro napoletano, a cura di Giulio Trevisani, Bologna, Guanda, 1957, pp. 200-336.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Raffaele Viviani, opere teatrali: Scalo Marittimo, Campagna napoletana, Pescatori, L&#8217;Ultimo scugnizzo, &#8211; L&#8217;imbroglione onesto, Muratori, I dieci comandamenti, con un ricordo di Eduardo De Filippo e il saggio La commedia umana di Napoli di Vito Pandolfi, traduzione di N. Tomascevskogo, Mosca, Biblioteca drammaturgica &#8211; Arte, 1962.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., La festa di Montevergine, con saggi di C. Mazza e C. Trabucco, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 1963.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Voci e canti, Napoli, Guida, 1972.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Dalla vita alle scene, ristampa con l&#8217;aggiunta dei Numeri di Variet\u00e0, Napoli, Guida, 1977.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Circo Equestre Sgueglia, a cura di Eldo Bellingeri, Roma, Officina Edizioni, 1978.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Poesie, Introduzione di Vittorio Viviani, Napoli, Guida editori, 1981.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Dalla vita alle scene, Napoli, Guida editori, 1988.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Poesie, Introduzione di Vittorio Viviani, Organizzazione dei testi a cura di Luciana Viviani e Giuliano &#8211; Longone Napoli, Guida editori, 1990.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Teatro, a cura di Guido Davico Bonino, Antonia Lezza, Pasquale Scial\u00f2, Napoli, Guida editori, 1987-1991, 5 voll; vol. VI a cura di Antonia Lezza e Pasquale Scial\u00f2, Introduzione di Goffredo Fofi, Napoli, Guida editori, 1994.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., I capolavori, a cura di Antonia Lezza, prefazione di Roberto De Simone, con una nota musicale di Pasquale Scial\u00f2, Napoli, Guida editori, 1992.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Toledo by night (Via Toledo di notte), Prose and Verse Translated by Martha King, in 20th Century Italian Drama: An Anthology the first fifty years, edited by Jane House and Antonio Attisani, New York, Columbia University Press, 1995, pp. 62-176.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Quai d&#8217;Embarquement. La musique des aveugles (Scalo Marittimo, La musica dei ciechi), pr\u00e9face Franca Angelini, textes fran\u00e7ais et notes Valeria Tasca, postface Antonia Lezza, Paris, Dramaturgie, 1996.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., I dieci comandamenti, presentazione di Mario Martone, postfazione di Giulio Baffi, Napoli, Alfredo Guida editore, 2000.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Canti di scena, a cura di Pasquale Scial\u00f2, Napoli, Guida &#8211; Simeoli, 2006.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., &#8216;E zingare, Napoli, Guida, 2006.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Poesie, a cura di Antonia Lezza, Napoli, Guida editore, 2010.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., L&#8217;imboscato, versi e musica di Raffaele Viviani, Napoli, Casa Editrice Italiana E. Gennarelli, s. d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., L&#8217;Amico delle donne, macchietta, creazione dell&#8217;artista Raffaele Viviani, musica di S. Capaldo, Napoli, Casa Editrice L&#8217;Allegria, s. d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Strofette della guerra, versi di Raffaele Viviani, musica di N. Moleti, Napoli, Casa Editrice Italiana E. Gennarelli, s. d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Quanno jarraie a spus\u00e0 ! &#8230;, versi di C. De Flaviis e Raffaele Viviani, musica di E. Lanzetta, Napoli, Casa Editrice Nobile, s.d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id.,10 commedie: la corda sociale, a cura di Valentina Venturini e Giuliano Longone Viviani, Napoli, Guida Editori, 2019.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Dalla vita alle scene, prefazione di Armando Pugliese, Roma, Succedeoggi libri, 2021.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:clamp(18.959px, 1.185rem + ((1vw - 3.2px) * 1.15), 30px);\"><strong>Bibliografia critica<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; AA. VV., Onoranze a Raffaele Viviani, Citt\u00e0 di Castellammare di Stabia ed Azienda di cura soggiorno e turismo, 1959.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; AA. VV., Onoranze a Raffaele Viviani, Comune di Napoli, Napoli, Fausto Fiorentino editore, 1960.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; AA. VV., Centenario della nascita di Raffaele Viviani, a cura di F. Amodio, Cooperativa di Teatro C. A. T. di Castellammare di Stabia, Assessorato alla promozione culturale di Castellammare di Stabia, 1988.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; AA. VV., Incontri di studio sull&#8217;opera di Raffaele Viviani, Quaderni\/1, Napoli, Cooperativa Gli Ipocriti\/Edizioni Lan, 1988.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; AA. VV., Raffaele Viviani a Venticinque anni dalla morte. Comitato per le celebrazioni di Raffaele Viviani nel XXV anniversario della morte, Napoli, 1975.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; AA. VV., Paolo Ricci. Opere dal 1926 al 1974 (Catalogo), Napoli, Electa Napoli, 1987.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; AA. VV., Dossier Viviani, in &#8220;Ridotto&#8221;, Anno XXIV, nn. 1-2, febbraio-marzo 1990, pp. 3-11.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; AA. VV., Viviani e Eduardo (interventi ed articoli vari), in &#8220;La porta aperta&#8221;, Bimestrale del Teatro di Roma, diretto da Mario Martone, novembre-dicembre 2000.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; AA. VV., Storia del teatro moderno e contemporaneo. Avanguardie e utopie del teatro. Il Novecento, diretta da Roberto Alonge e Guido Davico Bonino, Torino, Einaudi, 2001, Vol. III, p. 620; 690.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; ACAMPORA A., Luisella Viviani. Centoventi anni dalla nascita, Castellammare di Stabia, Nicola Longobardi Editore, 2005.