{"id":17580,"date":"2026-10-01T10:19:11","date_gmt":"2026-10-01T08:19:11","guid":{"rendered":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/?p=17580"},"modified":"2026-10-05T10:56:43","modified_gmt":"2026-10-05T08:56:43","slug":"opera-1-3-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-12-2-2-2-2-2-5-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/?p=17580","title":{"rendered":"Non ti pago"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:10px\">a cura di Vincenzo Albano<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Scritta e presentata al pubblico nel 1940, la commedia viene messa in scena per la prima volta al Teatro Quirino di Roma dalla Compagnia \u201cTeatro Umoristico i De Filippo\u201d, interpretata dai fratelli Eduardo e Peppino De Filippo. Nel 1943 ne viene poi realizzata una versione cinematografica, per la regia di Carlo Ludovico Bragaglia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non ti pago fu registrata per la televisione il 13 gennaio del 1956, in diretta dal Teatro Odeon di Milano; successivamente, la commedia viene allestita anche all\u2019estero, a Parigi e Buenos Aires.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La vicenda ruota intorno al personaggio di Ferdinando Quagliulo, proprietario di bancolotto, figura grottesca e tradizionale che sfida ogni regola familiare e sociale per far rispettare quella che reputa la volont\u00e0 del defunto padre. E se nella tradizione popolare il gioco del lotto stabilisce le regole del rapporto fra vivi e morti, in quest\u2019opera mischia le carte, giocando sul contenzioso, comico eppure drammaticamente inquietante, circa la propriet\u00e0 legittima di un sogno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ferdinando Quagliulo passa le notti a scrutare il cielo per avere qualche buon numero da giocare; \u00e8 del mestiere \u2013 appunto \u2013 perch\u00e9 gestore di un banco del lotto ereditato dal padre. Si pu\u00f2 dunque comprendere quanto possa invidiare le vincite del suo impiegato Mario Bertolini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il giovane vince sfacciatamente ogni settimana, fino alla quaterna secca grazie ai numeri datigli in sonno dal padre di Quagliulo. Proprio questa vincita susciter\u00e0 le ire di Ferdinando, che si rifiuter\u00e0 di pagare la cartella sostenendo un improbabile errore umano compiuto dal defunto. Sicuro del suo buon diritto, si rivolger\u00e0 anche ad un avvocato e al parroco, nel tentativo di trovare appoggio alla sua tesi. Ma alla fine sar\u00e0 costretto a fare un passo indietro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Siamo dunque in piena farsa, brillante e godibile, appartenente alla prima fase della migliore produzione di Eduardo; ritratto di una Napoli in grado di reagire all\u2019angoscia e alla miseria del vivere anche \u2013 e non solo \u2013 attraverso \u201cesorcismi\u201d e superstizioni. La figura del padre, evocata attraverso un vecchio quadro di famiglia, porta al centro della vicenda proprio questo rapporto tra ragione e fede nella bont\u00e0 dei morti, intenti &#8211; appunto nella credenza popolare &#8211; a seguire le sorti dei cari ed altrettanto ad influenzare la vita di chi mostra irriverenza nei confronti delle loro volont\u00e0. Nella sua incrollabile fiducia in un aldil\u00e0 benevolo e giusto, Quagliulo chieder\u00e0 proprio aiuto alla buonanima, ottenendo piccole disgrazie ai danni del giovane malcapitato intento a riscuotere le vincite.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il lotto, in questo senso, reticolo di una grande sapienza cabalistica, \u00e8 forse ancora pi\u00f9 napoletano del presepe; \u00e8 il sogno a buon mercato, il grande avvenimento del sabato pomeriggio. Qualcuno ogni tanto esulta. Per altri non \u00e8 una tragedia. Si pu\u00f2 ritentare l\u2019indomani e continuare a sognare, alimentando cos\u00ec la paziente rassegnazione e l\u2019ozio colpevole.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a cura di Vincenzo Albano Scritta e presentata al pubblico nel 1940, la commedia viene messa in scena per la prima volta al Teatro Quirino di Roma dalla Compagnia \u201cTeatro Umoristico i De Filippo\u201d, interpretata dai fratelli Eduardo e Peppino De Filippo. 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