{"id":17648,"date":"2026-10-01T11:20:26","date_gmt":"2026-10-01T09:20:26","guid":{"rendered":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/?p=17648"},"modified":"2026-10-05T11:12:18","modified_gmt":"2026-10-05T09:12:18","slug":"opera-1-3-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-12-2-2-2-2-2-5-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/?p=17648","title":{"rendered":"Il rapporto tra Leo De Berardinis e Claudio Meldolesi"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:10px\">a cura di Alfredo Pellecchia<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Parlare del legame tra De Berardinis e Meldolesi vuol dire parlare di un\u2019amicizia sincera che coinvolge due uomini legati al teatro. Un rapporto tra un uomo di scena e un uomo di libro. Incontro prolifico che vede la pratica e la vita teatrale, la vita artistica confrontarsi con le riflessioni teoriche e scritte. Questo non sempre porta a rapporti fecondi tra artisti e intellettuali che oscillano tra rapporti esclusivi e totalizzanti a rotture irreversibile. Laura Mariani ci racconta con sguardo privilegiato questo rapporto tra Meldolesi e De Berardinis mettendo in evidenza come questi due uomini indipendenti siano riusciti a evitare rotture mantenendo atteggiamenti rispettosi anche in virt\u00f9 delle loro esperienze e natura: da un lato De Berardinis attore e artista filosofo dall\u2019altro Meldolesi teorico del teatro ma anche attore e militante politico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Laura Mariani intravede alcuni passaggi comuni nelle biografie dei due ancor prima del loro incontro e sodalizio nato negli anni bolognesi. Entrambi presero parte al convegno di Ivrea del 1967. Le posizioni dei due all\u2019epoca erano diverse: da un lato la linea di Leo, quella sostenuta da altri artisti come Quartucci e Bene, \u00e8 quella di una creazione di nuovi linguaggi, di un\u2019affermazione del teatro d\u2019avanguardia e di una professionalizzazione degli artisti legati al nuovo. Dall\u2019altro lato la posizione di Meldolesi era quella di natura politica, di chi intravedeva la necessit\u00e0 di creare nuovi circuiti e nuove modalit\u00e0 di fare cultura in contatto diretto con il pubblico. Mariani li definisce \u00abdue solitari di grandi fedi, che pervennero a elaborare forme soggettive di apertura laica per esigenze etiche e per rigore intellettuale, finch\u00e9 a prevalere fra loro non fu il sentimento dell\u2019amicizia\u00bb<a href=\"#sdfootnote1sym\" id=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a>. Seppur negli anni di Ivrea le loro posizioni fossero diversi negli anni il lavoro di entrambi ha dimostrato come di fondo avessero obbiettivi comuni, basti pensare all\u2019esperienza di Marigliano per De Berardinis e ai testi di Meldolesi incentrati sulla figura dell\u2019attore e del suo ruolo fondamentale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1983 Meldolesi comincia ad insegnare al Dams di Bologna e nello stesso anno De Berardinis giunge a Bologna per lavorare a <em>The Connection<\/em> di Gelber. Le posizioni maturate da Meldolesi in questi anni e convogliate nella scrittura di <em>Fondamenti del teatro italiano. La generazione dei registi<\/em> sembrano essere sono pi\u00f9 affini a quelle di De Bernardinis che svolge anche lui delle riflessioni sulla posizione e l\u2019arte dell\u2019attore, svincolato dalla regia a favore dell\u2019attore lirico e non dell\u2019attore interprete.