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; ANDRIA M. (a cura di), Viviani (Catalogo della mostra Viviani: immagini di scena), Napoli, Tullio Pironti editore, 2001.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; ANGELINI F., Il teatro del Novecento. Dal grottesco a Dario Fo, in Letteratura italiana. Il Novecento, Bari, Laterza, 1976, Vol. IX, tomo I, pp. 471-482.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Teatro e spettacolo nel primo Novecento, Roma-Bari, Laterza, 2004, pp. 52-54; 92-94; 101-102.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., L&#8217; attore \u00e8 solo: nel Variet\u00e0, in Il teatro italiano dal Naturalismo a Pirandello, a cura di Alessandro Tinterri, Bologna, Il Mulino, 1990, pp. 265-277.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Teatri moderni, in Letteratura italiana. Teatro, musica, tradizione dei classici, diretta da Alberto Asor Rosa, Torino, Einaudi, 1986, Vol. VI, p. 152; 157; 170; 214.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Teatro e spettacolo nei secoli XVIII-XX, in Roma splendidissima e magnifica. Luoghi di spettacolo a Roma dall&#8217;Umanesimo ad oggi (Catalogo della Mostra 24 settembre 1997 &#8211; 20 gennaio 1998, Roma, Acquario Romano), Milano, Electa, 1997, p. 54.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Viviani, angelica macchietta e Voci, in Rasoi. Teatri napoletani del &#8216;900, Roma, Bulzoni, 2003, pp. 79-85.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; ALIFUOCO G., COTTICELLI F. (a cura di), <em>L\u2019archivio Raffaele Viviani\/ Testimonianze. Giuliano Longone Viviani<\/em>, in <em>Napoli in scena. Documenti e immagini dalle raccolte teatrali della Biblioteca nazionale di Napoli<\/em>, Napoli, Artem srl, 2022, pp. 122-149.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; AMEDEO G., Raffaele Viviani: fortune e sfortune d&#8217;un grande autore-attore, Napoli, Guida, 2017.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; ANGELINI F. &#8211; MADRIGNANI C. A., Cultura narrativa e teatro nell&#8217;et\u00e0 del Positivismo, Roma-Bari, Laterza, 1996, p. 193; 200.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; ANTONUCCI G., Cronache del teatro futurista, Roma, Edizioni Abete, 1975, pp. 15-16; 52.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; ARGENTIERI M., La tavola dei poveri e la censura fascista, in AA.VV., Napoli, una citt\u00e0 nel cinema (Catalogo della Mostra tenuta a Napoli nel 1995), Napoli, Biblioteca Universitaria di Napoli, 1995, pp. 95-99.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; ARIANI M. &#8211; TAFFON G., Scritture per la scena. La letteratura drammatica nel Novecento italiano, Roma, Carocci, 2001, pp. 102-115.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; ASSANTE DEL LECCESE M. &#8211; BURZO V., L&#8217;ultimo Scugnizzo. Il teatro di Raffaele Viviani a fumetti, Napoli, Marotta e Cafiero, 2017.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; AUTERA L. (a cura di), Antologia di Bianco e Nero 1937-1943, Roma, Edizioni di Bianco e Nero, 1964, Vol. IV, p. 238.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; BAFFI G., Il Centenario della nascita di Viviani e gli &#8220;Incontri di studio&#8221;, in Teatro e drammaturgia a Napoli nel Novecento. Bracco, Viviani, Eduardo, Patroni Griffi, Napoli citt\u00e0 teatrale, &#8220;Misure Critiche&#8221;, Anno XIX, n. 70-71, gennaio-giugno 1989, pp. 67-70.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; BARSOTTI A., Da &#8221; &#8216;O vico&#8221; a &#8221; &#8216;O Buvero &#8216;e Sant&#8217;Antonio&#8221;, in &#8220;Ariel&#8221;, n. 3, 1988.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; BLASETTI A., Scritti sul cinema, a cura di Adriano Apr\u00e0, Venezia, Marsilio Editori, 1982, p. 289.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; BLASI G., In casa Viviani, in Teatro e drammaturgia a Napoli nel Novecento. Bracco, Viviani, Eduardo, Patroni Griffi, Napoli citt\u00e0 teatrale, cit., pp. 41-44.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; BRIOSCHI F. &#8211; DI GIROLAMO C. (a cura di), Manuale di letteratura italiana. Storia per generi e problemi. Dall&#8217;Unit\u00e0 d&#8217;Italia alla fine del Novecento, Torino, Bollati Boringhieri, 1996, Vol. IV, pp. 1031-1033.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; BRUNETTA G. P., Cent&#8217;anni di cinema italiano, Roma-Bari, Laterza, 1991, p. 134; 193; 194; 207.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; CANGIULLO F., Don Rafele era con noi, in Id., Addio mia bella Napoli, Firenze, Vallecchi editore, 1955, pp. 174-180.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Viviani, in Id., Le novelle del variet\u00e0, Napoli, Richter, 1938, pp. 105-109.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; CANTONI P., Mari&#8217;&#8230; Rafe&#8217;&#8230; Raffaele Viviani. Lettere alla moglie Maria (1929 e 1940-43), Reggio Calabria, Edizioni del Sole, 2010.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; CARUSO L., Raffaele Viviani o del teatro totale, in &#8220;Dimensioni&#8221;, VII, 22 marzo 1982, pp. 13-24.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; CERBASI D., Italiano e dialetto nel teatro napoletano : uno studio su Eduardo Scarpetta, Raffaele Viviani ed Eduardo, Roma, Nuova cultura &lt;Roma&gt;, 2010.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; CIRASOLA N. (a cura di), Da Angelo Musco a Massimo Troisi. Il cinema comico meridionale, Bari, Dedalo, 1982, pp. 14; 15-18; 124.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; COMPAGNONE L., Viviani, canto corale, in &#8216;Nferta napoletana, Napoli, 1974, pp. 25-30.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; CORSI M., Maschere e volti sul palcoscenico e in platea, prefazione di Luigi Chiarelli, Milano, Casa Editrice Meschina, 1942, pp. 187-195.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; COSTANZO G. B., Un posto per Viviani, in Teatro e drammaturgia a Napoli nel Novecento. Bracco, Viviani, Eduardo, Patroni Griffi, Napoli citt\u00e0 teatrale, cit., pp. 37-40.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; COTTICELLI F., Appunti sul caso Viviani, in Teatro e Fascismo, &#8220;Ariel&#8221;, Anno VIII, n. 2-3, maggio-dicembre 1993, pp. 281-287.