{"id":17608,"date":"2026-10-01T10:36:45","date_gmt":"2026-10-01T08:36:45","guid":{"rendered":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/?p=17608"},"modified":"2026-10-05T11:02:25","modified_gmt":"2026-10-05T09:02:25","slug":"opera-1-3-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-12-2-2-2-2-2-5-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/?p=17608","title":{"rendered":"La poetica"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:10px\">a cura di Vincenzo Albano<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In un\u2019intervista sul \u00abRoma\u00bb, rilasciata a Giovanni Sarno nel marzo del 1940, Eduardo dichiara che \u00abl\u2019umorismo \u00e8 la parte amara della risata [\u2026] Esso \u00e8 determinato dalla delusione dell\u2019uomo che \u00e8 per natura ottimista\u00bb. Queste parole attengono a due aspetti poetici del suo teatro perch\u00e9, se da un lato raccontano la condizione penosa della societ\u00e0 umana, che condanner\u00e0 ampiamente, in secondo luogo svelano la ragione per la quale, in maniera cos\u00ec insistente, questa stessa condizione \u00e8 proposta nei suoi lavori. De Filippo traccia i suoi personaggi sino al fondo della loro solitudine, della incomprensione pi\u00f9 o meno ottusa che li divide, dell\u2019animosit\u00e0 repressa che prelude a un dramma. Ed \u00e8 proprio questa la sua forza; l\u2019aver superato, almeno nella sua piena maturit\u00e0 artistica, gli elementi di quella tradizione teatrale popolare di cui era stato prodigioso allievo, irrigidita soprattutto nei clich\u00e9 del personaggio\/maschera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Umoristico \u00e8 allora Luca Cupiello nella sua infantile cura del presepe, se questa gli permette di evadere da una realt\u00e0 mediocre, e umoristico \u00e8 tutto ci\u00f2 che muove il teatro di Eduardo; ma non gi\u00e0 come tecnica del comico, piuttosto come visione della vita, specchio di un uomo \u2013 appunto \u2013ottimista nell\u2019intimo, ma costantemente deluso dalle ipocrisie, dalle ingiustizie, dai conformismi, dalle storture.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quella sul \u00abRoma\u00bb non pu\u00f2 quindi che essere una dichiarazione anche di personalit\u00e0, che poi si riflette fedelmente nel suo teatro. Eduardo \u2013 in questo senso \u2013 respinger\u00e0 spesso le allusioni ad un certa misantropia caratteriale. Molte delle sue commedie nascono infatti pi\u00f9 da un forma di indignazione che di allontanamento; non troverebbe al contrario spiegazione la sua volont\u00e0 di parlare al pubblico, a volte &#8211; come nel caso de Gli esami non finiscono mai &#8211; in maniera diretta e colloquiale (tra l\u2019altro \u00e8 l\u2019ultima delle sue commedie). Testi come Natale in casa Cupiello, Questi fantasmi!, Mia famiglia, Sabato, domenica e luned\u00ec, nascono s\u00ec da una volont\u00e0 di denuncia, ma certamente dalla necessit\u00e0 di mettere in comunicazione gli uomini, distanti anche all\u2019interno del proprio nucleo familiare. \u00c8 una sottile ironia intellettuale, ma soprattutto un\u2019intensa partecipazione umana, a costituire quindi la nota dominante della sua personalit\u00e0 di uomo, di attore e di autore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non risparmia nessuno, neanche la famiglia, perch\u00e9 non vi pu\u00f2 essere solidariet\u00e0 tra gli uomini se prima di tutto non ce n\u2019\u00e8 all\u2019interno della \u201ccasa\u201d. Il Natale di Luca Cupiello \u00e8 in questo senso rappresentativo di un sogno domestico destinato ad andare in pezzi di fronte alla realt\u00e0 e alla difficile convivenza umana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per Eduardo la responsabilit\u00e0 ce l\u2019ha il denaro, che ha reso vuoti i valori tradizionali e animato sentimenti avidi e calcolatori; altrettanto, l\u2019incapacit\u00e0 di sapersi amare secondo un cristianesimo puro, che richiama pi\u00f9 alle virt\u00f9 innate dell\u2019uomo che ai dogmi strutturati dalla Chiesa. Nel suo teatro Dio \u00e8 assente; quello di De Pretore Vincenzo \u00e8 pi\u00f9 umano che divino e se da un lato il soprannaturale \u00e8 poco di l\u00e0 della portata dell\u2019uomo, pensiamo a Le voci di dentro, dall\u2019altro l\u2019eternit\u00e0 promessa allo stesso \u00e8 soltanto una truffa, basti pensare a Il contratto. L\u2019uomo nella poetica eduardiana \u00e8 libero di farsi la sua strada, di redimersi, libero di crearsi il proprio destino senza fatalismi, ma tra difficolt\u00e0 e delusioni, vedi Napoli milionaria, Filumena Marturano; e se questa libert\u00e0, questa speranza, \u00e8 compromessa dall\u2019accanimento degli uni contro gli altri, pensiamo a Le voci di dentro, \u00e8 necessario andare avanti lo stesso, magari cercando rifugio nelle illusioni (\u00e8 il caso tra gli altri di Questi fantasmi!). E sono illusioni \u201ceduardiane\u201d, quelle che si fondono con la verit\u00e0 e non gi\u00e0, dunque, trionfo dell\u2019irrazionalit\u00e0 sulla ragione, ma bisogno di crearsi un mondo proprio pur guardando al tempo stesso, e bene, la realt\u00e0. A cosa si ridurrebbe la vita senza di esse? Senza la costante ed ingenua speranza di qualcosa di meglio? All\u2019uomo &#8211; \u00e8 non \u00e8 piccola cosa &#8211; \u00e8 stato concesso il dono di sognare; e magari, di fantasticare proprio un \u201cmondo un po\u2019 meno tondo e un po\u2019 pi\u00f9 quadrato\u201d, per parafrasare Antonio Barracano ne Il sindaco del Rione Sanit\u00e0. In una delle sua lezioni di drammaturgia, tenute agli inizi degli anni Ottanta presso l\u2019Universit\u00e0 La Sapienza di Roma, dir\u00e0 proprio agli allievi: \u00abSin da giovanissimo, non ho mai dubitato che per quel che riguarda i temi da trattare non c\u2019\u00e8 che uno scrigno, un forziere da cui attingere a piene mani, ed \u00e8 la vita stessa. Ma accanto alla vita, deve esserci sempre un bagliore lucente, un setaccio d\u2019oro che filtra la realt\u00e0 e la trasforma in teatro: la fantasia\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eduardo compie alcune riflessioni sulla sua poetica e lo fa non in un unico trattato ma in alcuni scritti teorici composti a distanza negli anni. Egli stesso sfuggiva dall\u2019idea di fissare un metodo o una poetica perch\u00e9 per sua natura \u00e8 in continuo mutamento come la vita, d\u2019altronde, fonte d\u2019ispirazione primaria nella drammaturgia eduardiana. Possiamo forse intravedere nelle lezioni di teatro alla Sapienza il tentativo di insegnare un approccio, qualche tecnica imparata sul campo e trasmessa. Lezioni che si concede solo alla fine della sua carriera.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a cura di Vincenzo Albano In un\u2019intervista sul \u00abRoma\u00bb, rilasciata a Giovanni Sarno nel marzo del 1940, Eduardo dichiara che \u00abl\u2019umorismo \u00e8 la parte amara della risata [\u2026] Esso \u00e8 determinato dalla delusione dell\u2019uomo che \u00e8 per natura ottimista\u00bb. 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