{"id":17732,"date":"2026-10-02T19:15:11","date_gmt":"2026-10-02T17:15:11","guid":{"rendered":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/?p=17732"},"modified":"2026-10-05T11:50:46","modified_gmt":"2026-10-05T09:50:46","slug":"opera-1-3-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-12-2-2-2-2-2-5-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-3-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/?p=17732","title":{"rendered":"Un ragazzo di campagna"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:10px\">a cura di Daniela Piscopo<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un ragazzo di campagna \u00e8 una farsa in due parti che aveva come titolo originario il verso di una serenata molto in uso nelle feste di matrimonio in Campania cio\u00e8 <em>Tutti uniti canteremo<\/em>, rappresentata per la prima volta al Teatro Nuovo di Napoli nel 1931. La trama ruota intorno alle nozze di Pasqualino e Lucia, organizzate dal fratellastro di lui, Giorgio. Questi, per guadagnare una consistente somma di denaro, si accorda con il padre della ragazza che vuole far sposare la figlia, dal carattere chiuso e difficile, che ha sempre rifiutato qualsiasi pretendente. Solo a nozze avvenute si scopre la ragione dell&#8217;ostilit\u00e0 di Lucia: \u00e8 segretamente innamorata di Enrico con il quale fuggir\u00e0 dopo che costui avr\u00e0 malmenato Giorgio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">AMBIENTAZIONE: l&#8217;azione, come ci suggerisce la didascalia, si svolge in Italia, in un piccolo paese (non precisato), d&#8217;estate negli anni &#8217;30. L&#8217;allestimento scenico ci presenta un primo atto ambientato in un negozio di alimentari. Al centro il bancone con una bilancia; a sinistra un focolare dove bollono le pentole, pi\u00f9 avanti un tavolo e alle spalle una scala che conduce alle stanze del piano superiore. A destra vi \u00e8 un&#8217;ampia porta che immette nel cortile, a m\u00f2 di quinta laterale, da dove entrano ed escono i personaggi. Il secondo atto invece presenta una grande camera da letto con mobili antichi. A sinistra \u00e8 posto il letto matrimoniale su cui poggiano i regali di nozze e una porticina a muro che immette nel bagno, sormontata da una piccola finestra ovale. A destra una porta aperta che funge da quinta laterale e in fondo, al centro, una porta finestra che conduce su una terrazza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">PERSONAGGI: anche in questo caso l&#8217;autore \u00e8 molto preciso nella descrizione dei protagonisti dell&#8217;opera con informazioni particolarmente dettagliate. Avremo quindi Concetta, balia di Pasqualino di 60 anni; Giovanni, il calzolaio di 25 anni; Giorgio Patern\u00f2 di 40 anni; Pasqualino Patern\u00f2, suo fratellastro di 20 anni; Margherita Patern\u00f2, detta la &#8220;baronessa&#8221;, moglie di Giorgio di 35 anni; Vincenzo, il brigadiere di 50 anni; Don Gennaro, benestante di 60 anni; Lucia, sua figlia di 18 anni; Don Alessio, il medico di 50 anni; Amalia, sua moglie di 40 anni; Enrico Canestri, giovane amante di Lucia di 25 anni; due invitati, rispettivamente di anni 20 e 25; una cameriera grassa di 50 anni; una magra di 30 anni; tre paesani di 30 e 40 anni e altri invitati tra uomini, donne, ragazzi e ragazze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">TECNICHE LINGUISTICO-STILISTICHE: la farsa, in lingua, utilizza schemi semplici, basati su dialoghi leggeri, effervescenti capaci di grandi slanci comici. Come sempre Peppino si serve di tutti quegli ingredienti che sanno conferire al testo ampio respiro, movimento, in cui spesso la mimica prevarica sulla parola e sulla sonorit\u00e0 per trascinarle nel suo vortice di sguardi mutevoli, gesti, smorfie, fino a quando non le concede di nuovo il controllo e il protagonismo assoluto della scena.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a cura di Daniela Piscopo Un ragazzo di campagna \u00e8 una farsa in due parti che aveva come titolo originario il verso di una serenata molto in uso nelle feste di matrimonio in Campania cio\u00e8 Tutti uniti canteremo, rappresentata per la prima volta al Teatro Nuovo di Napoli nel 1931. 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