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Folgorazioni. Intorno a &#8220;I Dieci Comandamenti&#8221; di Raffaele Viviani, in Sullo scrittoio di Partenope. Studi teatrali da Mastriani a Viviani, a cura di Giuseppina Scognamiglio, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 2006, pp. 255-273.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; D&#8217;AMICO S., Viviani, in Id., Tramonto del grande attore, Firenze, la Casa Usher, 1985, pp. 89-91.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Storia del teatro drammatico, Milano-Roma, Rizzoli, 1940, Vol. IV, p. 330; 437.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Storia del teatro drammatico, edizione ridotta a cura di Alessandro D&#8217;Amico, Milano, Garzanti, 1960, Vol. II, p. 327.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; D&#8217;ASCOLI F., Raffaele Viviani, in Letteratura Dialettale Napoletana. Storia, Napoli, Adriano Gallina editore, 1996, pp. 284-288.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; DE ANGELIS R., Caff\u00e8 concerto. Memorie di un canzonettista, Milano, Edizioni S.A.C.S.E., 1940, pp. 220-222; 225; 262; 263; 267; 274; 294.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Storia del Caf\u00e9-chantant, Milano, Il Balcone, 1946, pp. 94-97; 114; 137.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Caf\u00e9-Chantant. Personaggi e interpreti, a cura di Stefano De Matteis, Firenze, la Casa Usher, 1984, pp. 81-89.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; DE FILIPPO P., Raffaele Viviani, in Id., Strette di mano, Napoli, Marotta, 1974, pp. 193- 199.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; DE MATTEIS S., Senza famiglia: storie di vicolo, in Id., Lo specchio della vita. Napoli: antropologia della citt\u00e0 del teatro, Bologna, Il Mulino, 1991, pp. 179-198.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; DE PAOLIS A., L&#8217;umorismo amaro di Raffaele Viviani, in Forme del ridere. Studi di letteratura italiana, a cura di Pasquale Guaragnella, Lecce, Pensa MultiMedia Editore, 2007, pp. 241-262.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; DI MASSA S., Storia della canzone napoletana dal &#8216;400 al &#8216;900, Napoli, Fausto Fiorentino editore, 1961, p. 267; 342.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; DI NAPOLI I. &#8211; MONTELLA A. (a cura di), Vent&#8217;anni di Teatro Nuovo. Memoria ribelle, Napoli, AGN, 2001, pp. 84-87.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; FALDINI F. &#8211; FOFI G., L&#8217;avventurosa storia del cinema italiano, raccontata dai suoi protagonisti 1935-1959, Milano, Feltrinelli, 1979, p. 43; 85.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; FANO N., Tessere o non tessere. I comici e la censura fascista, Firenze, Liberal, 1999, p. 11; 12; 50; 122; 123; 126.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Le maschere italiane, Bologna, Il Mulino, 2001, p. 85; 126; 140; 142; 152; 167; 187.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; FERRARA A. &#8211; RAGONE O. &#8211; SANNINO C., Gran Teatro Viviani. Attualit\u00e0 e memoria a 75 anni dalla morte, Supplemento al quotidiano \u00abla Repubblica\u00bb (collana Novanta Venti), Torino, GEDI NEWS NETWORK S.p.a., 2025.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; FERRONE S. &#8211; MEGALE T., Il teatro, in Storia della letteratura italiana. Il Novecento, diretta da Enrico Malato, Roma, Salerno Editrice, 2000, Vol. IX, pp. 1402-1404.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; FIOCCO A., L&#8217;Italia: dal Verismo a Pirandello, in Teatro universale dal Naturalismo ai giorni nostri, Bologna, Cappelli editore, 1963, pp. 226-230.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; FIORE E., Mar del teatro. Uno sguardo mediterraneo su vent&#8217;anni di spettacoli. Interventi di Mario Martone, Enzo Moscato, Maurizio Scaparro, Napoli, Tullio Pironti editore, 1999.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; FOFI G., Un grande del Novecento, in &#8220;Linea d&#8217;ombra&#8221;, VI, 26, 1988.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Id., La grande recita, Introduzione di Vittorio Dini, Napoli, Colonnese, 1990, pp. 26-34.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; FRASCANI F., Quel giorno in cui Viviani abbracci\u00f2 Eduardo, in &#8220;Cinema nuovo, Anno XXXIV, n. 4-5, agosto-ottobre 1985, pp. 24-29.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; FUSCO G., Cinema, teatro, fascismo: &#8220;L&#8217;ultimo scugnizzo&#8221; di Raffaele Viviani, in Sullo scrittoio di Partenope. Studi teatrali da Mastriani a Viviani, cit., pp. 207-229.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; GAMBACORTA L., Viviani, in &#8220;Sipario&#8221;, n. 460-461, settembre-ottobre 1986, pp. 50-52.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; GERON G., Raffaele Viviani &#8220;Anema &#8216;e core&#8221; di Napoli, in &#8220;Sipario&#8221;, luglio-agosto 1997, n. 578-579, pp. 28-29.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; GHIRELLI A., Napoli italiana. La storia della citt\u00e0 dopo il 1860, Einaudi, Torino, 1977, p. 168; 219-221; 283-284.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Raffaele Viviani, in Id., Un secolo di risate con Eduardo, Tot\u00f2 e gli altri, Cava de&#8217; Tirreni, Avagliano, 2004, pp. 49-60.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; GHIRELLI A. &#8211; MILLO A. (a cura di), Io, Raffaele Viviani, Napoli, Bellini, 1999.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; GIAMMATTEI E., La cultura della regione &#8220;napolitana&#8221;. I modelli, le forme, i temi, in La Campania. Storia d&#8217;Italia. Le regioni dall&#8217;Unit\u00e0 a oggi, a cura di Paolo Macry e Pasquale Villani, Torino, Einaudi, 1990, pp. 793-839.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; GIGLIO R., Letteratura delle regioni d&#8217;Italia. Storia e testi: Campania, Brescia, La Scuola, 1988, pp. 68-69; 302-310.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; GRANO E., Pulcinella e Sciosciammocca. Storia di un teatro chiamato Napoli, Napoli, A. Berisio, 1974, p. 102; 133; 135.