{"id":17470,"date":"2026-07-09T18:30:39","date_gmt":"2026-07-09T16:30:39","guid":{"rendered":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/?p=17470"},"modified":"2026-07-09T18:30:39","modified_gmt":"2026-07-09T16:30:39","slug":"opera-1-3-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-6","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/?p=17470","title":{"rendered":"La Lingua e (\u00e8) la Voce. La Lingua e (\u00e8) la Malattia"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per l&#8217;articolata dimensione opposizione\/congiunzione che tutti i luoghi, tutti i nodi, tutti i gangli della Lingua evidenziano, per le sue specularit\u00e0-rifrazioni, per quella sua doppiezza, ambiguit\u00e0, equi-vox-cit\u00e0, costituzionali, che ce la mostrano nuda e travestitissima, vera e falsa, salvifica e perigliosa, ad ogni percorrere di frase, ad ogni svolta di parola, ci\u00f2 che si predica della Lingua, ci\u00f2 che la Lingua copula, fornica, farnetica, riproduce, \u00e8, al contempo, estensione di s\u00e9 e Altro da questo s\u00e9, acquisizione e perdita, ampliamento e contrazione, norma e sovversione, vale a dire Medesimo e Sinonimo au\/et Contrario e Opposto. Se io dico, per esempio, &#8220;La Lingua \u00e8 la Voce&#8221; o &#8220;la Lingua e la Voce&#8221;, nel primo caso denomino una coincidenza, un avvitarsi, un sovrapporsi di due cose tramite l&#8217;accentuazione ontica vagante sulla &#8216;e&#8217;; nel secondo, un Altro, un suo prolungamento ma non identitario, un&#8217;alienazione, un estraniamento, una sfigurante slittazione che solo il lavoro tonale (\u00e8 al posto di e) procurer\u00e0 di darne conto. A teatro &#8211; nel suo scriversi &#8211; quanto pi\u00f9 la Lingua insiste sui comuni luoghi di significanza giocando d&#8217;ambivalenza, quanto pi\u00f9 li martella, praticandoli non nella loro immediata riconoscibilit\u00e0 ma nell&#8217;altalena dell&#8217;ibrido accentuale, tanto pi\u00f9 li misconosce, li trascura, li sfregia, li tradisce, li annulla. \u00c8 il controlavoro che fa la Voce contro la Lingua, la sincronicit\u00e0\/immobilit\u00e0 della Lingua attraverso il Tempo ovvero la Tradizione. \u00c8 cos\u00ec che una cosa, un&#8217;immagine, un&#8217;idea &#8211; nella fucina arroventata della diacronia, il sovrapporsi dei tempi, in verticale e in contraddizione rispetto all&#8217;asse orizzontale della Lingua, nel crogiuolo del suo deparalizzarla, smuoverla, infettarla &#8211; possono apparirci, a un tempo, concrete e astrattissime, dej\u00e0 vues e nuovissime, materiche, organali, tangibili oppure vuoti suoni, circonvoluzioni del niente, flatus, absentiae, spettri, spifferi irridenti. Insomma, se \u00e8 vero che la Lingua pu\u00f2 coincidere (essere) talvolta col suo veicolo principe, la Voce, e avere con essa intime\/carnali adesioni, \u00e8 altrettanto vero che basta un semplice connubio, una liaison, una de-enfatizzazione degli accenti, che ci imbattiamo subito nell&#8217;Ombra, nel perfetto Negativo e allora la stessa Voce, da squillo, allarme, richiamo, pu\u00f2 farsi silenzio, mera materia afasica o assoluto gesto, assoluta &#8216;azione che dice&#8217; non parlando. In ogni caso, \u00e8 in bocca, come si vede, &#8220;in ore&#8221;, che il teatro si fa, pi\u00f9 che in ogni altro posto, anche se si \u00e8 muti o si decide di non dare alla Lingua, alle labbra, nemmeno il pi\u00f9 piccolo appiglio di darsi ali per voce, di voc&#8217;ali&#8217;zzarsi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ora, il controlavoro che la diacronia fa contro la sincronia della Lingua, lo spallamento o lo smottamento che l&#8217;onda dei tempi compie avverso la staticit\u00e0\/sistematicit\u00e0 della Lingua, attraverso la Voce, che \u00e8 data sempre e soltanto dal Soggetto, vale a dire da un Presente incarnato, ci introduce alla Malattia, alla crisi, a una messa in discussione di ci\u00f2 che ci \u00e8 tramandato e impersonalmente si assesta in Tradizione. Ed \u00e8 questa Malattia &#8211; che poi, per Nietzsche, com&#8217;\u00e8 noto, si configura anche come Storia, Reale, Limite e Soglia, insopportabili, da bruciare &#8211; che il pi\u00f9 delle volte noi vediamo all&#8217;opera nelle libert\u00e0, anarchie, dolori, che il teatro &#8216;si prende&#8217; sulla Vita &#8211; sulle convenzionalit\u00e0 o normativit\u00e0 dentro cui si suole mettere a dormire la Vita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sotto questo profilo, voglio dire guardando alla deflagrazione della Lingua, al suo bruciarsi\/rovinarsi\/perire quando viene a contatto col morbo, colla peste, colla crisi, tradotte-trascinate dalle vicissitudini &#8216;al presente&#8217; del Soggetto e della sua dolorante Voce, penso d&#8217;aver dedicato moltissima attenzione, nel corso del mio costruire-decostruire il teatro che mi riguardava o m&#8217;interessava.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uno sguardo particolarissimo, poi, spetta ad Antonin Artaud, che di questa malattia, questo morbo, questa peste, ineluttabile e necessaria, della Lingua, a contatto col soffrire della Voce, \u00e8 il primo Scrutatore, il primo scriba, innocentemente impuro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 a lui che ho dedicato, nel 1994, uno scritto apposito, Pestis Linguae, Lingua pestis, che \u00e8 divenuto poi, nel 1996, un pi\u00f9 articolato discorso scenico, sotto il nome di Lingua, Carne, Soffio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Enzo Moscato<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per l&#8217;articolata dimensione opposizione\/congiunzione che tutti i luoghi, tutti i nodi, tutti i gangli della Lingua evidenziano, per le sue specularit\u00e0-rifrazioni, per quella sua doppiezza, ambiguit\u00e0, equi-vox-cit\u00e0, costituzionali, che ce la mostrano nuda e travestitissima, vera e falsa, salvifica e perigliosa, ad ogni percorrere di frase, ad ogni svolta di parola, ci\u00f2 che si predica [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[17],"tags":[37],"class_list":["post-17470","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-opere","tag-enzomoscato"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17470","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=17470"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17470\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17471,"href":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17470\/revisions\/17471"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=17470"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=17470"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=17470"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}