{"id":17676,"date":"2026-10-01T11:36:38","date_gmt":"2026-10-01T09:36:38","guid":{"rendered":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/?p=17676"},"modified":"2026-10-05T11:35:29","modified_gmt":"2026-10-05T09:35:29","slug":"opera-1-3-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-12-2-2-2-2-2-5-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/?p=17676","title":{"rendered":"Il baciamano"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:10px\">a cura di Barbara Barone<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Il baciamano<\/em>, pur mantenendo alcune delle caratteristiche tipiche del teatro di Santanelli, per altri aspetti si presenta come un&#8217;opera completamente a se stante. Infatti, nonostante rientri nel filone del teatro dell&#8217;assurdo e del grottesco, nel testo \u00e8 completamente assente quel gioco al massacro, quella curiosit\u00e0 morbosa per la vita e per gli oggetti altrui, che \u00e8 alla base del teatro di Santanelli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ne <em>Il baciamano<\/em> scompare la figura della donna-madre oppressiva che con il suo amore induce alla fuga (<em>Bellavita Carolina<\/em>) o alla morte (<em>Regina Madre<\/em>) coloro che pi\u00f9 ama.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Protagonisti de <em>Il baciamano<\/em> sono un gentiluomo, idealista e giacobino, e Janara, una lazzara che, per ordine del marito, deve ammazzare e cucinare il giacobino. La storia \u00e8 ambientata a Napoli, durante la Rivoluzione Napoletana (1799), periodo in cui nella citt\u00e0 partenopea domina il caos e la follia. Secondo alcune testimonianze (si legga <em>la Storia di Napoli<\/em> di Antonio Ghirelli), sembra che in questo periodo a Napoli si siano verificati atti di cannibalismo e proprio da qui, dalla follia, dall&#8217;antropofagismo prende spunto Il baciamano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 un dramma testo basato su due grandi e brillanti intuizioni: l&#8217;uomo che mangia se stesso, come metafora della Napoli che uccide la sua speranza di modernit\u00e0 e la sua essenza &#8220;umana&#8221;, uccidendo in questo modo la stessa rivoluzione giacobina; e quello della popolana che prova piacere per un semplice baciamano, che diventa il vero grande desiderio della sua vita abbruttita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;opera, pertanto, oscilla tra l&#8217;assurdo, il grottesco, si pensi al giacobino cucinato in salsa francese, e il realismo di una citt\u00e0 in rivolta, di un popolo affamato e di una donna, la cui umanit\u00e0 \u00e8 stata uccisa dalla fatica e dalle percosse del marito. Forse proprio in questo difficile equilibrio sta la bellezza di un testo che, per quanto non strettamente caratterizzato dallo stereotipo della napoletanit\u00e0, al tempo stesso \u00e8 comunque frutto delle origini partenopee del drammaturgo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La scelta linguistica rappresenta un altro punto di svolta rispetto alla produzione di Santanelli, infatti per la prima volta, un personaggio, quello di Janara per l&#8217;appunto, si esprime solo ed unicamente in dialetto. Scelta dettata, probabilmente, in parte dal realismo, a quel tempo il popolo si esprimeva unicamente in vernacolo, in parte dalla volont\u00e0 di accentuare ulteriormente la distanza ideologica e culturale dei due protagonisti. Ad ogni modo, questa scelta linguistica non ha impedito la rappresentazione del testo in un circuito teatrale che va al di l\u00e0 degli stretti confini campani, come dimostra la traduzione del testo in lingua francese(<em>Baisemain<\/em>) di Valeria Tasca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><u><strong>Il baciamano<\/strong><\/u><\/em> <strong>di Santanelli per la regia di Antonio Grimaldi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">a cura di Anna Fiorile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un\u2019esperienza di teatro vero, profondo e raffinato \u00e8 \u201c<em>Il baciamano<\/em>\u201d di Manlio Santanelli nella regia di Antonio Grimaldi, che dona ad un testo potente e di storica fascinazione un allestimento colto e di gusto ricercato. Non vi sono ad affollare la scena pentole, caccavelle, ortaggi e coltellacci ma un semplice tavolo posto al centro del palco, patibolo e mensa, altare di vita e di morte; si tratta di una precisa scelta, che, come riportato nelle note di regia, intende \u201cconcentrare il lavoro sulla parola, minimizzando la scena, fino a renderla quasi fredda, essenziale. [\u2026]La parola diventa azione\/gesto ripetuto allo spasimo. Un coltello\/parola pronto a colpire e a far male. Un tempo\/spazio\/fine diventa necessario per un azione\/fine\u201d. Ancora nella scheda artistica si legge che \u00e8 l\u2019incontro con Santanelli a farsi determinante per la comprensione del testo e sull\u2019operazione teatrale condotta da Grimaldi lo stesso autore esprime queste considerazioni:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cPur prendendosi qualche libert\u00e0 in merito alla forma, Grimaldi ha saputo rispettare lo spirito del testo. Dir\u00f2 di pi\u00f9: non poche volte, grazie anche all\u2019apporto interpretativo dei due protagonisti, ha evidenziato molti aspetti della vicenda, che in altre edizioni &#8211; italiane ed estere &#8211; erano rimasti allo stadio di vaghi suggerimenti. Ne \u00e8 sortito uno spettacolo (mi si passi l\u2019ossimoro) teneramente crudele, in linea con un grottesco di ottima grana; uno spettacolo che punta su un continuo esercizio \u2018ginnico\u2019, nel quale la parola e il gesto gareggiano, gemellati dalla finalit\u00e0 di inchiodare lo spettatore alla poltrona; uno spettacolo che risolve i nodi psicofisici della vicenda in una dichiarata carnalit\u00e0; uno spettacolo che estrae dal testo, in tutte le sue declinazioni, la carica di un erotismo di volta in volta voluto e negato. In conclusione, questa messa in scena si pone brillantemente al riparo dal vento della noia\u201d<sup><a href=\"#sdfootnote1sym\" id=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a><\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Punto di forza dello spettacolo \u00e8 la dirompente bravura degli attori, sottolineata da Santanelli, i quali non si rapportano al testo come semplici interpreti ma come parti integranti di una gestazione creativa, in quanto il lavoro prende il via da un laboratorio in cui attori e regista studiano. L\u2019allestimento pi\u00f9 recente ha visto una variazione del cast, inizialmente composto da Anna Rita Vitolo e Vincenzo Albano, e che vede adesso accanto all\u2019eccellente attrice Andrea de Goyzueta, in quel teatro per due, spesso cifra della scrittura del maestro Santanelli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il baciamano<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di Manlio Santanelli<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">regia Antonio Grimaldi<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">con Anna Rita Vitolo e Andrea de Goyzueta<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">visto al Teatro Sannazaro, 2 novembre 2022<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#sdfootnote1anc\" id=\"sdfootnote1sym\">1<\/a> Scheda artistica dello spettacolo \u201cIl baciamano\u201d di Manlio Santanelli, regia di Antonio Grimaldi, produzione Teatro Il Grimaldello<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a cura di Barbara Barone Il baciamano, pur mantenendo alcune delle caratteristiche tipiche del teatro di Santanelli, per altri aspetti si presenta come un&#8217;opera completamente a se stante. 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