{"id":17598,"date":"2026-10-01T10:32:41","date_gmt":"2026-10-01T08:32:41","guid":{"rendered":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/?p=17598"},"modified":"2026-10-05T11:00:03","modified_gmt":"2026-10-05T09:00:03","slug":"opera-1-3-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-12-2-2-2-2-2-5-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/?p=17598","title":{"rendered":"Il cilindro"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:10px\">a cura di Vincenzo Albano<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Atto unico del 1965, <em>Il cilindro<\/em> debutta al Teatro Quirino di Roma nel gennaio dell\u2019anno successivo, riscuotendo un ottimo successo. In teatro ha tuttavia una vita breve, ma in televisione, nel 1978, vanter\u00e0 una ripresa con Monica Vitti nei panni della giovane Rita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A fare da sfondo al divertente intreccio appare una Napoli sempre apprezzata per la sua chiassosa allegria, talvolta profondamente amara, come in gran parte della produzione drammaturgica eduardiana. In questa commedia \u2013 nota singolare al testo \u2013 accanto all\u2019italiano e al napoletano, compare anche il romanesco, a vivacizzare il ritratto di un\u2019Italia in pieno boom economico eppure attanagliata dal grande problema della disoccupazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A prendere vita, su questo sfondo, sono cinque ingegnosi personaggi che per sbarcare il lunario ricorrono alle pi\u00f9 stravaganti trovate. Rita e Rodolfo, giovane coppia romana, ed Agostino e Bettina, sono disoccupati cronici che non trovano di meglio, per pagare l\u2019affitto, che adescare uomini con le belle grazie di Rita, farli pagare, per poi metterli in fuga con l\u2019offerta di fare l\u2019amore sul letto dove giace la salma del finto morto Rodolfo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il meccanismo \u00e8 perfetto, ma si blocca quando la giovane si imbatte nel furbo sessantenne Attilio, non affatto disposto a farsi intontire dai quattro imbroglioni. Pretende a tutti i costi l\u2019amplesso pattuito, per nulla intimorito n\u00e9 dal morto n\u00e9 dal \u201cmiracoloso\u201d cilindro di mastr\u2019Agostino, utilizzato dal cialtrone proprio per intimidire i creditori e raggirare i malcapitati. Il copricapo, simbolo infatti del potere, proprio per il suo forte senso evocativo incute timore e riverenza nelle persone pi\u00f9 ignoranti. Un provvidenziale colpo di sonno del vecchio salver\u00e0 per\u00f2 l\u2019onesta della donna. Ottenuta infatti la collaborazione di tutti, Agostino segner\u00e0 due ore avanti sull\u2019orologio a muro e predisporr\u00e0 la \u201cscena\u201d per far credere ad Attilio di aver effettivamente consumato il suo amplesso con Rita, sdraiata semplicemente accanto a lui. Dal canto suo, la giovane, ormai stanca di tirare a campare e desiderosa di \u201cavere\u201d, decider\u00e0 alla fine di scappare per inseguire proprio chi il cilindro ce l\u2019ha veramente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un meccanismo sapiente di \u201cteatro nel teatro\u201d, che mette in scena un finto cadavere e una prostituta per truffa, un apprendista stregone e una moglie manesca, un vecchio refrattario all\u2019illusione e un intero quartiere che si accalca per godersi lo spettacolo. Dietro tuttavia la vicenda grottesca e comica, \u00e8 protagonista \u2013 ancora una volta \u2013 l\u2019aberrazione delle classi pi\u00f9 neglette, come \u201curgenza sociale\u201d che legittima, ma non giustifica, l\u2019utilizzo di mezzi non proprio leciti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a cura di Vincenzo Albano Atto unico del 1965, Il cilindro debutta al Teatro Quirino di Roma nel gennaio dell\u2019anno successivo, riscuotendo un ottimo successo. In teatro ha tuttavia una vita breve, ma in televisione, nel 1978, vanter\u00e0 una ripresa con Monica Vitti nei panni della giovane Rita. 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