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; GRIBAUDI G., Donne, uomini, famiglie. Napoli nel Novecento, Napoli, L&#8217;ancora del Mediterraneo, 1999, pp. 13-14; 62-65.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; IACCIO P., L&#8217;intellettuale intransigente. Il fascismo e Roberto Bracco, Napoli, Guida editori, 1992, pp. 19; 29; 111; 168-171; 190.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; LANCELLOTTI A., I signori del riso, Roma, P. Maglione, s.d., pp. 211-226.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; LEPARULO W. E., Raffaele Viviani: momenti del teatro napoletano, Pisa, Giardini, 1975.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; LEPRE A. (a cura di), La guerra immaginata. Teatro, canzone e fotografia (1940-1943), Napoli, Liguori, 1989, p. 52; 79.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; LEZZA A., Sul teatro di Raffaele Viviani, in &#8220;Misure critiche&#8221;, Anno XIV, n. 52-53, luglio-dicembre, 1984, pp. 79-89.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Renato Simoni, critico teatrale del &#8220;Corriere della Sera&#8221;. Le recensioni al teatro di Raffaele Viviani, in La cultura italiana negli anni &#8217;30-&#8217;45. Omaggio ad Alfonso Gatto (Atti del Convegno di Salerno, 21-24 aprile 1980), Napoli, ESI, 1984, pp. 873-883.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., L&#8217;edizione del teatro di Raffaele Viviani, in Teatro e drammaturgia a Napoli nel Novecento. Bracco, Viviani, Eduardo, Patroni Griffi, Napoli citt\u00e0 teatrale, cit., pp. 31-35.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Realt\u00e0 e realismo nel teatro di Raffaele Viviani, in Humanitas e poesia: studi in onore di Gioacchino Paparelli, a cura di Luigi Reina, Pubblicazioni dell&#8217;Istituto di lingua e letteratura italiana dell&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Salerno, Salerno, Laveglia, 1990, tomo II, pp. 931-943.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Tra letteratura e teatro dell&#8217;emigrazione: Viviani &#8220;sociologo&#8221; di Napoli, in Il Meridione nella letteratura ed emigrazione, a cura di Sebastiano Martelli e Mario B. Mignone, in &#8220;Forum Italicum&#8221;, vol. 27, n.1-2, Spring-Fall 1993, pp. 83-101.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Impegno meridionalistico e ricerca sociale in &#8220;Zingari&#8221; di Raffaele Viviani, in &#8220;Proposte Molisane. Quaderni di studio &amp; ricerche sul Molise e sul Mezzogiorno&#8221;, Campobasso, Edizioni Enne, Anno I, maggio-agosto 1982, n. 2, pp. 189-193.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Il teatro di Viviani: lingua, dialetto, gergo, in Lingua e dialetto nella tradizione letteraria italiana (Atti del Convegno di Salerno, 5-6 novembre 1993), Roma, Salerno Editrice, 1996, pp. 537-551.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Finalmente Viviani, in &#8220;STILB&#8221;, Anno II, gennaio-febbraio 1982.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Teatro dell&#8217;emigrazione. Indagini e contributi, in Il sogno italo-americano, Introduzione di Carmine Di Biase, Napoli, CUEN, 1998, pp. 183-205.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Viviani, genio &#8220;difficile&#8221;, in Un secolo di Teatro Napoletano (1900-2000), a cura di Davide Barba e Delia Morea, &#8220;Nord e Sud&#8221;, Anno XLVII, n. 5, settembre-ottobre 2000, pp. 80-88.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Raffaele Viviani, in Encyclopedia of Italian Literary Studies, general editor Gaetana Marrone, editors Paolo Puppa and Luca Somigli, New York &#8211; London, Routledge Taylor &amp; Francis Group, 2006, vol. II, pp. 2013-2016.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Da Petito ad Eduardo. Dal testo alla scena, in Lingua e lingue nel teatro italiano, a cura di Paolo Puppa, Roma, Bulzoni, 2007, pp. 213-242.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Viviani \u00e8 grande: rappresentiamolo, in &#8220;Atti &amp; Sipari&#8221;, n. 7, ottobre 2010, pp. 8-14.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Raffaele Viviani, in AMAtI &#8211; Archivio Multimediale degli Attori Italiani, diretto da Siro Ferrone, Firenze, Firenze University Press, 2012.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Viviani e gli altri. Scarpetta, Eduardo, Pirandello, in Gli Scarpetta e i De Filippo una famiglia di artisti, a cura di Giuseppina Scognamiglio e Pasquale Sabbatino, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 2014, pp. 227-248.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Viviani and the others: Scarpetta, Pirandello, and Eduardo and Peppino De Filippo, in &#8220;Forum Italicum&#8221;, Vol. 48, n. 3, novembre 2014, pp. 562-582.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Viviani &#8211; Eduardo: modelli e poetiche, in F. Cotticelli, Eduardo. Modelli compagni di strada e successori, Napoli: CLEAN edizioni, 2015, pp. 21-33.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Ritorno a Viviani poeta, in (a cura di) A. Lezza, F. Caiazzo, E. Ferrauto, Antologia teatrale: atto secondo, Napoli, Liguori, 2021, pp. 91-132.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Un esempio di tradinvenzione: \u00abMirabilia Circus\u00bb di Moscato, in Maxence Lureau, Mondes narratifs et normatifs entre la parole et l\u2019image, introduzione di Gius Gargiulo, Parigi, le R\u00e9v\u00e9rend, 2021, pp. 98-124.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; LEZZA A. &#8211; SCIAL\u00d2 P., Viviani. L&#8217;autore, l&#8217;interprete, il cantastorie urbano, Napoli, Colonnese, 2000.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; LEZZA A. &#8211; SCIAL\u00d2 P. (a cura di), Raffaele Viviani. Teatro, poesia e musica, Napoli, CUEN, 2003.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; LIMONCELLI M., Cadenze dialettali, Milano, Edizioni Curci, 1963, pp. 67-72.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; LONGONE G., VENTURINI V., 10 commedie : la corda sociale, Napoli, Guida, 2019.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Dalla vita alle scene : (1888-1947), Bari, Edizioni di Pagina, 2024.