{"id":17602,"date":"2026-10-01T10:34:06","date_gmt":"2026-10-01T08:34:06","guid":{"rendered":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/?p=17602"},"modified":"2026-10-05T11:00:40","modified_gmt":"2026-10-05T09:00:40","slug":"opera-1-3-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-12-2-2-2-2-2-5-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/?p=17602","title":{"rendered":"Gli esami non finiscono mai"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:10px\">a cura di Vincenzo Albano<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 l\u2019ultima commedia di Eduardo. Scritta nel 1973, debutta al Teatro della Pergola di Firenze il 19 dicembre dello stesso anno, cui fece seguito una messinscena romana, al Teatro Eliseo, che si ricorda per l\u2019accoglienza senza precedenti del pubblico. Le date registrarono infatti il tutto esaurito con dodici giorni di anticipo e le code al botteghino, su tutta via Nazionale, provocarono addirittura problemi di ordine pubblico. Dalla prima rappresentazione, fino ai giorni nostri, inoltre, il titolo di quest\u2019opera \u00e8 entrato nel linguaggio comune, diventando un vero e proprio modo di dire, a testimonianza di quanto Eduardo sia entrato nel vissuto della gente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il tema degli esami che non finiscono mai, per il protagonista della vicenda e per ciascuno di noi, \u00e8 esemplificativo di una verit\u00e0: l\u2019intrusione costante del pregiudizio, della meschinit\u00e0, del conformismo, dell\u2019invidia, o soltanto di una curiosit\u00e0 morbosa, nell\u2019esistenza altrui.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per Eduardo, come sembra abbia voluto dirci, siamo tutti sempre sul banco degli imputati, di fronte a persone che arbitrariamente hanno assunto il ruolo di giudici. E ce l\u2019ha detto portando in teatro una vicenda che si svolge nell\u2019arco di mezzo secolo, attorno alle infinite prove che il protagonista Guglielmo Speranza si trova a dover affrontare nel corso della sua vita, dal giorno della laurea fino alla morte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il colloquio che Speranza intrattiene col pubblico \u00e8 diretto. Un artificio narrativo che consente all\u2019autore di \u201cparlare\u201d attraverso il suo personaggio ed esprimere un punto di vista sulle vicende, talvolta addirittura anticipandole.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La commedia percorre cos\u00ec l\u2019amara vicenda di un \u201cuomo qualunque\u201d, un\u2019esistenza che dagli anni Venti agli anni Settanta, vede avvicendarsi una interminabile serie di esami, ai quali, alla fine il protagonista decider\u00e0 di rispondere con il silenzio. Guglielmo Speranza, simbolo di un\u2019umanit\u00e0 sognatrice e illusa, si finger\u00e0 muto (pensiamo al personaggio di Zi\u2019 Nicola de Le voci di dentro) per protestare contro il conformismo dei benpensanti. \u00c8 in questo espediente la particolarit\u00e0 della commedia, come partitura per gesti e silenzi, dove l\u2019antico realismo lascia il posto alla pura allusivit\u00e0, ad una atmosfera sempre pi\u00f9 rarefatta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando non pu\u00f2 impedire che i tre luminari lo visitino, i paroloni di cui \u00e8 infarcita la loro diagnosi gli ricordano il burlesco sermone con cui fu festeggiato per la laurea dai colleghi. Questo lo diverte. E divertendosi Guglielmo muore, dopo essersi sottratto a un ultimo esame, tentato da un prete per recuperare la sua anima in extremis. Muore con grande sollievo dei parenti, che non terranno conto neanche delle sue ultime volont\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a cura di Vincenzo Albano \u00c8 l\u2019ultima commedia di Eduardo. Scritta nel 1973, debutta al Teatro della Pergola di Firenze il 19 dicembre dello stesso anno, cui fece seguito una messinscena romana, al Teatro Eliseo, che si ricorda per l\u2019accoglienza senza precedenti del pubblico. 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