{"id":17425,"date":"2026-07-09T18:09:16","date_gmt":"2026-07-09T16:09:16","guid":{"rendered":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/?p=17425"},"modified":"2026-07-09T18:09:16","modified_gmt":"2026-07-09T16:09:16","slug":"opera-1-3-2-2-2-2-2-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/teatronapoletano.centroictbc.unisa.it\/?p=17425","title":{"rendered":"Sull&#8217;ordine e il disordine dell&#8217;ex macello pubblico"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>periplo metafisico-poetico sul cosiddetto &#8220;reale&#8221; o &#8220;storico&#8221; della Rivoluzione, a partire (o a ritornare) da quella Giacobina del 1799 a Napoli<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il testo\/spettacolo \u00e8 costituito mettendo insieme e facendoli alchemicamente interagire materiali eterogenei tra di loro. Si va dalla mera citazione storico-cronachistica, attinta agli scrittori pi\u00f9 incisivi della Rivoluzione Napoletana del 1799 (Cuoco, Colletta, Croce, Settembrini, D&#8217;Ayala, Fortunato, Lomonaco, Imbriani, Marinelli, Nardini, Striano, Sontag) all&#8217;invenzione, puramente e semplicemente poetica, o immaginaria, degli stessi avvenimenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dall&#8217;enumerazione minuziosa delle moltissime (e talora sconosciute) vittime della Reazione e del Terrore Sanfedista, alla registrazione, cinica e repellente, per bocca del boia d&#8217;ufficio dei Borboni, Tommaso Paradiso (!), dei fiorini e dei ducati che necessitarono all&#8217;espletamento della sanguinosa mattanza dei Repubblicani; dall&#8217;irruzione di frammenti di forte &#8220;fiction&#8221; drammaturgica, che gioca con l&#8217;esteriorit\u00e0 dei corpi, alla ricostruzione, tutta interiore, dello stato d&#8217;animo dei condannati, nell&#8217;estremo del loro generoso dono di vita ad un&#8217;idea, anzi: all&#8217;Idea &#8211; quella, di continuo ritornante e di continua sconfitta, della libert\u00e0 e della dignit\u00e0 dell&#8217;uomo nella Storia &#8211; cercando di riportare il senso dell&#8217;andamento di tutta l&#8217;operazione scritto\/scenica (di tutta questa eterogeneit\u00e0, messa a reagire al suo interno come per una trasformazione, una mutazione chimica dei suoi elementi) verso una specie di luogo magico-evocativo, alquanto inusitato per il Teatro; verso la messa in luce di una Differenza &#8211; non un Risaputo, un&#8217;Omologazione, una Falsa Eguaglianza, o Covalenza, di dati &#8211; per quel che attiene all&#8217;esperienza del 1799. Differenza che \u00e8, poi, anche personalissima e anticonformistica cifra di riconoscimento nella maniera di vivere &#8211; o di essere vissuto da &#8211; quegli efferati avvenimenti, per l&#8217;autore\/attore napoletano, che ne firma la rappresentazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pertanto, si \u00e8 omesso, sia sulla pagina che sulla scena, di dare una narrazione congrua e lineare di ci\u00f2 che accadde a Napoli due secoli fa, come pure di compartimentare in personaggi o ruoli fittizzi, stereotipati, l&#8217;attore o gli attori che, nello spettacolo, incarnano le parole, le frasi, gli snodi linguistici ed emotivi, i silenzi, le urla, i sogni e i fantasmi che, sostanzialmente, &#8220;fanno&#8221; il testo &#8211; che, pi\u00f9 che ri-rappresentarci cose o eventi realmente accaduti, inclina piuttosto verso un soggettivo-fantasmatico-delirante di quel Tempo e di quei Fatti, unica via possibile, forse, oggi, di ripensare, risentire e, in qualche modo, rivivere, traumi o lacerazioni violente, per convenzione chiamati Rivoluzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(Note dell&#8217;Autore)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>periplo metafisico-poetico sul cosiddetto &#8220;reale&#8221; o &#8220;storico&#8221; della Rivoluzione, a partire (o a ritornare) da quella Giacobina del 1799 a Napoli Il testo\/spettacolo \u00e8 costituito mettendo insieme e facendoli alchemicamente interagire materiali eterogenei tra di loro. 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