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; LORI S., Il Variet\u00e0 a Napoli. Da Viviani a Tot\u00f2, da Pasquariello a De Vico, Roma, Newton &amp; Compton, 1996, pp. 8-10; 17; 44.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Da Tot\u00f2 a Troisi. Napoli che ride, Roma, Newton &amp; Compton, 1996, pp. 9-12.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; MACOR C. &#8211; ZAGARIA C., Scalo Marittimo. Il teatro di Raffaele Viviani a fumetti, Napoli, Marotta e Cafiero, 2017.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; MANFERLOTTI S., Rime petrose. I &#8220;songs&#8221; di Raffaele Viviani, in Sullo scrittoio di Partenope. Studi teatrali da Mastriani a Viviani, cit., pp. 231-253.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; MANGINI M., Viviani, in Il Caf\u00e8 chantant, Napoli, Ludovico Greco editore, 1967, pp. 141-145.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; MARTELLI S., Letteratura contaminata. Storie, parole, immagini tra Ottocento e Novecento, Salerno, Pietro Laveglia editore, 1994, p. 180; 244.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; MASIELLO N., Tempo di Maggio. Teatro Popolare del &#8216;900 a Napoli, Napoli, Tullio Pironti editore, 1994.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; MASTROPAOLO M., Fatto ed episodio nel teatro di Viviani, in &#8220;Ridotto&#8221;, Anno XVIII, n. 5-6, maggio-giugno 1968, pp. 21-24, 64.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; MAURIELLO M., Drammi di genere: femminile e maschile nel teatro di Raffaele Viviani; presentazione di Marino Niola, Padova, libreriauniversitaria.it, 2016.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; MELDOLESI C., Fondamenti del teatro italiano. La generazione dei registi, Firenze Sansoni editore, pp. 13-14; 19; 395.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; MINERVINI R., Viviani un uomo una citt\u00e0, Napoli, Bideri, 1950.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; MOLINARO DEL CHIARO L., Canti popolari raccolti in Napoli, Bologna, Forni editore, 1916, pp. 399- 401.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; MOREA D. &#8211; BASILE L., Storie pubbliche e private delle famiglie teatrali napoletane, Napoli, X-Press Torre edizioni, 1996, pp. 205-214.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; MOSCATO E., VIVIANI R., Arena Olimpia : &#8216;A musica d&#8221;e cecate di Raffaele Viviani : Mirabilia Circus di Enzo Moscato, Napoli, 2001.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; MOUSSINAC L., Il teatro dalle origini ai giorni nostri, Roma-Bari, Laterza, 1989, p. 311.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; NARCISO A., Viviani e i suoi primi attori, in Napoli nel suo manto di sole, Napoli, Arti Grafiche Amodio, 1946, pp. 141-148.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; PALERMO A., Da Mastriani a Viviani. Per una storia della letteratura a Napoli fra Otto e Novecento, Napoli, Liguori, 1974.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Da Russo a Viviani, in AA. VV., Storia di Napoli, Napoli, Societ\u00e0 Editrice Storia di Napoli, 1971, Vol. X, pp. 563-575.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; PALMIERI E. F. &#8211; D&#8217;AMICO S. (a cura di), Cronache del teatro, Bari, Laterza, 1963, Vol. I, pp. 529-533.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; PALMIERI E. F., Vecchio cinema italiano, a cura di Paolo Micalizzi, Vicenza, Neri Pozza editore, 1994, p. 23; 131.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; PALOMBI E., Raffaele Viviani : la sua vita, le sue poesie, Napoli, Grimaldi et C. Editori, 2021.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; PALUMBO M., La funzione degli spazi: da Raffaele Viviani ad Annibale Ruccello, in La civile letteratura. Studi sull&#8217;Ottocento e il Novecento offerti ad Antonio Palermo, II, Il Novecento, Napoli, Liguori, 2002, pp. 201-211.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; PANDOLFI V., Spettacolo del secolo. Il teatro drammatico, Pisa, Nistri-Lischi Editori, 1953, p. 45; 229.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Raffaele Viviani, in Id., Antologia del grande attore, Bari, Laterza, 1954, pp. 455-467.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Da Raffaele Viviani a Eduardo De Filippo, in Id., Il teatro drammatico di tutto il mondo dalle origini ad oggi, Roma, 1959, Vol. II, pp. 935-945.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Raffaele Viviani, in Letteratura italiana. Il Novecento. I contemporanei, Milano, Marzorati, 1979, pp. 2897-2918.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., La commedia umana di Napoli, in Storia universale del teatro drammatico, Torino, UTET, 1964, vol. II, pp. 577-598.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., La &#8220;Commedia umana&#8221; di Napoli nel teatro di Raffaele Viviani, in &#8220;Il Ponte&#8221;, Anno XIII, 3 marzo 1957.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; PEDULL\u00c0 G., Il teatro italiano nel tempo del fascismo, Bologna, Il Mulino, 1994, p. 81; 112; 134; 150; 158; 188; 198; 290; 328; 331-332.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; PEIRCE G., Nostalgia di Napoli, Roma, Volpe, 1984, pp. 213-218.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; PISCOPO U., Viviani e il variet\u00e0. Per una lettura contestuale e Viviani e il variet\u00e0. Fra i luoghi della fisicofollia, in Maschere per l&#8217;Europa, il teatro popolare napoletano da Petito a Eduardo, Napoli, E.S.I., 1994, pp. 153-188.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; POOLE G., &#8220;Lo Sposalizio&#8221; di Raffaele Viviani, in Teatro e drammaturgia a Napoli nel Novecento. Bracco, Viviani, Eduardo, Patroni Griffi, Napoli citt\u00e0 teatrale, cit., pp. 59-66.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; POSTIGLIONE L., Disegni a carbone, prefazione di Carlo Nazzaro, Napoli, Alfredo Guida editore, 1932, pp. 119-123.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; PUGLIESE A., VIVIANI R., Dalla vita alle scene, Roma, Succedeoggi Libri, 2021.