{"id":17584,"date":"2026-10-01T10:26:24","date_gmt":"2026-10-01T08:26:24","guid":{"rendered":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/?p=17584"},"modified":"2026-10-05T10:57:42","modified_gmt":"2026-10-05T08:57:42","slug":"opera-1-3-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-12-2-2-2-2-2-5-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/?p=17584","title":{"rendered":"Questi fantasmi!"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:10px\">a cura di Vincenzo Albano<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Scritta nel 1946, in tre atti, la commedia fu rappresentata nello stesso anno al Teatro Eliseo di Roma dalla Compagnia \u201cIl teatro di Eduardo con Titina De Filippo\u201d, con la regia dello stesso Eduardo. Nel 1954 Eduardo diriger\u00e0 l\u2019omonimo film con Renato Rascel protagonista, per poi debuttare a Parigi l\u2019anno successivo (7 giugno 1955) al Teatro Sarah Bernhardt in occasione del Festival Internazionale d\u2019Arte Drammatica. Nel 1956, ancora a Parigi, al Vieux Colombier, va in scena Sacr\u00e8s Fant\u00f4mes, per la regia dello stesso Eduardo, con Henry Guisol e Rosy Vartre. Ne vengono fatte inoltre due messinscene televisive, rispettivamente nel 1956 e nel 1962 (anno, quest\u2019ultimo, di una lunga tourn\u00e9e in Polonia, Ungheria, Austria e Urss insieme a Filumena Marturano, Il Sindaco del Rione Sanit\u00e0 e Il berretto a sonagli). Nel 1981 la commedia viene riproposta da Enrico Maria Salerno e nel 1991-92 dalla compagnia di Luca De Filippo per la regia di Armando Pugliese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 la seconda opera in tre atti del periodo post-bellico. La guerra \u00e8 s\u00ec finita, ma i fantasmi tornano ad inquietare la vita di chi cerca di salvarsi senza chiedersi di chi sia lo scheletro che esce dall\u2019armadio, a chi appartiene il denaro che miracolosamente si moltiplica e, finch\u00e9 la pancia \u00e8 piena, non ha intenzione di chiarirsi di chi sia la mano che gli colma il piatto. Una tragedia moderna insomma \u2013 come dichiara lo stesso Eduardo \u2013 che deflagra ancora una volta del potere degradante della miseria, della capitolazione di sentimenti e valori morali e di un mondo che procede irreparabilmente sulla strada dell\u2019ipocrisia, della materialit\u00e0, dell\u2019accumulo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La vicenda narrata \u00e8 quella di un debole, di uno sconfitto, Pasquale Lojacono, che dopo aver tentato invano di assicurare a s\u00e9 e alla moglie un minimo di stabilit\u00e0 economica, si \u00e8 ridotto a vivere di espedienti. Con la giovane moglie Maria, si trasferisce in un enorme appartamento all\u2019ultimo piano di un palazzo napoletano del Seicento, che il proprietario gli consente di abitare gratis volendo sfatare le dicerie sulla presenza di spiriti nella casa. Tutto all\u2019insaputa di Maria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ascoltando i racconti del portiere, della sorella di quest\u2019ultimo e del \u201cdirimpettaio\u201d di casa, tale professor Santanna, Pasquale inizia a credere nell\u2019esistenza degli spiriti; pertanto, imbattendosi in Alfredo, l\u2019amante della moglie, lo scambia per un fantasma. I regali di quest\u2019ultimo consentono alla coppia di vivere in un certo benessere e, visti i benefici, Pasquale non si pone troppe domande. L\u2019equivoca situazione diventa tuttavia sempre pi\u00f9 imbarazzante, a punto che Maria, non tollerando pi\u00f9 la connivenza del marito, decide di abbandonarlo; a sua volta per\u00f2 Alfredo, dopo la denuncia di adulterio dei suoi familiari, decide di tornare con la moglie, privando dei regali il povero Pasquale, lasciandolo nella disperazione pi\u00f9 totale. Riesce tuttavia a rivedere il suo fantasma benefattore, ritornato per fuggire con Maria, e gli rivela il suo amore per la moglie e la pena segreta di non poterle garantire una vita dignitosa. Commosso per la triste confessione, Alfredo gli lascia un pacco di banconote e scompare per sempre dalla loro vita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a cura di Vincenzo Albano Scritta nel 1946, in tre atti, la commedia fu rappresentata nello stesso anno al Teatro Eliseo di Roma dalla Compagnia \u201cIl teatro di Eduardo con Titina De Filippo\u201d, con la regia dello stesso Eduardo. 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