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019amicizia vera e propria nasce dopo il debutto di <em>Il ritorno, riflessi da Omero-Joyce<\/em> andato in scena al Testoni il 9 ottobre 1986. Spettacolo che colpisce molto Meldolesi che si complimenta sinceramente con De Berardinis per la capacit\u00e0 di portare in scena Joyce, proprio su questa riuscita Meldolesi era scettico. Inoltre dopo la rottura con la <em>Compagnia Nuova scena<\/em> Meldolesi sostiene e appoggia De Berardinis nella sua lotta politica e sostiene la nascita del <em>Teatro di Leo<\/em>. Nel suo manifesto intitolato <em>Teatro e emergenza<\/em> mette in risalto le difficolt\u00e0 teatrali in maniera sintetica ponendo come unica soluzione quella di mettere al centro l\u2019attore. Intorno a questo dibattito verranno organizzati quattro incontri con esperti e addetti ai lavori. Sulla centralit\u00e0 dell\u2019attore riflette anche Meldolesi che \u00e8 sostenitore della linea di pensiero di Leo. I due strutturano insieme la figura dell\u2019attore-artista e autore su dialoghi incentrati su Eduardo per giungere fino ad Artaud.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli anni successivi sono numerosi gli incontri pubblici organizzati da De Berardinis e Meldolesi, questo si evince dalle numerose carte presente negli archivi di entrambi. Laura Mariani pone l\u2019accento su come il pensare la scena non fosse solo un impegno portato avanti in sede privata ma come esso fosse un impegno politico e di lotta continua, incontri e scambi con esperti e colleghi ma anche nuovi e giovani attori e pensatori. Nel 1992 viene inaugurato <em>lo Spazio della Memoria<\/em>. Luogo dedicato alla ricerca teatrale, un luogo \u00abdove praticare la memoria ma anche l\u2019oblio\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Meldolesi diventa interlocutore fisso nel lavoro di De Berardinis, \u00e8 presente alla prove degli spettacoli, contribuisci con riflessioni teoriche, \u00e8 promotore di incontri, collabora al Festival di Santarcangelo diretto da Leo. I due si influenzano a vicenda ne d\u00e0 esempio le riflessioni e le proposte sceniche fatte su Tot\u00f2 e sulla Duse partorite da Leo in questi anni che traggono spunto dagli scritti e dal saggio di Meldolesi <em>Fra Tot\u00f2 e Gadda. Sei invenzioni sprecate dal teatro italiano.<\/em> Ma allo stesso tempo sottolinea Mariani:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abL\u2019arte di Leo stimola il pensiero di Meldolesi [\u2026] Nel \u201cQuaderno 1\u201d del Festival di Santarcangelo Meldolesi scrive che \u00e8 arrivato a completare le sue riflessioni sull\u2019attore artista \u201cstimolato da un incontro promosso da Leo\u201d, di aver compreso soprattutto grazie a lui come la linea dell\u2019attore artista sia proseguita oltre i continuatori della Duse fino \u201cad alcuni talenti del teatro di gruppo o con artisti isolati come Manfredini\u201d diventando \u201cla pi\u00f9 significativa specificit\u00e0 italiana\u201d\u00bb<a href=\"#sdfootnote2sym\" id=\"sdfootnote2anc\"><sup>2<\/sup><\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1995 Claudio Meldolesi \u00e8 accolto all\u2019Accademia Nazionale dei Lincei, nel 2001 Leo De Bernardinis riceve la laurea honoris causa dall\u2019Universit\u00e0 di Bologna. In occasione della laurea Meldolesi la <em>laudatio<\/em> per De Berardinis. La <em>luadatio<\/em> sintetizza il percorso artistico di Leo ponendo l\u2019accento sulle varie fasi e i vari incontri con le opere, senza mancare di individuare le difficolt\u00e0 sostenute anche a causa dello scarso appoggio politico da parte delle istituzioni. Di seguito alcuni estratti della laudatio di Meldolesi:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abNon \u00e8 frequente nelle universit\u00e0 italiane il conferimento della laurea ad honorem ad attori, ma di un&#8217;universit\u00e0 e di un attore