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; PUPPA P., Itinerari nella drammaturgia del Novecento, in Storia della letteratura italiana. Il Novecento, a cura di Emilio Cecchi e Natalino Sapegno, Milano, Garzanti, 1987, tomo II, pp. 783-793.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Teatro e spettacolo nel secondo Novecento, Roma-Bari, Laterza, 1993, p. 137; 138; 145; 147; 156.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; RAFFAELLI S., La lingua filmata. Didascalie e dialoghi nel cinema italiano, Firenze, Casa Editrice Le Lettere, 1992, pp. 89; 91; 155-156.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; RAMO L., Da Viviani a Pretolini a Spadaio, in Storia del variet\u00e0, Milano, Garzanti, 1956, pp. 122-127.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; RAO A. M., Raffaele Viviani o della miseria coatta, Firenze, Antonio Lalli editore, 1981.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; RICCI P., Raffaele Viviani, in Teatro contemporaneo, diretto da Mario Verdone, Roma, Lucarini editore, 1981, Vol. I, pp. 307-324.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Poesia e teatro di Raffaele Viviani, in Storia, arte e cultura della Campania, Torino, Teti editore, 1976, pp. 332-356.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Ritorno a Viviani, Roma, Editori Riuniti, 1979.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; RUBERTI G., Storia del teatro contemporaneo, Bologna, Cappelli, 1931, pp. 612-613.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; SCAFOGLIO D. &#8211; LOMBARDI SATRIANI L., Resurrezione e morte: Viviani e De Filippo, in Pulcinella. La maschera e la storia, Milano, Leonardo, 1992, pp. 837-852.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; SCAFOGLIO D., Pulcinella, Roma, Newton Compton, 1996, pp. 50-52.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; SCIAL\u00d2 P., Cinematografi, Cinematograf\u00e0 fra musica e teatro, in S. MASI &#8211; M. FRANCO, Il mare, la luna, i coltelli. Per una storia del cinema muto napoletano, prefazione di Ugo Gregoretti, Napoli, Tullio Pironti editore, 1988, pp. 181-206.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Le musiche, in Teatro e drammaturgia a Napoli nel Novecento. Bracco, Viviani, Eduardo, Patroni Griffi, Napoli citt\u00e0 teatrale, cit., pp. 45-57.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., La canzone napoletana dalle origini ai giorni nostri, Roma, Newton Compton, 1996, p. 19; 28; 30; 44; 49-50; 52; 54; 59.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Storie di musiche, a cura di Carla Conti, Introduzione di Ugo Gregoretti, Napoli, Guida, 2010.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; SIMONI R., Trent&#8217;anni di cronaca drammatica, Torino, Societ\u00e0 Editrice Torinese, 1951-1960, Vol. I, pp.560; 663; 664-665; Vol. III, pp. 172; 176-177; 280-281; 289; 290-291; 293-294; 403-404; 410; 415; Vol. IV, pp. 129-130; 132-133; 150-155; 246; 248-251; 322-323; 367-368; 448; 493-494; 540-543; Vol. V, p. 275.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; SOMMAIOLO P., Il Caf\u00e9-Chantant. Artisti e ribalte nella Napoli b\u00e9lle epoque, Napoli, Edizioni Tempo Lungo, 1998.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; SPAINI A., Raffaele Viviani lo zingaro triste, in &#8220;Sipario&#8221;, Anno IX, agosto-settembre 1954, pp. 9-10.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; STEFANILE M., Raffaele Viviani Ultimo Scugnizzo, in Labirinto napoletano. Studi e saggi letterari su scrittori di ieri e di oggi, Napoli, ESI, 1958, pp. 153-161.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; TAFFON G., Un esemplare atto unico di Raffaele Viviani: &#8216;A musica d&#8221;e cecate (La musica dei ciechi), in Studi di Italianistica per Maria Teresa Acquaro Graziosi, a cura di Maria Savini, Roma, Aracne, 2002, pp. 627-624.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Raffaele Viviani: il lievito dell&#8217;attore dilata la scrittura drammaturgica, in Maestri drammaturghi nel teatro italiano del &#8216;900: tecniche, forme, invenzioni, Roma-Bari, GLF Editori Laterza, 2005.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; TAVIANI F., Raffaele Viviani inventa un teatro, in Uomini di scena, uomini di libro, Bologna, Il Mulino, 1995, pp. 106-123.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; TESSARI R., Teatro italiano del Novecento. Fenomenologie e strutture 1906-1976, Firenze, Casa Editrice Le Lettere, 1996, p. 57, 58, 166, 169, 173.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; TREVISANI G., Dal caff\u00e8 concerto a Viviani, in Teatro napoletano, a cura di Giulio Trevisani, Bologna, Guanda, 1957, Vol. I, pp. LV-LXVII.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Raffaele Viviani, in Teatro napoletano, cit., Vol. II, p. 199.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Id., Raffaele Viviani, Bologna, Cappelli, 1961.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; TRIFONE P., L&#8217;italiano a teatro. Dalla commedia rinascimentale a Dario Fo, Pisa-Roma, Istituti editoriali e poligrafici internazionali, 2000, p. 93.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; VACCA G., Raffaele Viviani. Il ritmo crudele della coscienza, in &#8220;Alias&#8221;, n. 23, 9 giugno 2007.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; VENTURINI V., Raffaele Viviani. La compagnia, Napoli e l&#8217;Europa, Roma, Bulzoni, 2008.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; VIVIANI V., Raffaele Viviani, in Storia del teatro napoletano, Napoli, Guida editori, 1969, pp. 807-877.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Id., Raffaele Viviani, in Storia del teatro napoletano, prefazione di Roberto De Simone, Napoli, Guida editori, 1992, pp. 721-786.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:clamp(18.959px, 1.185rem + ((1vw - 3.2px) * 1.15), 30px);\"><strong>Enciclopedie e Dizionari<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Cronologia universale. Dalla preistoria all&#8217;Et\u00e0 Contemporanea, Torino, UTET, 1979, sub voce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Dizionario del cinema italiano. I film dal 1930 al 1944, prefazione di Orio Caldiron, Roma, Gremese editore, 1993, pp. 337; 367.