{"id":17515,"date":"2026-07-10T12:06:46","date_gmt":"2026-07-10T10:06:46","guid":{"rendered":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/?p=17515"},"modified":"2026-07-10T12:06:46","modified_gmt":"2026-07-10T10:06:46","slug":"opera-1-3-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/?p=17515","title":{"rendered":"Sui Quartieri Spagnoli&#8230;"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I turisti e i marinai che capitano a Napoli sanno gi\u00e0, o li s&#8217;informa in loco, che sopra ai Quartieri Spagnoli non si devono avventurare, perch\u00e9, se vi si avventurano, immancabilmente sventurano. Un guaio sicuramente, grosso o piccolo lo passeranno: uno scippo, chess\u00f2?, un borseggio, il capitare in mezzo a qualche camorristico regolamento di conti, l&#8217;essere stuprati dietro qualche portoncino di un vecchio palazzo degradato, l&#8217;essere pigliati senza ragione a paccheri, il finire schiacciati e rischiacciati sotto a qualche motorino derubato, l&#8217;essere arriffati, l&#8217;essere drogati, l&#8217;essere dragati, l&#8217;essere fatti a pezzettini per andar poi rivenduti a qualche nero mercato di organi o di tratta delle bianche\u2026 insomma, i turisti e i marinai che capitano a Napoli vengono serviti a dovere, con mille spezie e infingimenti del proibito, affinch\u00e9 quel proibito se lo vadano a gustare e, gustandolo, continuino a portare in giro per il mondo la buona-mala novella che i Quartieri Spagnoli sono proprio quello che da sempre si dice: fetienti. Roba da trogloditi. Da &#8220;Z\u00ecmberi&#8221; o da Zingari. Sostanza ed argomento da quinto e sesto mondo. Dell&#8217;altro mondo. O anche di questo se volete, ma basso, bassissimo, semi-equatoriale, ultra-africano, ultra-mediterraneo, Napoletano, va&#8217;, e cos\u00ec la diciamo proprio tutta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Credo, pi\u00f9 o meno, che il guaio o i guai passati (e gustati) a Napoli, sopra ai Quartieri Spagnoli, per chi ci va (e ci deve andare, senn\u00f2 che turista e marinaio \u00e8?) siano uguali, pi\u00f9 o meno, ai guai passati (e gustati) in qualsiasi luogo della Terra che abbia eletto, al proprio interno, un Luogo Eletto per il Luogo Comune, che poi \u00e8, quasi sempre, luogo della Verit\u00e0, o della semi-verit\u00e0 di un Luogo: perci\u00f2 le agenzie turistiche ci stanno proprio attente, e mai dimenticano di abbandonare in notiziole e avvertimenti circa il non frequentabile e il non abbordabile di una citt\u00e0: per mettere il turista, o lo straniero di passaggio, per cos\u00ec dire a suo agio rispetto alla filosofica verit\u00e0 (Luogo Comune) del luogo e, nello steso tempo, inserire, nel programma o nel tour, gli opportuni eccitamenti (camuffati da interdizioni) affinch\u00e9 siano di generale, generalissima soddisfazione: per gli indigeni, per i forestieri, per gli operatori tur-industriali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Detto questo, per\u00f2, va anche detto che, forse, i Quartieri Spagnoli a Napoli, come Luogo Eletto in loco per il Locale Luogo Comune (o semi-verit\u00e0 relativa), presentano qualche complicazione in pi\u00f9 rispetto a qualche altro luogo della Terra che fa, o \u00e8 costretto a fare, (per turismo si capisce!) la stessa operazione. Che io sappia, per esempio, non esiste qualche letteratura, filosofia, poesia, musica, teatro, costruita sul o relativa al famigerato quartiere di Soho, a Londra, o su quello latino-arabo, a Parigi, o sul Bronx o sulla Spanish Harlem, in New York. Cio\u00e8, voglio dire: magari esistono pure, per\u00f2 non certamente con quella costanza, incisivit\u00e0, propriet\u00e0 e competenza come quelli costruiti o immaginati intorno al Luogo dei Luoghi Comuni di Napoli che sono i Quartieri Spagnoli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Adesso, \u00e8 chiaro, non posso in poche righe dar conto della sterminata variet\u00e0 (e ripetitivit\u00e0) di riflessione, scritta e orale, partorita da tanti esimi intelletti attorno a questo argomento: posso dire si va da Boccaccio a Patroni Griffi, da Croce a Gadamer, Burns a Pasolini, Morante, Sartre, Ortese, Voltaire, Dieterich, Stravinskij, Cimarosa, Debussy, Paisiello, Lulli, Rachmaninov, Tiepolo, Goya, Manet, Bovio, Diderot, Goethe, Callot, Scribe e\u2026via aggiungendo, cio\u00e8, complicando.