{"id":17549,"date":"2026-09-30T20:31:03","date_gmt":"2026-09-30T18:31:03","guid":{"rendered":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/?p=17549"},"modified":"2026-10-05T10:46:24","modified_gmt":"2026-10-05T08:46:24","slug":"opera-1-3-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-12-2-2-2-2-2-5-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/?p=17549","title":{"rendered":"Il Teatro"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:10px\">a cura di Carmela Lucia <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Autore, regista e attore dalla straordinaria vitalit\u00e0 drammaturgica, Annibale Ruccello, insieme a Enzo Moscato (1948) e Manlio Santanelli (1938), \u00e8 considerato un erede della tradizione napoletana e uno dei nomi pi\u00f9 rappresentativi della \u201cnuova drammaturgia napoletana\u201d, che negli anni Ottanta contribuisce al rinnovamento e alla rinascita della scena teatrale italiana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ruccello, con la sensibilit\u00e0 dell\u2019antropologo, riesce a cogliere i segni di una perdita di un sistema di valori, di linguaggio, di un\u2019identit\u00e0 culturale anche ancestrale che si \u00e8 corrotta a contatto con i nuovi sistemi ideologici proposti dai mass media. Per questi motivi il suo si configura come un teatro definito \u201cdella crisi\u201d, un teatro minimale, tragico, fortemente ancorato all\u2019analisi di aspetti sociali e, ancora, come per gli altri drammaturghi napoletani, un \u201cteatro della malattia\u201d, con ascendenze pi\u00f9 lontane nel Kammerspiel di Ibsen e Strindberg e pi\u00f9 vicine, nelle figure di Pinter e Genet (Cfr. C. Giovanardi, Plurilinguismo e antirealismo nel teatro napoletano, in Lingua e dialetto a teatro. Sondaggi otto-novecenteschi, Roma, Editori Riuniti, 2007, pp. 91-124).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I temi delle commedie di Ruccello sono connotati da una forte unitariet\u00e0: centrale \u00e8 senz\u2019altro il t\u00f2pos della perdita d\u2019identit\u00e0, culturale, psicologica, linguistica e sessuale; inoltre sono dominanti: il motivo dell\u2019androgino, del travestitismo, del camuffamento, il tema del doppio, della rappresentazione di una realt\u00e0 claustrofobica, fatiscente, irreale. Sul piano formale, invece, la drammaturgia di Ruccello appare molto pi\u00f9 varia ed eterogenea. Il corpus delle opere spazia dal monologo e dalle commedie noir ai grandi affreschi storici, contamina le forme del romanzo storico con il teatro da camera, il vaudeville con la farsa, non senza tralasciare l\u2019apporto di altri codici espressivi, primo fra tutti, la musica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il teatro di Ruccello che appare in molte e varie sue forme contrassegnato da una grande ricchezza narrativa, per il ruolo preponderante che assumono la tradizione e i generi letterari, recupera la consapevolezza dell\u2019importanza della narrazione, la necessit\u00e0 della parola restituita al suo valore semantico e si impone per la forza di una grande espressivit\u00e0, nonch\u00e9, sul piano tematico, per un ricchissimo spessore culturale, segnando sicuramente un forte modello di riferimento per autori-attori contemporanei come Enzo Moscato o Francesco Silvestri.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a cura di Carmela Lucia Autore, regista e attore dalla straordinaria vitalit\u00e0 drammaturgica, Annibale Ruccello, insieme a Enzo Moscato (1948) e Manlio Santanelli (1938), \u00e8 considerato un erede della tradizione napoletana e uno dei nomi pi\u00f9 rappresentativi della \u201cnuova drammaturgia napoletana\u201d, che negli anni Ottanta contribuisce al rinnovamento e alla rinascita della scena teatrale italiana. 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