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Dizionario del teatro. Autori, opere e parole, a cura di G. Bevilacqua e M. Udina, Roma, Newton &amp; Compton editori, 2004, sub voce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Dizionario della letteratura mondiale del Novecento, Roma, Edizioni Paoline, 1980, sub voce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Dizionario dello spettacolo del Novecento, a cura di F. Cappa e P. Gelli, Milano, Baldini&amp;Castoldi, 1998, sub voce; anche on line in http:\/\/www.delteatro.it\/dizionario_dello_spettacolo_del_900\/v\/viviani_1.php<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Dizionario enciclopedico della letteratura italiana, Palermo, Laterza-Unedi, 1968, Vol.V, sub voce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Dizionario generale di cultura, Torino, Societ\u00e0 Editrice Internazionale, 1958, sub voce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Dizionario generale degli autori italiani contemporanei, Firenze, Vallecchi, 1974, Vol. II, sub voce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Dizionario letterario Bompiani, Milano, Bompiani Editore, 1963, Vol. III, sub voce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Dizionario universale della letteratura contemporanea, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1960, Vol. IV, sub voce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Enciclopedia della canzone napoletana, Napoli, Il Torchio, 1969, Vol. I, pp. 56, 136, 144, 177, 178, 179, 296, 304, 429; Vol. II, pp. 16, 17, 23, 42, 56, 61, 70, 92, 93, 98, 101, 121, 128, 151, 159, 160, 167, 182, 186, 191, 192, 198, 204, 205, 212, 232, 233, 243, 257, 276, 300, 311, 333, 342, 347, 352, 370, 390, 400, 402, 431, 454, 473, 480, 485; Vol. III, pp. 30, 33, 43, 44, 53, 55, 57, 59, 67, 68, 75, 88, 438.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Enciclopedia della letteratura, Milano, Garzanti, 1997, sub voce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Enciclopedia dello spettacolo, Roma, Le Maschere, 1954-62, Vol. IX, sub voce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Enciclopedia dello spettacolo, Milano, Garzanti, 1977, sub voce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Enciclopedia italiana, Roma, Istituto Poligrafico dello Stato, 1950, Vol. XXXV, sub voce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Filmlexicon degli autori e delle opere, Roma, Edizioni di Bianco e Nero, 1967, sub voce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Grande dizionario enciclopedico UTET, Torino, UTET, 1995, Vol. XX, sub voce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Lessico Universale Italiano, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 1981, Vol. XXIV, sub voce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Letteratura italiana. Gli Autori. Dizionario bio-bibliografico, Torino, Einaudi, 1991, Vol. II, sub voce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Scrittori e idee. Dizionario critico della letteratura italiana, Torino, Societ\u00e0 Editrice Internazionale, 1956, sub voce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Viviani Raffaele, a cura di V.Venturini, in \u00abDizionario Biografico degli Italiani online \u2013 Volume 100, 2020\u00bb, Istituto dell&#8217;Enciclopedia italiana Treccani, <a href=\"https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/raffaele-viviani_(Dizionario-Biografico)\/\">https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/raffaele-viviani_%28Dizionario-Biografico%29\/<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:clamp(18.959px, 1.185rem + ((1vw - 3.2px) * 1.15), 30px);\"><strong>Articoli e Riviste<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022 GIRARDI L., Il rapporto dialettico con Pulcinella in Raffaele Viviani ed Eduardo De Filippo, in \u00abRivista di Letteratura Teatrale\u00bb, n.8, 2015.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>NAPPI P., Mitizzazione e smitizzazione del guappo-camorrista nella letteratura napoletana del primo Novecento: le maschere di Ferdinando Russo e Raffaele Viviani, Quaderni di italianistica, 2026. (articolo)<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2022 VESCOVO P., Napoli e Madrid di notte: tra Raffaele Viviani e Ram\u00f3n Del Valle-Incl\u00e1n, \u00abRivista di Letteratura Teatrale\u00bb, n.4, 2011.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:clamp(18.959px, 1.185rem + ((1vw - 3.2px) * 1.15), 30px);\"><strong>Le recensioni di Renato Simoni al teatro di Raffaele Viviani<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Ti voglio malandrino (Te voglio &#8216;nzisto), &#8220;Corriere della Sera&#8221;, 14 marzo 1922.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; <strong><a href=\"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/?p=17884\">Lo Sposalizio, &#8220;Corriere della Sera&#8221;, 5 aprile 1923.<\/a><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Circo Equestre Sgueglia, &#8220;Corriere della Sera&#8221;, 10 aprile 1923.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>&#8211; <a href=\"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/?p=18054\">I Pescatori, &#8220;Corriere della Sera&#8221;, 2 dicembre 1928.<\/a><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Putiferio, &#8220;Corriere della Sera&#8221;, 13 dicembre 1928.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Il cerchio della morte, &#8220;Corriere della Sera&#8221;, 21 dicembre 1929.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>&#8211; <a href=\"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/?p=18058\">La morte di Carnevale, &#8220;Corriere della Sera&#8221;, 5 gennaio 1930.<\/a><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; &#8216;A figliata e Vetturini da nolo, &#8220;Corriere della Sera&#8221;, 9 gennaio 1930.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; &#8216;A festa &#8216;e Montevergine, &#8220;Corriere della Sera&#8221;,15 gennaio 1930.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; I cabalisti, &#8220;Corriere della Sera&#8221;, 27 febbraio 1931.