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con una (intellettuale) compagnia di questo tipo \u00e8 quasi naturale passare dal Luogo Comune al culto, alla passione, del Luogo Comune stesso, che vien detto mito, ovverosia una sorta di leggenda, una fattispecie di semi-sacralit\u00e0, che fa della propria verit\u00e0 imbastardita, della propria sfavillante bugia da cartolina, un totem, un feticcio religioso, che tutti, nel bene e nel male, devono omaggiare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A cominciare da quelli che nel Luogo Eletto del Luogo Comune, in un posto, ci nascono, ci vivono e ci muoiono. \u00c8 d&#8217;obbligo, infatti, per chi vive a Napoli, sui Q.S., segnarsi in continuazione, farsi in continuazione la croce, anche con la mano storta, dinanzi ai crocicchi, alle viarelle, ai vicoli, alle chiazzette, costituenti i numinosi\/criminosi Luoghi che, dal Comune, per unanime testimonianza sono stati eletti a mito; cos\u00ec come non passa turista, o &#8220;Xenos&#8221;, sotto il Vesuvio, che non senta l&#8217;intima necessit\u00e0 di farsi i propri pellegrinaggi ai santuari, ai templi, alle (non tanto) sibilliche pagode\/sinagoghe\/moschee che decorano l&#8217;arco topografico, l&#8217;anfiteatro, di strettissime, inquietissime stradine, a ridosso della tagliente hidalguesca Via Toledo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E, infatti, soprattutto nella (bella?) stagione, dalla &#8216;Speranzella&#8217; al &#8216;Museo&#8217;, dalla via Nardones alla &#8216;Pignasecca&#8217;, da &#8216;Montecalvario&#8217; ai &#8216;Ventaglieri&#8217;, \u00e8 tutto un pullular pietoso, a piedi scalzi, mani giunte, capo chino, di oblati e di offerti alle ferite, alle stimmate (e agli stigma) della &#8220;meraviglia loci&#8221;, tutto in un esporsi passionale, rassegnato, a quel che capita-capita, al fato o necessit\u00e0 di ci\u00f2 che detta il Rischio, l&#8217;Azzardo, il Degrado. E si sente nell&#8217;aria, assieme allo strusciar di sandali, di umili espadrillas, di sofferenti, inermi piedi nudi sul misero, sconnesso acciottolato, il salmodiare chierico dei pi\u00f9 &#8220;aficionados&#8221; che, intonano ancora patetici e disinformati, l&#8217;inno calcistico &#8220;Maradona \u00e8 meglio &#8216;e Pel\u00e8&#8221;, sperando magari d&#8217;intravederlo, oh apparizione, miracolo!, il mitico Pibe, d&#8217;in su la vetta dell&#8217;irta Spacca-Napoli, mentre, di contro al salmodiare pallonaro, vien su in sottotono, ma dolcissima, il pino-danielesco canticchiare &#8220;Napule \u00e8 (na carta sporca) &#8220;\u2026.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per non parlare, poi, del sordo mormorio, portato a litania, dei pi\u00f9 istrionici e colti, che, cammin facendo, estraggono e citano a caso, a mo&#8217; di preghiera, di versetti da breviario, motti, sentenze e detti, dei pi\u00f9 celebri spiriti del Luogo, da Tot\u00f2 a Eduardo, da Troisi ad &#8216;Austino &#8216;o pazzo?, da Martone e Corsicato alla mitica pentita da camorra &#8216;Cerasella&#8217; che, assieme a Nino d&#8217;Angelo, com&#8217;\u00e8 noto, rappresenta, dei famigerati Luoghi Comuni-Mito, l&#8217;icona di riscatto e palingenesi morale forse pi\u00f9 calzante e coinvolgente degli ultimi tempi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Segni tutti, questi di cui sopra, che se \u00e8 di senso comune l&#8217;acquisizione di ci\u00f2 che si dice o viene detto fetente, \u00e8 altrettanto vero, lapalissiano, che, per via delle centomila contaminazioni che questo &#8216;fetente&#8217; ha trascorso con la cultura, la scrittura e la riflessione (anche anedottica) in genere esso, \u00e8 anche un (comune) luogo di Liturgia e di Ritualit\u00e0 dei pi\u00f9 profondi e sacri del bacino del Mediterraneo, forse solo un po&#8217; meno antico e misterioso di quello attinente agli egizi. Tra sacro ed insacro (fetente?), si sa, \u00e8 sempre molto arduo tirare una netta barra di confine, a causa delle infinite infiltrazioni ed osmosi che esistono tra loro, cos\u00ec come \u00e8 sempre molto arduo, per non dire impossibile, arrivare ad una qualche tesi o conclusione intorno ad un argomento che li veda com-presenti entrambi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E, sui Quartieri Spagnoli, lo si sar\u00e0 capito, a mio avviso, bugia e verit\u00e0, sacro ed insacro, sublime e fetente, criminale ed etico, passato e futuro, riscatto e perdizione, insomma: tutti gli ossimori e contrasti di questo mondo, esistono e procedono intrecciati, avviluppati tra di loro, senza speranza alcuna che un giorno, o qualcuno, possa alchemicamente, illuministicamente, separarli e individuarli singolarmente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si dica pure, se si vuole, che questo mio \u00e8 un discorso poco serio, sommario e, nascostamente, anche &#8220;di parte&#8221;. Io non so che dire. O non ne so di pi\u00f9. Anche perch\u00e9, qualsiasi cosa si dica al riguardo, magari \u00e8 gi\u00e0 stata detta tremila volte. Senza contare che \u00e8 proprio questo &#8220;dire&#8221; che alimenta e irrobustisce il Luogo Comune e il suo trascolorare, per accumulo ed inerzia della contro verifica, in cronaca epopeica, storia leggendaria, mito imbastardito, pontificale liturgia citazionale che li riguarda tutti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Enzo Moscato<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8220;Galleria Toledo&#8221;, bimestrale, n. 1, febbraio-marzo 2001.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I turisti e i marinai che capitano a Napoli sanno gi\u00e0, o li s&#8217;informa in loco, che sopra ai Quartieri Spagnoli non si devono avventurare, perch\u00e9, se vi si avventurano, immancabilmente sventurano. 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