{"id":17686,"date":"2026-10-01T11:40:14","date_gmt":"2026-10-01T09:40:14","guid":{"rendered":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/?p=17686"},"modified":"2026-10-05T11:37:31","modified_gmt":"2026-10-05T09:37:31","slug":"opera-1-3-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-12-2-2-2-2-2-5-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/?p=17686","title":{"rendered":"L&#8217;ambientazione delle commedie"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:10px\">a cura di Barbara Barone<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;ambiente in cui le commedie di Santanelli prendono vita \u00e8 generalmente un luogo chiuso, si tratta di piccole stanze di appartamenti medio-borghesi che con il progredire della rappresentazione, si trasformano in una sorta di ring sul quale i due protagonisti si sfidano fino a cadere al tappeto, privi di vita. Una notevole influenza, in questo senso, l&#8217;ha esercitata Arold Pinter.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8220;Santanelli &#8211; come scrive Huguette Hatem nel saggio intitolato <em>La donna nel teatro di Manlio Santanelli<\/em> &#8211; non si preoccupa di fare un teatro che trovi le sue radici nella societ\u00e0, ma ci\u00f2 che lo interessa \u00e8 la devianza del singolo individuo, la crisi d&#8217;identit\u00e0, tematiche che sono sempre esaminate attraverso coppie, in apparenza normali, ma che ben presto si rivelano mostruose, come se la coppia stessa generasse devianze [&#8230;]&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo stesso Santanelli afferma che la linea di continuit\u00e0 che riconosce pi\u00f9 frequentemente nelle sue opere \u00e8 di combinare il teatro naturalistico con quello dell&#8217;astratto, dell&#8217;assurdo: &#8220;Pi\u00f9 che l&#8217;individuo esprimo la classe cui mi riferisco.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nelle sue commedie accade spesso che si parta da una situazione apparentemente rassicurante, in un ambiente di tipo borghese e naturalistico, per poi prendere la prima strada possibile verso la follia, il paradosso, che \u00e8, a parer dell&#8217;autore, &#8220;un modo di avvicinarsi alla realt\u00e0 attraverso sistemi d&#8217;uso comune, quali indagini e inchieste&#8221;. Essa gli appare sempre pi\u00f9 indescrivibile, tanto da indurlo a credere che soltanto attraverso l&#8217;intuizione poetica, la si possa sfiorare. &#8220;La realt\u00e0 &#8211; afferma Santanelli &#8211; supera se stessa continuamente e macina tutte le possibili documentazioni. Si entra in un circolo perverso, si mostra una realt\u00e0 inafferrabile e questo rende il testo sempre pi\u00f9 agghiacciante. Quando crediamo d&#8217;essere arrivati alla fine di questo processo di disgregazione e di patimento, scopriamo che c&#8217;\u00e8 ancora dell&#8217;altro. \u00c8 come l&#8217;orizzonte: per quanto ci si avvicini appare eternamente lontano.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vi \u00e8, inoltre, una costante nel teatro santanelliano, vale a dire il senso di minaccia che aleggia sulla scena, che pu\u00f2 essere determinato da un ambiente sinistro e pericoloso, basti pensare allo stabile pericolante in cui vivono Pacebbene e Cirillo in <em>Uscita d&#8217;Emergenza<\/em>, oppure da un senso di angoscia non meglio definito, ma comunque preoccupante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;autore sente la necessit\u00e0 di far s\u00ec che i suoi testi abbiano, come nota di fondo, una continua &#8220;temperatura d&#8217;allarme&#8221;, proiezione estrema dell&#8217;inquietudine interiore dei personaggi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8220;L&#8217;umanit\u00e0 che io rappresento &#8211; afferma Santanelli &#8211; \u00e8 preoccupata, precaria, disperata. Quando questi individui vengono a confronto, o meglio a conflitto, la loro disperazione si esprime in solidariet\u00e0 se c&#8217;\u00e8 un&#8217;aggressione esterna, o in ostilit\u00e0 reciproca, se la carica elettrica si libera in scena&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Santanelli \u00e8 contrario all&#8217;idea di rappresentare tematiche troppo attuali, anche perch\u00e9 convinto che la denuncia sia una caratteristica pi\u00f9 legata al giornalismo che al teatro. Ad ogni modo questo circolo perverso, questo inseguimento infinito, rende i suoi testi sempre pi\u00f9 agghiaccianti. Ogni volta che crediamo di aver raggiunto il fondo, d&#8217;essere arrivati alla fine di questo processo di disgregazione e di patimento, scopriamo che c&#8217;\u00e8 ancora dell&#8217;altro, ci accorgiamo che si pu\u00f2 scendere ancora pi\u00f9 in basso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a cura di Barbara Barone L&#8217;ambiente in cui le commedie di Santanelli prendono vita \u00e8 generalmente un luogo chiuso, si tratta di piccole stanze di appartamenti medio-borghesi che con il progredire della rappresentazione, si trasformano in una sorta di ring sul quale i due protagonisti si sfidano fino a cadere al tappeto, privi di vita. 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