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; <strong>&#8216;O masto &#8216;e forgia, &#8220;Corriere della Sera&#8221;, 14 marzo 1931.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Beati voi, &#8220;Corriere della Sera&#8221;, 28 marzo 1931.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; L&#8217;imbroglione onesto, &#8220;Corriere della Sera&#8221;, 5 aprile 1934.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Mese Mariano e Assunta Spina, &#8220;Corriere della Sera&#8221;, 12 aprile 1934.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Il N. 19.529, &#8220;Corriere della Sera&#8221;, 13 aprile 1934.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Il pazzo sono io, &#8220;Corriere della Sera&#8221;, 6 novembre 1934.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; L&#8217;Autore (Leggiamo la commedia), &#8220;Corriere della Sera&#8221;, 13 novembre 1934.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; La bottega del caff\u00e9, &#8220;Corriere della Sera&#8221;, 17 novembre 1934.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Mestiere di padre, &#8220;Corriere della Sera&#8221;, 13 novembre 1935.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; L&#8217;ultima Piedigrotta, &#8220;Corriere della Sera&#8221;, 21 novembre 1935.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Trio Fulgor, &#8220;Corriere della Sera&#8221;, 27 novembre 1935.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; La tavola dei poveri, &#8220;Corriere della Sera&#8221;, 11 dicembre 1936.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Fine mese, &#8220;Corriere della Sera&#8221;, 9 settembre 1937.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Padroni di barche, &#8220;Corriere della Sera&#8221;, 25 marzo 1939.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Piazza Municipio del 1919, &#8220;Corriere della Sera&#8221;, 1 ottobre 1940.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; La commedia della vita, &#8220;Corriere della Sera&#8221;, 18 novembre 1941.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Siamo tutti fratelli, &#8220;Corriere della Sera&#8221;, 28 dicembre 1941.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>(Le recensioni di Enrico Fiore al teatro di Raffaele Viviani)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Caff\u00e8 concerto con pantomima, &#8220;Paese Sera&#8221;, 15 ottobre 1976.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Teatro classico per i proletari, &#8220;Paese Sera&#8221;, 15 febbraio 1981.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; La fame e l&#8217;avidit\u00e0 in una gabbia di belve, &#8220;Paese Sera&#8221;, 22 marzo 1981.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Viviani che canta la Napoli povera, &#8220;Avvenire&#8221;, 31 ottobre 1981.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Quella tragedia potente come la vita e inesauribile come il sogno, &#8220;Paese Sera&#8221;, 23 ottobre 1982.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Ed ecco l&#8217; &#8220;amatissimo amico Paolo&#8221;, &#8220;Paese Sera&#8221;, 23 ottobre 1982.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; La dignit\u00e0 di restare uomini nel &#8220;gioco perverso&#8221; del mondo, &#8220;Il Mattino&#8221;, 2 gennaio 1987.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Scemulillo e la vita, &#8220;Il Mattino&#8221;, 11 luglio 1987.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Se la tragedia diventa abitudine, &#8220;Il Mattino&#8221;, 22 febbraio 1995.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Viviani e la macumba degli scugnizzi, &#8220;Il Mattino&#8221;, 3 agosto 1995.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Viviani, Moscato e il circo della vita, &#8220;Il Mattino&#8221;, 11 settembre 2000.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; <strong><a href=\"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/?p=18069\">Il testamento artistico, &#8220;Il Mattino&#8221;, 11 novembre 2000.<\/a><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; <strong><a href=\"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/?p=18073\">Il riconoscimento di Dario Fo, &#8220;Il Mattino&#8221;, 31 gennaio 2001.<\/a><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Sulla nave di Viviani fra guappi e Bammenelle, \u201cIl Mattino\u201d, 21 dicembre 2013.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Un festival dell\u2019Eiar nel circo di Viviani, \u201cIl Mattino\u201d, 25 febbraio 2014.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Viviani in danza. La lingua come corpo, \u201cCorriere del Mezzogiorno\u201d, 6 novembre 2018.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Viviani vs Viviani, \u201cCorriere del Mezzogiorno\u201d, 29 dicembre 2022.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-Annalisa Durante nel \u00abVico Viviani\u00bb, \u201cCorriere del Mezzogiorno\u201d, 31 gennaio 2025.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Biografia Cronologia della vita a cura di Nunzia Acanfora 1888 Nasce a Castellammare di Stabia la notte del 10 gennaio. 1894 Debutta con un dramma in prosa, Masaniello, in un teatro gestito dal padre, nei pressi di Porta Capuana, intitolato Masaniello. 1895 Incomincia ad eseguire numeri propri, cantando da solo o in duetto con la [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":17756,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[],"class_list":["post-17755","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-autori"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17755","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=17755"}],"version-history":[{"count":36,"href":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17755\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18075,"href":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17755\/revisions\/18075"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/17756"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=17755"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=17755"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=17755"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}