particolari qui si tratta. In forma di \u00abprologo in cielo\u00bb baster\u00e0 a riprova sottolineare che nella nostra citt\u00e0, capostipite della cultura universitaria, si riunirono per secoli le compagnie del teatro nazionale e \u00b7che l&#8217;uomo di scena qui onorato \u00e8 un raro continuatore di una straordinaria via artistica. Ci si riferisce alla via dell&#8217;Attore artista, aperta da Eleonora Duse nel primo Novecento per rovesciare la logica, prevalente nel teatro italiano, dell&#8217;imprigionamento nella natura effimera della scena. [\u2026] Ma per valorizzare l&#8217;eredit\u00e0 dell&#8217;Attore artista nel tempo della regia italiana, attiva dal secondo Novecento, Leo De Berardinis dovette passare, come Carmelo Bene, per una fase di negazioni [\u2026]Emerse poi lentamente in lui l&#8217;urgenza di investire tali negazioni in inediti incontri con la grande letteratura; e a Bologna egli la manifest\u00f2, una volta ritrovata la freschezza del fisico, prima segnato da tante sfide. Si trov\u00f2 nelle condizioni di andare oltre, cos\u00ec, riguardo sia al teatro rappresentativo che al teatro degli esperimenti a ripetizione, da attore rivelatosi insieme pedagogo-drammaturgo-regista.[\u2026] Il teatro \u00e8 per Leo de Berardinis un luogo di necessarie conquiste umane, altro dall&#8217;alienazione sociale e dalla sofferenza passiva. [\u2026]Ma la meta che persegue \u00e8 quella di un Teatro nazionale di-ricerca, in vista di una riappropriazione che permetta alle citt\u00e0 di fare a meno del rito teatrale, essendo la cultura scenica divenuta un patrimonio interiore e diffuso. Perci\u00f2 Leo non re-cita, ma agisce da attore in sintonia con creatori elettiva.\u00bb<a href=\"#sdfootnote3sym\" id=\"sdfootnote3anc\"><sup>3<\/sup><\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli anni successivi, nel momento in cui Leo entrer\u00e0 in coma, Meldolesi dedicher\u00e0 molte delle sue attenzioni e delle sue scritture all\u2019amico. Comincia la riorganizzazione e la creazione del libro dedicato al lavoro di De Berardinis negli anni bolognesi intitolato <em>La Terza Vita di Leo.<\/em> La scrittura di questo testo vede il coinvolgimento di oltre cento testimonianze raccolte anche attraverso incontri e conferenze promosse da Meldolesi. Il testo \u00e8 sintesi di quel legame profondo tra i due, un testo che raccoglie riflessioni scientifiche ma allo stesso tempo ricco di elementi e ricordi affettuosi. L\u2019impegno di Meldolesi inoltre ha portato alla creazione dell\u2019Archivio Leo de Berardinis presso il Dipartimento di Musica e Spettacolo di Bologna che raccoglie gran parte del lavoro di Leo dagli esordi fino agli anni bolognesi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#sdfootnote1anc\" id=\"sdfootnote1sym\">1<\/a>Laura Mariani, <em>L\u2019amicizia come valore teatrale. Leo e Meldolesi<\/em>, in <em>Leo De Berardinis oggi a cura di Laura Mariani e Cristina Valenti<\/em>, Culture teatrali n.28- Annale 2019, Volo publisher, Firenze, 2019, cit. p. 181<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#sdfootnote2anc\" id=\"sdfootnote2sym\">2<\/a> Ivi, cit. p. 189.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#sdfootnote3anc\" id=\"sdfootnote3sym\">3<\/a> Claudio Meldolesi, Motivazioni laurea Leone De Berardinis, in arte Leo, in Teatro e Storia (2001) n.23, cit, p. 402-403<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a cura di Alfredo Pellecchia Parlare del legame tra De Berardinis e Meldolesi vuol dire parlare di un\u2019amicizia sincera che coinvolge due uomini legati al teatro. Un rapporto tra un uomo di scena e un uomo di libro. 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